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Il "versatile" Morgan a Udine
Recensione Concerto
Written by Alessandro Tammelleo   
Wednesday, 02 September 2020 09:41
There are no translations available.

Chi conosce Morgan non si sarà di certo stupito della sua stravaganza di ieri sera, in un piazzale del Castello di Udine, purtroppo semivuoto. Da specificare che la data di ieri era il recupero di quella del 5 maggio al teatrone udinese, e probabilmente molti fans erano ancora in vacanza.

Una serata che ha visto molti musicisti sul palco, di grande levatura, che più volte hanno “salvato” le improvvisazioni e, direi, incertezze dell'ex cantante dei Bluvertigo. Parliamo dell'ensemble #Voltalacarta: Simone Bertogna (voce), Clara Danelon (voce), Massimo Pasut (basso),Marco Locatelli (chitarra), Marco Vattovani (batteria), Dider Ortolan (strumenti a fiato e polistrumentista di eccellenza), Lucia Clonfero (violino), Luigi Buggio (tastiere e fisarmonica).



Otto musicisti che pochi minuti dopo le 21.30 salgono sul palco e fanno rivivere le emozioni che ci dava il grande Faber con “Se ti tagliassero a pezzetti”, ottima amalgama, ottimo affiatamento, ma Morgan dov'è? Si chiede il pubblico presente.

Si và avanti con “Andrea” ….Andrea si è perso...no, Morgan si è perso, dov'è? Ah, eccolo che arriva, finalmente, con sigaretta e calice di vino in mano. E' subito ovazione, si mette al pianoforte e parte “La ballata dell'amore cieco”. Morgan, un cantautore che sul palco dimostra tutta la sua versatilità e vena artistica, suona nella serata, oltre al pianoforte, un charango, una melodica, un sax in plastica... Indubbiamente grande cultura musicale, analisi formale e conoscenza di ciò che và ad eseguire. Spiega alcuni brani con una precisione da docente universitario, anche se il confronto ironico con le canzoni di Ligabue non è piacuto affatto (arte è arte e va rispettata comunque e ovunque).

Voce calda e intonata la sua che si fonde alla perfezione con quella di Simone Bertogna e Clara Danelon, anche se si nota che con l'ensemble #Voltalacarta non ha mai suonato, ne tantomeno provato! I musicisti accanto a lui spesso sono spaesati dalle sue improvvisazioni e, aihmè, dimenticanze. Non segue di pari passo la scaletta, e occorre leggergli nella mente cosa vuol cantare. Più volte il talentuoso Didier Ortolan lo copre e lo salva in corner!

Una serata comunque piacevolissima, nella semplicità che il buon Fabrizio de Andrè avrebbe sempre desiderato, con punte musicali molto basse, come “Bocca di rosa”, ritmicamente tutta all'aria, con testi a volte dimenticati, come “Il pescatore”, bis per eccellenza dei #Voltalacarta, ma anche di spessore come “Creuza de ma”, tradotta in italiano, versione che a noi non dispice affatto.

Qualche sigaretta accessa, concerto che sembra terminato e invece, l'estroverso Morgan, intona il suo idolo, David Bowie, cogliendo tutti di sorpresa, ma la band lo segue al meglio.

Prossima data a Padova, dove speriamo che vada più “liscia” di Udine, ma se così non fosse, la genialità e particolarità di Morgan è proprio questa!

 

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