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Una pasquetta diversa con le canzoni di Claudio Baglioni
Recensione Concerto
Written by Alessandro Tammelleo   
Thursday, 25 April 2019 12:18
There are no translations available.




Non un concerto, non una serata di musica spensierata, ma un vero e proprio spettacolo! Definirlo emozionante è riduttivo, perchè non ci sono parole per definire l'impeccabilità di un evento. Per quasi 4.000 persone è stata una Pasquetta diversa, ma sicuramente indimenticabile, anche per chi conosce Baglioni da anni e ha visto molti suoi concerti.

Voleva festeggiare i suoi 50 anni di carriera, incominciata nel 1968, quando, diciassettenne, compose e registrò le sue prime canzoni, tra cui “Signora Lia” e “Interludio”, a cui seguirono 20 milioni di singoli venduti, 35 milioni di album in Italia, più di 55 milioni di copie in tutto il mondo, numeri che fanno paura e vanno degnamente sottolineati.

Un Palco quadrato con l'artista perennemente al centro (da qui il nome del tour) e musicisti ai quattro lati: due lati dedicati a chitarre e percussioni, un lato agli strumentisti a fiato, cantanti (cinque, una più brava dell'altra) e tastiere, ed infine un lato con una piccola orchestra ad archi, un contrabbasso e basso elettrico.


Ma cosa succede in un palco qudrato enorme? E qui la straordinarietà dell'evento: un corpo di ballo di veri professionisti, ballerini e ballerine che creano coreografie da musical e sottolineano in ogni passo il testo e la musica del cantautore.

Ore 21.00 entrano due lunghe file di viaggiatori con la valigia in mano, non trolley moderno, ma di quelle del '68, dell'adolescenza di Baglioni, ed ecco che partono i bicordi discendenti di “Questo piccolo grande amore” ed è subito un boato. Forse il pubblico si sarà stupito che Baglioni abbia servito all'inizio la sua canzone più famosa, che solitamente si tiene per ultima, ma nessuno avrebbe mai immaginato il seguito.

Porta portese”, secono brano, sottolinea subito le origini romane del Baglioni nazionale, parlando dell'antica porta romana dove passano e si vedono ogni tipo di persona, di tutte le nazionalità, impersonificate da personaggi che saltano e ballano sul palco, un palco su cui sono proiettate immagini ed effetti assolutamente molto curati, come nella canzone “I vecchi”, in cui un orologio tridimensionale gira e segna il tempo della canzone.


Non mancano brani indimenticabili come “Sabato pomeriggio”, “E tu” o brani un po' particolari come “W l'Inghilterra”, resa alla grande dal corpo di ballo, travestiti da inglesi provetti. Tre ore di musica senza alcuna pausa, senza stoppare nemmeno una nota, sempre al centro, lasciando letteralmente incantato il pubblico, con un solo momento per salutare gli spettatori, ovvero prima del penultimo brano fatto al pianoforte, “Tutti qui”, con l'emozione di rivedere proiettate le sue foto da ragazzino innocente che mai avrebbe immaginato un simile successo.

Una serata indimenticabile conclusa con il brano “Con voi”, con l'augurio di restare altri 50 con tutti noi.

 

 

 

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