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Editoriali
Il Salotto di Irene, l'arte che è ancora viva
Written by Piero   
Sunday, 19 February 2012 13:32
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Questi tempi di crisi, di immobilismo, a volte anche di “vuoto culturale”, ti fanno venir timore che se ne vada anche l'arte, l'ispirazione, la creatività. Ma è vero anche il detto in base al quale, “tempi di crisi aguzzano gli ingegni”, e poi fanno emergere le cose migliori. E' qualcosa che ho respirato ieri sera a Ragogna al teatro San Giacomo in occasione della seconda data pubblica de “Il Salotto a Casa di Irene”, un raduno di artisti provenienti da diverse parti della regione (e non solo) che hanno presentato le loro performance di fronte ad una sala gremita di spettatori. “A Casa di Irene” è un evento che arriva dal “privato” della taverna di Irene Dolzani, musicista jazz residente a Osoppo, dova da un anno e mezzo si incontrano quasi mensilmente artisti ritrovatisi in questi anni nella rete di facebook. Avendolo vissuto sia in forma “privata” che pubblica, posso dire che quell'atmosfera intima in cui persone dotate di forza creativa si esprimono attorno ad un tavolo si è ricreata perfettamente anche nel piccolo teatro di Ragogna, con la differenza che invece di una ventina di persone c'erano almeno due centinaia di ogni età, tutti attenti ed incuriositi da quello che gli si presentava sul palco: dalle corde di flamenco di Michele Pucci con il ballo della brava Federica Copetti, alle letture dello scrittore Renzo Brollo in duo Louis Armato alla chitarra, voci note del jazz locale come Barbara Errico, con il cantautore Juri Lenart, il pianista bergamasco Bettini, l'intenso Lucas con la sua chitarra acustica, lo humor da “domatore di pulci” di Edi Kermit Toffoli, le letture di Francesco Milanese... c'erano tante anime diverse su quel palco, provenienti da esperienze artistiche diverse ma tutte accomunate da una spontaneità di fondo che diviene dalla volontà di esprimersi fra amici: «Potete fare come volete, noi continueremo a stare qui e a fare arte fino alla fine del salotto», ha detto presentando lo spettacolo la stessa Irene ad un pubblico che in buona parte ha seguito fino alla fine quelle oltre tre ore di performances. In tempi di “vacche magre” come si diceva prima, “Il salotto di Irene” è un bel segnale proveniente dalla timida provincia friulana: lo stesso modo in cui nasce – molto “do it by yourself evoluto”- è molto forte perché va a recuperare una maniera di fare arte sicuramente “sperimentale ed immediata”, propria di una cultura del passato che sembrava andata persa, e se non altro dimostra che da facebook possono nascere non solo contatti virtuali ma “reali” davvero e che trovano espressione nella realtà su un piccolo palco di paese (a cui seguirà quello in programma il prossimo 30 giugno sul forte di Osoppo). E' un piccolo laboratorio artistico, dove chi ci è arrivato lo ha fatto perché gli veniva spontaneo passare da quelle parti e non è stato a pensare se era un jazzista, un bluesman, un rockettaro, un cantautore, un teatrante, un ballerino, uno scrittore, un poeta, un pittore, un videomaker, perché ad un certo punto siamo nel ventunesimo secolo e i confini fra le arti non interessano a nessuno. Ce lo insegna Il Salotto di Irene.

 
Presentazione del nostro libro all'Angolo Club
Written by Musicologi   
Sunday, 29 January 2012 14:36
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Se il 2011 è stato l'anno del decennale, il 2012 è l'anno in cui continuiamo a raccontarli in nostri dieci anni di attività come associazione culturale Musicologi. Saremo sabato prossimo, 4 febbraio alle 18 e 30 all'Angolo della Musica di Udine per la presentazione del libro “Ciò che resta vale/10 anni di Musicologi.com” (Audax Editore, 2011) di Piero Cargnelutti, uscito lo scorso settembre. La presentazione del libro si inserisce all'interno degli incontri musicali Angolo club organizzati dalla'associazione Musicisti delle tre Venezie presso negozio musicale udinese. La presentazione sarà in realtà anche musicale con la partecipazione del gruppo Le Sympatyques che vede tra i suoi componenti ben tre presidenti (Alessandro, Paolo e Lorenzo) che si sono intervallati nella direzione dell'associazione Musicologi in questi ultimi dieci anni. La musica dei Sympatyques sarà alternata da una breve presentazione del libro e da una lettura di qualche suo passaggio. Vi aspettiamo.

 
Natale
Written by Rocco Burtone   
Tuesday, 27 December 2011 13:29
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La ragazza era immobile, semi sdraiata tra l’erba del prato e uno spuntone di roccia. Quasi nuda con solo la maglietta lacerata e il reggiseno penzoloni. Gli occhi spalancati non si mossero all’arrivo della pattuglia. Il volto devastato e coperto di sangue che colava fin sul seno.

Respira. Chiama l’ambulanza!”

Corse alla macchina quasi in apnea. Lanciato l’sos cercò una coperta nel bagagliaio.

Bravo Natale, hai fatto bene. Coprila ma non toccarla.”

L’arrivo dell’ambulanza, sirene spiegate fino all’ospedale, la caccia.

Lo troviamo, non ti preoccupare, lo troviamo. Ti porto in ufficio…”

No, voglio venire anch’io.”

Non ti incazzare Natale, devo obbedire.”

Sceso dalla macchina diede il cambio al collega.

Natale, come va?”

Bene, grazie, andate a prenderlo.”

Lo faccio anche per te…”

Era giovane, con la faccia bella.

Il mondo dovrebbe avere queste facce” pensò Natale e si sedette alla scrivania.

Estrasse il portafogli e guardò la foto. Diciotto anni. Non c’è dio, non c’è alcuna possibilità razionale. Cosa ne può sapere il mondo di una perdita così atroce. Non devo piangere. Non c’è più ragione di piangere, oramai.

Luigina era stata trovata in un parco adiacente la piazza centrale del paese. Nessun testimone, nulla di nulla. Solo il corpo denudato di qualsiasi pietà.

Ed oggi, al rientro dopo un periodo di riposo (riposo? Quale riposo oramai?), l’ennesimo ritrovamento. Questa era però la volta buona. La ragazza aveva gridato, aveva lottato, qualcuno aveva sentito.

L’abbiamo preso, Natale, l’abbiamo preso. Prepara la cella che siamo lì in due minuti.”

Si alzò a fatica e spostò le masserizie che riempivano la stanzetta adibita a cella e inutilizzata da sempre.

Eccolo Natale, ecco il bastardo.”

Guardò il ragazzo cercando di mantenere una parvenza di tranquillità.

Ha detto qualcosa? Di dove è?”

Bò, non lo capiamo. Secondo me è appena sbarcato, può essere curdo chessò, albanese… comunque non parla e quel poco che dice non si capisce un’acca.”

Cosa gli hai trovato in tasca?”

Niente di niente.”

Le mani del giovane erano ancora sporche di sangue ed anche la camicia.

Non gli abbiamo dato il tempo di pulirsi.”

La chiave girò nella toppa. Da dietro le sbarre il ragazzo guardò Natale e sussurrò qualcosa. Pareva terrorizzato.

Troppo tardi amico, potevi pensarci prima. Bene Natale, torno ai giardini a raccogliere indizi. Abbiamo chiamato la centrale, ci raggiungeranno in breve. Come stai?”

Vai, vai che sto bene.”

Posso lasciarti da solo? Te la senti? Se vuoi…”

Vai, che non c’è problema. – Il collega lo osservò perplesso. – Corri, non perdere tempo.”

Rimasto solo Natale si appressò alla cella. Si guardarono ed il ragazzo cercò di dirgli qualcosa parlando sempre a bassa voce. Era un mormorio gentile, supplichevole.

Sentì la collera montare, chiuse la porta alle spalle e si sedette alla scrivania.

Non devo lasciarmi trascinare dall’ira. Io non devo, non voglio vendicarmi.” E pianse.

Pianse e considerò il significato della vita e della sofferenza.

Dalla morte di Luigina la sua fede aveva percorso due strade opposte. L’una lo portava alla ricerca della sublimazione in Dio, l’annientamento della ragione ed il completo darsi al mistero. L’altra lo conduceva alla bestemmia ed al dubbio e ancora al rifiuto di un dio che permette tanto inumano dolore. Ed ogni volta era una battaglia sulla direzione da prendere, e spesso a soccombere era la fede.

Si alzò e tra le masserizie tolte dalla cella trovò la corda. Aprì la porta. Il ragazzo era prono. Pregava.

Bene, adesso so anch’io da quale parte sta la Mecca.”

Entrò nella cella. Cercò di sorridere per tranquillizzarlo.

Non temere, andrà tutto bene.”

Estrasse le manette. Il giovane si ritrasse. Natale gli appoggiò la mano sulla spalla. Continuò a parlargli con gentilezza. Infilate le manette prese del cotone che gli appoggiò agli occhi e con carta adesiva lo bendò. La voce sempre più calma e cantilenante. Tornò in ufficio e prese la corda. Legatane un’estremità alle sbarre lanciò la parte col nodo fino ad oltrepassare la trave. Prese la sedia e vi spinse il ragazzo contro.

Sali piccolo, sali.”

Dovette sollevarlo e lo lasciò eretto tremante come foglia. Velocemente prese un’altra sedia dall’ufficio e con abilità cinse il collo del prigioniero col nodo scorsoio quindi lo spinse all’istante. Il corpo oscillò per poco e si quietò. Gli tolse allora le manette e la carta adesiva e il cotone che buttò nel cesso. Risistemò le sedie, chiuse la cella e la porta dell’ufficio.

Natale, Natale, non è quello…”

Cosa vuoi dire?”

l’assassino…il violentatore è un altro…”

Ma che cazzo dici…”

L’abbiamo trovato perché è ferito ed ha dovuto andare al pronto soccorso…”

Ma se questo era tutto sporco di sangue!”

E’ stato ferito dal tizio che hai in cella. In pratica abbiamo arrestato quello che ha cercato di aiutare la ragazza…”

Ma perché sarebbe scappato?”

Perché è un clandestino… adesso arriviamo.”

Natale depose il ricevitore e prese in mano le parole crociate.

Quattro verticale…”

 

 

 
I Musicologi festeggiano il loro decennale a Gemona
Written by Piero   
Tuesday, 27 September 2011 11:19
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Che il 2011 sia l'anno dei 10 anni di Musicologi lo abbiamo già detto. Ma non vi abbiamo detto che sabato 8 ottobre alle 19 presso palazzo Boton a Gemona del Friuli, noi dell'associazione Musicologi facciamo festa per questi dieci anni, e vi invitiamo tutti quanti a partecipare. In centro, presso la loggia di palazzo Boton, quella sera suoneranno per noi (e per voi) The Moon e Beppe Lentini & The Great Balls of Fire. Sempre quel giorno presentiamo il libro Ciò che resta vale/2001-2011 Dieci anni di Musicologi (Audax Editore), realizzato con il contributo dell'Amministrazione Comunale di Gemona. E' il mio primo libro, perché Musicologi mi ha permesso di fare anche questo, e ancor di più su una storia che ho condiviso con un gruppo di persone che per dieci anni ha operato nel campo della musica regionale, mettendoci molta volontà, speranze, sogni. Già, perché Musicologi come ha fatto con me, ha permesso ad altri di mettersi in gioco nella didattica, nel campo dell'informazione musicale, nell'organizzazione di eventi, nella realizzazione di progetti video, nello studio della musica prodotta in regione...

Si, questi dieci anni, li abbiamo vissuti con grande entusiasmo. E tutto questo, ho cercato di raccontare in un libro di 220 pagine, con tanto di foto d'archivio. Se da un lato, il fine principale di un resoconto di dieci anni di attività serve a volte per guardarsi e fare i conti con sé stessi, dall'altro credo che la storia di questi primi dieci anni di Musicologi, come quelle di molte realtà culturali con le quali abbiamo anche collaborato nel corso di questo decennio, insegna che la determinazione, unita anche ad una buona ingenuità giovanile, può tracciare dei percorsi che lasciano il segno. Musicologi.com è un segno sulla rete da dieci anni, e dietro ad esso scorrono i tanti progetti, le centinaia di persone conosciute, i tanti dischi ascoltati, gli infiniti rapporti nati, quelle grandi e piccole soddisfazioni che ti porterai dentro per sempre, perché ti hanno dato e insegnato tanto.

 

Per questo, vi aspettiamo numerosi il prossimo sabato 8 ottobre a Gemona. Se non altro, perché se con un libro si racconta una storia, nei ricordi scambiati una sera fra amici, di libri e di storie, ne possono nascere a migliaia.

 
Musica e rumore, la discussione continua
Written by Alberto Chicayban   
Monday, 05 September 2011 21:57
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Caro Vanni,

Da musicista e da persona impegnata con l'utilizzo di musica come elemento di stimolazione in ambito sanitario è impossibile non essere d'accordo con le tue opinioni riguardo l'assurda tolleranza rispetto la musica industriale ad alto volume nelle città. Oggi la diffusione irresponsabile di musica industriale ad alta intensità nelle ore serali è diventata quasi una dittatura in Italia e in altri paesi. Siamo obbligati volenti o nolenti a subire gli effetti della propagazione di suoni di alta intensità oltre la soglia del rischio, associati anche ad un ambiente sempre più inquinato del punto di vista acustico a causa del rumore provocato dall'aumento del trasporto aereo e ferroviario. Un progetto di ricerca con la sponsorizzazione dell'Ufficio Regionale per l'Europa dell'OMS e dell'Unione Europea ha trovato nel 1998 nei Paesi Bassi 17% di persone con disturbi del sonno provocati dal rumore esterno- Nel 2003 la cifra è lievitata a 25%. Alla conclusione dello stesso progetto denominato“Linee Guida Sul Rumore Notturno per l'Europa”, condotto da un gruppo di scienziati provenienti da 17 istituzioni di 12 paesi europei, sono stati trasmessi alcuni orientamenti importanti ai governi per realizzare delle modifiche sulla legislazione riguardo il rumore notturno. Trascrivo alcune conclusioni del gruppo di specialisti:

  • ci sono sufficienti evidenze degli effetti biologici del rumore durante il sonno, fra cui: aumento del battito cardiaco, eccitazione, cambiamenti di fase del sonno, alterazioni ormonali e risvegli improvvisi;

  • ci sono sufficienti evidenze che l’esposizione al rumore notturno induce a riportare disturbi del sonno, aumento dell’uso di medicinali, aumento dei movimenti del corpo e insonnia;

  • ci sono limitate evidenze che i rumori notturni provochino condizioni cliniche come malattie cardiovascolari, depressione e altri disturbi mentali. Questi effetti, ancora poco indagati, sembrano tuttavia plausibili;

  • i bambini, gli anziani, le donne incinte e i lavoratori a turno sono le categorie più vulnerabili al rumore notturno e quindi più a rischio.

Vediamo alcuni altri punti importanti della relazione finale del progetto “Linee Guida Sul Rumore Notturno per l'Europa” che dovrebbero far riflettere i cittadini e le autorità responsabili, anche se a bene della verità penso sia inutile: tanti signori e signore sono rimasti alla fase adolescenziale della trasformazione di tutti gli spazi in discoteche con abbondante quantità di decibel anche per gli ignari non coinvolti nel bailamme (esattamente come molti fumatori che se ne fregano degli altri obbligati da loro al fumo passivo). Ricordo che i decibel (Db) sono una unità di misura in scala LOGARITMICA (cioè se il rapporto fra i punti A e B della scala è 10 il rapporto fra B e C non sarà 20, ma 100):

  • fino a 30 decibel: non si osservano sostanziali effetti biologici

  • tra 30 e 40 decibel: aumentano i movimenti del corpo, i risvegli, i disturbi del sonno, l’eccitazione. Gli effetti sembrano modesti, ma non si può escludere che i gruppi vulnerabili ne risentano in misura maggiore

  • tra 40 e 55 decibel: c’è un marcato aumento degli effetti negativi; la maggior parte delle persone esposte ne risente e si adatta a convivere con il rumore. I gruppi vulnerabili, a questo livello di esposizione, sono severamente colpiti

  • sopra 55 decibel: la situazione è considerata pericolosa a livello di salute pubblica. Gli effetti avversi sono frequenti e il sistema cardiovascolare comincia a essere sotto stress. LO STRESS CARDIOVASCOLARE È L’EFFETTO DOMINANTE (i caratteri maiuscoli sono miei).

Per farvi avere un'idea di quello che rappresenta la misura del rumore nella realtà vi offro alcuni numeri più o meno indicativi:

SORGENTE LIVELLO DI PRESSIONE SONORA (in dB)

Esplosione 150

Motore Jet (in prossimità) 140

(Soglia del dolore) (130)

Martello pneumatico 120

Motociclo in accelerazione 110

Clacson di automobile 100

Traffico pesante 90

Via di grande circolazione 80

Passaggio di automobile 70

Conversazione normale 60

Radio a volume moderato 40

Bisbiglio a 2 m 25

Fruscio di foglie 15

 

LIVELLO DI PRESSIONE SONORA ALL'INERNO DI AMBIENTI A DIVERSA DESTINAZIONE (in dB)

 

Discoteche 103 (limite “legale” stabilito nel 1997 – DPCM 233 e 296)*

Officina rumorosa 90

Locale pubblico rumoroso 80

Officina normale 75

Locale di dattilografia 70

Locale pubblico normale 60

Ufficio normale 50

Ufficio silenzioso 40

Abitazione normale 35

Studio radiofonico 30

Nel 1921 le industrie nord americane Bell hanno messo a punto il primo sistema di diffusione sonora pubblica all'aperto durante le commemorazioni per il Milite Ignoto ad Arlington e così vengono sviluppati i mezzi che rendono possibile la nostra conosciuta musica super-amplificata. Dagli Anni '60 in poi il pubblico è stato abituato ad ascoltare la musica a volumi assordanti: i grandi raduni nord all'aperto del periodo richiedevano mega impianti con migliaia di Watt di potenza e sono stati imitati in tutto l'Occidente insieme alle mode vendute come l' espressione della gioventù. Per i musicisti “rock” e “pop” è diventato anche fondamentale suonare con il volume massimo degli amplificatori (la così detta “saturazione dello stadio finale” negli amplificatori valvolari quando si avvicinavano ai tre quarti della massima potenza erogabile) per ottenere una distorsione dinamica, bella, calda, ricca di armoniche e con tanto “sustain”. La modalità di lavoro dell'amplificatore saturato così veniva chiamata “overdrive” e il tipo di distorsione ottenuta “crunch”. Questi suoni particolari ottenuto dall'alta intensità insieme a limitati effetti timbrici hanno permesso in parte l'avventura creativa di geni che amiamo come Hendrix e Frank Zappa. Ho detto “in parte” perché erano solamente una delle componenti della loro maniera di suonare: la prodigiosa capacità di comporre, improvvisare e interpretare dei geni andava molto oltre il numero di decibel (come noi musicisti sappiamo benissimo). Ma il fatto è che la moda in tantissimi casi ha spinto a suonare con un volume molto superiore alle necessità reali di diffusione come se musicisti e pubblico appartenessero ad una massoneria di sordi: non ti ascoltano se non li stordisce con una bella valanga di decibel.

Attorno agli Anni '80 inizia un'altra moda, quella di mettere in risalto le frequenze basse nei missaggi, soprattutto il suono della grancassa della batteria e anche basso elettrico, frequenze in grado di superare con più facilità le pareti. Per esempio, quando sei all'esterno di una discoteca puoi ascoltare quasi esclusivamente la grancassa e il suono del basso, una sorta di suplizio che i vicini delle cacciare festose conoscono molto bene. Quelle frequenze generano una quantità di stress molto alta, possono anche provocare gravi disturbi fisici (anche se sembra che le autorità sanitarie sembrano non prendere a serio le ricerche realizzate in questo campo). Avete sentito passare vicino a voi quelle che chiamo “macchine da coatti”? Sono vere discoteche a quattro ruote molto comuni nelle strade delle città: diffondono musica ad altissimo volume di giorno e molto spesso di notte, quasi sempre vicine ai distributori automatici di sigarette o posti di servizio. Ai vigili urbani e alla polizia sembra non interessate quello “tocco di eleganza” ma il problema si inserisce fra le cause di incidenti. Vediamo: “L'aumento della soglia uditiva, cioè la pressione acustica minima che è necessaria per stimolare i neuroni del nervo acustico, raggiunge il suo valore massimo entro 2 minuti dall'esposizione al rumore. Ma per tornare alla normalità occorrono 3-4 ore. L'orecchio umano percepisce suoni tra 0 e 130 decibel, ma già dopo i 65 decibel, se l'esposizione è prolungata, insorgono malessere, stress e danni uditivi. Poi “un suono udibile può non essere sentito perché coperto da un altro suono di intensità maggiore. I 170 decibel di un'autoradio ad alto volume, possono coprire i 60 decibel del motore di un'auto che magari sta attraversando lo stesso incrocio”.

Controllate in http://spaziogiovani.ausl.pr.it/informazioni/sicurezza_stradale/cause_incidenti.htm per cortesia.

Se vogliono continuare a trasformare ogni evento e spazio pubblico cittadino, negozi, bar, ristoranti e addirittura case di riposo (ho lavorato all'interno di una casa di riposo nella quale gli operatori facevano ascoltare musica pop e rock in alto volume per “rallegrare l'ambiente” - come “coincidenza” gli anziani residenti presentavano seri disturbi di condotta) in discoteche o mini discoteche devono anche prevedere l'aumento delle patologie e fare i conti con il budget sanitario. Non c'è molto da scherzare.

Mi sono allungato troppo. Scusami Vanni!

Un abbraccio

 
Musica dal vivo a Udine
Written by Giovanni Floreani/Associazione FûrClap   
Wednesday, 10 August 2011 10:59
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Prendo spunto dall'articolo apparso sul Messaggero Veneto di  mercoledi 10 agosto sul caso Contarena per esprimere la mia opinione sia in qualità di cittadino che di operatore culturale. La polemica che vorrei azzardare non è tanto sugli orari e sull'esposizione degli ambiti urbani alla musica o ai volumi esagerati; piuttosto è sulla qualità e sulla tipologia della proposta che, tuttavia, condizionano, nel bene o nel male, le problematiche oggi in discussione.
Sono certo che tutte le persone di buon senso siano nettamente contrariate dal fatto che esistano locali, quale il Contarena, dove si insista a proporre musica a volumi assordanti.
Come musicista suggerirei al titolare di quel locale di iniziare una terapia dell'ascolto (cosa peraltro che molti dovrebbero fare...); gli sarebbe utile per capire quanto assurdo sia lanciare la musica a decibel esagerati (che oltretutto superano la soglia della permissibilità)  e quanto banale sia ascoltare la musica in questo modo.
La verità è che a questa tipologia di persone la musica non interessa affatto: per loro è semplice rumore riempitivo il quale , secondo loro, aiuta i clienti a sorseggiare con maggior godimento aperitivi vari.
Personalmente quando sorseggio un aperitivo in un locale amo discutere con gli amici o semplicemente leggere un giornale o, perchè no, ascoltare della buona musica, ma a volumi adeguati. Altrimenti  che senso ha andare in un locale pubblico, se non riesco a comunicare ?
Che fare ? Revocare la licenza commerciale a certi gestori? Magari si potesse...
L'unica speranza è che le persone di buon senso (nonostante tutto ce ne sono ancora molte) imparino a stare alla larga da certi luoghi.
Per quanto mi riguarda , da cittadino, già lo faccio mentre da operatore culturale e musicista continuerò la mia battaglia rifiutandomi di suonare in luoghi come quello.

 
Nasce in Friuli il Comas, Comitato Artisti dello Spettacolo
Written by Comas   
Tuesday, 19 July 2011 14:22
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La nascita di un comitato è senz’altro auspicabile, di fatto se ne sentiva la mancanza, soprattutto nei casi deplorevoli di cattiva educazione e addirittura di maltrattamenti, i quali, pur non essendo numerosi, quando si verificano costringono il malcapitato artista a non sapere quale comportamento assumere, non conoscendo bene quali potrebbero essere i mezzi legali per difendersi.

 

Il comitato non nasce per portare guerra a nessuno, tutt’altro, ma per costruire, con metodi civili, un ponte di migliore convivenza tra gestore, organizzatore e musicista.

Diversamente, se il fatto rasenta l’illegalità, il comitato diventerà interlocutore di azione legale a tutela dell'integrità della persona e dell'artista.

 

Ma i problemi non riguardano solo i pubblici esercizi: anche le amministrazioni pubbliche spesso usano il loro potere finanziario e la loro autorità per fare il bello e cattivo tempo in ambito artistico, spesso con assessori ai quali è completamente sconosciuto il mondo della musica e non solo quello.

E’ stata presentata la proposta di una Pagella-Locali, ovvero, una pagella in cui vengono premiati quei luoghi che si propongono come veri imprenditori. Non quindi un documento che punisca, bensì che premi quei titolari che hanno un atteggiamento positivo nei confronti della musica. Alcune voci potrebbero essere:

  • Accoglienza, ovvero il modo più o meno gentile con cui si viene accolti,

  • Situazione Pedana,

  • Promozione (appendere locandine ecc...),

  • Conoscenze Musicali (è accaduto che un gestore rifiutò la musica perché non distingueva il blues dal country), ecc...


Ma esistono anche problemi tra gli stessi artisti. E' a conoscenza di tutti che la gran parte sono dilettanti o amatori. L'esistenza di un comitato potrebbe diventare il cardine di una soluzione tesa alla collaborazione di tutti con il fine di far cessare concorrenze sleali : una delle proposte è quella di produrre un tariffario con i minimi sindacali al di sotto dei quali non si dovrebbe accettare nessun contratto.

 

Il rapporto con la Siae è complesso e a quanto pare irrisolvibile, ciò non toglie che si possano inoltrare proposte per snellire un sistema burocratico che interferisce pesantemente con l'aspirazione di molti organizzatori a produrre spettacoli. E' pronta una proposta di convenzione locale-siae, per il rilascio di un quantitativo di voucher prepagati a costi ribassati, al fine di favorire le esecuzioni dal vivo, il numero dei concerti, la liberalizzazione della musica dalla burocrazia e altro ancora.

 

Per la nascita del comitato c'è bisogno del sostegno del maggior numero possibile di artisti, musicisti, operatori, simpatizzanti. Per ottenere lo scopo, si è deciso che nulla verrà chiesto in denaro, confidando però nell'interesse di tutti a una collaborazione volontaria e gratuita di chi crede nel progetto.

 

E' stato redatto un primo regolamento:

1-Il comitato si costituisce con semplice atto scritto che indica gli obbiettivi dello stesso ed elenca i suoi soci fondatori.

2-Si diventa partecipanti al comitato inviando una mail o sottoscrivendo una lettera di adesione.

3-Gli aderenti il comitato appena costituito danno il mandato ad un ristretto gruppo di iscritti che assumono il compito di operare per raggiungere gli obbiettivi del comitato stesso.

4-Gli obbiettivi sono sempre modificabili su volontà degli aderenti. I mandatari ad operare hanno la facoltà di promuovere proposte di modifica degli obbiettivi.

5-Non sono richiesti versamenti per l'adesione al comitato.

6- Tuttavia su proposta dei mandatari o degli stessi aderenti, possono essere richiesti dei versamenti per finalità specifiche, con l'obbligo della rendicontazione dell'impiego dei fondi raccolti.

7-L'aderente può uscire in ogni momento dal comitato con una semplice dichiarazione durante una riunione o mediante una comunicazione mail, o mediante altro semplice mezzo.

8-Il comitato, a mezzo dei suoi mandatari, può espellere un aderente che sia ritenuto nocivo al buon nome del comitato stesso.


Promotori intervenuti alle riunioni:

Arno Barzan, Priska Benelli, Ludovica Burtone, Rocco Burtone, Giannina Cadau, Alberto Chycaiban, Natalia Colompar, Giorgio Di Lena, Vanni Floreani, Costel Gavriliu, Andrea Maurizio, Moreno Micoli, Selma Pasternak, Luca Pavan, Michele Pirona,. Valentino Pizzone, Fabio Pozzi, Maurizio Puppis, Alessandro Tammelleo, Francesco Ursino, Giancarlo Velliscig, Roberto Verona, Paolo Viezzi.

 

Adesioni:

Ivano Albano, Roberto Bellina, Denis Biasin, Mauro Bon, Alfredo Cappellini, Piero Cargnelutti, Valter Colle, Daria Colovini, Paolo Coretti, Massimo Cum, Barbara Dall'Armi, Luca Dal Sacco, Alessio de Franzoni, Luca Demichieli, Sergio De Prophetis, Ermes Di Lenardo, Irene Dolzani, Barbara Errico, Marco Fondelli, Stefano Franco, Ennio Furlan, Franco Ghietti, Ermes Ghirardini, Giorgio Giaiotto, Aldo Giavitto, Marina Giovannelli, Elvira La Cara, Narcisio Levan, Gianfranco Lugano, Paolo Manfrin, Luciano Marangone, Lorenzo Marcolina, Gilberto Marcuzzi, Mauro Marcuzzi, Rocco Menna, Giandomenico Menossi, Elisa Metus, Alessandro Morassutti, Gianni Pascolat, Andrea Passerelli, Davide Patat, Moreno Persello, Mario Petrozzi, Luca Picco, Pierfranco Plazzotta, Elena Pontini, Michele Pucci, Claudio Rivellini, Flavia Rizzatto, Francesco Rodaro, Valentino Roiatti, Euro Rotelli, Paolo Russian, Gabriele Saro, Alessio Screm, Eleonora Sensidoni, Simone Serafini, Luca Stocco, Enrico Talotti, Andrea Taurino, Lorenzo Tempesti, Christine Teulon, Giorgio Tonelli, Glauco Toniutti, Natascia Trevisan, Amos Turchet, Fabio Ulliana, Lucio Vaccaro, Franca Valtingojer, Andrea Varnier, Luigi Vecchione, Alfonso Villano, Barbara Vuano, Gianni Zanchetta, Nasha Zanchetta, Alfonso Zanier, Anna Zanin, Daniela Zorzini, Anna Zuccolo.

 

Condividono e sostengono l'iniziativa:

AD LIBITUM - CIBOPERLAMENTE- EURITMICA - EXPOSURENSEMBLE - FOLKEST – FURCLAP – - MUSICANEVA – MUSIC TEAM - MUSICISTI TRE VENEZIE – MUSICOLOGI – OFFICINA DEL SUONO – PROPITCUMO' - SPIRITUAL ENSEMBLE –


 

 
Ciò che resta, vale
Written by Piero   
Monday, 02 May 2011 08:30
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Ci siamo, ce l'abbiamo fatta. Ancora una volta abbiamo rifatto il sito dei Musicologi, il portale della musica in Friuli Venezia Giulia. Ricordo che qualche anno fa, già mi era capitato di inaugurare la nuova versione del sito: era “Il primo editoriale”, perché allora presentavamo quella nuova rubrica che prima non c'era. Ebbene, il nuovo sito lo abbiamo voluto al passo con i tempi, ovvero con tutte quelle cose che si sono fatte avanti nella rete: su musicologi.com oggi ci trovate facebook, c'è youtube (dove inseriremo i video musicali dei gruppi friulani), e c'è pure la possibilità di mettere le foto che voi, cari lettori e frequentatori di concerti, potrete mandarci. Questo nuovo sito arriva in un momento particolare per noi dell'associazione Musicologi, perché quest'anno facciamo 10 anni! Tanti? Pochi? Chi lo sa, sta a chi ci segue dirlo, se questi dieci anni hanno trasmesso davvero qualcosa. Di certo, vi dico che per noi sono stati una gran bella avventura: tante cose fatte, tanta voglia di buttarsi, tanti amici musicisti, operatori, appassionati di musica conosciuti negli anni. Oggi abbiamo trent'anni, dieci anni fa ne avevamo venti: si dice “chi la dura, la vince”. E allora la consolazione, è ancora quella di essere qua in un panorama nel quale molte cose sono cambiate: tagli alla cultura, meno progetti, perfino le ristrettezze del codice stradale che ti limitano nel percorrere in lungo e largo la regione per andare a vederti i concerti. E poi ci sono gli amici e i colleghi che ci hanno messo del loro in questo sito, e in quest'associazione in cui sono passate tante persone, che magari oggi non riescono più ad essere disponibili. Però, ogni tanto lo visitano ancora: alcuni mesi fa, parlando con l'amico Mauro Mazzocut (un tempo nostro vice presidente), che ho incontrato dopo tanto tempo, lui mi fece notare che quando nacque Musicologi eravamo ai post MTV del '90, e per tutti noi che ci buttammo in quell'avventura, il mondo era una terra di conquista. Internet che arrivava nelle nostre case, senza ancora l'ADSL, era uno strumento: andavamo a scoprire i gruppi, i dischi e le realtà musicali che ci stavano attorno e le portavamo al mondo attraverso la rete. Oggi, quel mondo da terra di conquista, è diventato un luogo pericoloso, un giardino in cui rinchiudersi, magari spinti da tanto personalismo che si fa avanti latente. A volte hai come l'impressione che la stessa musica abbia perso quella forza concettuale e di messaggio che aveva un tempo, in mezzo a una realtà dove i media decidono quello che è bello e brutto, dove le star le crescono al Grande Fratello, e fuori c'è un'infinità di persone che hanno qualcosa di importante da dire ma che non vengono neanche prese in considerazione. Eppure, Musicologi ci ha permesso di conoscerne tante di persone che ci credono nelle cose che fanno, nonostante le difficoltà. Forse è quella spinta emotiva lì, che ci ha aiutato ad arrivare a questo nuovo sito. Ciò che resta, vale.

 
Promemoria pre-primaverile...
Written by Blues Club 356   
Monday, 07 February 2011 00:00
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Se il buongiorno si vede dal mattino, anche questo giovane 2011 dovrebbe rivelarsi un anno assai interessante per i cultori delle performance dal vivo di matrice rock-blues, e non solo. Fra i primi concerti da archiviare vanno citati Flavio Paludetti Trio (Royal Supper Club-Udine); Braido Plays Hendrix, torrenziale set chitarristico di Andrea Braido con ospite la vocalist goriziana Robirock (Black Stuff-Udine); Next Stop e Living Dolls -unica band pop rock femminile friulana- due band dirette dalla talentuosa blues-woman Eliana Cargnelutti (Circolo Liolà-Pradamano); Fabian Riz Orquestra + Ulisse e i Ciclopi (Circolo Arci Eventual/mente-Cormons). Le danze continuano Venerdi 11, che sarà una Blues Night su scala regionale, visti i nomi in ballo: oltre al duo di blues acustico Ghezbo - Tony Longheu e Luciano Monaro- presso La Gogna di Poggio Terza Armata-Sagrado (data inserita nella rassegna di musica unplugged CeltacoustiC organizzata da DoremifArte, fra i gruppi on stage anche il duo Giulio Venier-Jan Kaberlhof il 25 febbraio) e ai W.I.N.D. al Black Stuff -un gruppo che non ha certo bisogno di presentazioni- spicca in cartellone Manuel & Friends all’Osteria Da Leo a Rivignano, un supergruppo che oltre al drummer Manuel Pestrin comprende Mr. Lucky Gherghetta/chitarra e voce, Loris De Checchi/hammond e Luca Dell'Aquila/basso. Ma non c’è solo il blues nei nostri orizzonti: fra i tanti appuntamenti del mese un occhio di riguardo va al rock demenziale degli Zmelkoow-Original Trio presso il Pub R’n’Roll Heart di Dornberk-Slovenia (http://www.pubrnrheart.com) Sabato 12, un gran bel posto oltreconfine dove hanno già suonato con successo anche band nostrane come No Quarter e Mad Men Blues; alla Rudie Sunday di Domenica 13 (ovvero la coppia vincente di sapore pop-steady Playa Desnuda-Roy Paci) presso il Circolo No Fun di Udine; alla punk-night di Giovedì 17 al Pieffe Factory di Lucinico (GO) con protagonisti due leggende della scena punk inglese come U.K. Subs e The Vibrators; al jazz di Sabato 18 del Riccardo Morpurgo Trio – Morpurgo-Serafini-Colussi – Da Caucigh, Udine; al pub-rock degli inossidabili Mad Men Blues dal vivo Sabato 19 al Bar Bon di Monfalcone; all’ambient jazzato degli Exposurensemble di Mauro Bon, che Sabato 26 presenteranno il CD “Grunt 223” al Circolo Navel di Cividale del Friuli. L’ultimo e più importante appuntamento da segnare sul calendario è quello di Mercoledì 2 Marzo, quando il rinnovato Circolo No Fun ospiterà una data del breve tour italiano della Tino Gonzales Band (www.tinogonzales.com); molti ricorderanno il loro memorabile concerto di tre anni fa nella storica sede underground del No Fun assieme a Enrico “Sultan Of Swing” Crivellaro, oltre ai set unplugged di Tino per pochi intimi presso l’osteria In Taberna a Cormons. Questo chitarrista, nato e cresciuto nella “Windy Blues City” di Chicago, vanta una carriera ormai trentennale con oltre dieci dischi all’attivo (ultimo uscita: “Funky Tortillas”) e ha collaborato con gente del calibro di Willie Nelson, B.B. King, Etta James, Electric Flag, Robert Cray e Charlie Musselwhite, suonando in U.S.A., Canada e Europa. Oltre che un virtuoso dello strumento, Tino si può definire un artista sanguigno che brucia gli schemi con una poderosa fusione di blues, funky e groove latino, che solo la collaudata sezione ritmica della T.G.B. Simone Serafini/basso-Simone Mosanghini/drums può seguire nelle sue continue invenzioni e improvvisazioni, supportata in questo tour dall’hammond travolgente di Mr.Loris De Checchi. L’ingresso a pagamento di questo imperdibile concerto della T.G.B. è riservato ai soci del Circolo, e la tessera di socio potrà essere richiesta la sera stessa. Le altre date confermate della T.G.B. sono il 4 marzo all’Hotel Isolabella-Fiera di Primiero (TN) e il 5 marzo all’Inverness Pub/The Corner (http://www.cornerlive.it)- Mareno di Piave (TV). Stay tuned for the spring&summ
 
My year in status
Written by Irene   
Wednesday, 15 December 2010 00:00
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C'è chi compie gli anni due volte all'anno...:-))) ...che palle, odia lo scatto alla risposta e le persone volgari...si strafoga di cioccolata...basta!!! Benvenuto Jacopo!!!! Testa leggera e tosata! Oggi sono riuscita a dare un'occhiata a facebook!!! Giuro, sto cercando di studiare!!! geduldig...sta provando le nuove impostazioni sulla privacy di facebook e per ora è molto soddisfatta! Grazie!!! il coraggio il coraggio il coraggio... affila la lama per la settimana a venire... indecisa sulle pettinature... stasera ultima fatica canora della settimana e poi...esame! Sono ufficialmente Process Councelor ... pisola scoraggiata 08/05/10 Hosteria Civiltà Contadina 22/05/10 Da Mirco San Donà di Piave 11/06/10 Al Passeggio – Udine la pazzia cavalca un pallone rimbalzino ... 10/06/10 Da Leo Rivignano 19/06/10 BigBandTheDreamers – Faedis 24/07/10 Galeria – Villach completamente demotivata sittin' on the dock of the bay... pensa in giallo e arancione ... le soprese non finiscono mai... mi aspetta un weekend difficile torna alle vecchie abitudini A luz negra de um destino cruel illumina um teatro sem cor Onde estou desempenhando o papel De palhaco do amor rossa come un gambero... 24/07/10 Galeria – Villach 06/08/10 Al Passeggio - Udine delusa e arrabbiata e adesso ci siamo solo io e te... Non aver paura di cresere lentamente, abbi solo il timore di rimanere immobile. Vorrei spegnere il cervello nostalgizza ...la magia della musisca e dell'ascolto...seguo il processo e resto stupita nella sua magia e adeguatezza... ripreso contatto con la terra, la montagna, il sole, gli alberi, me... Il pericolo è qualsiasi cosa quando qualsiasi cosa non è come vorresti. R.Brollo speranza il qui ed ora non le piace per niente, ma sa che non può scappare, solo attraversarlo in ascolto meno 10 al taglio drastico oggi ho lo scatto alla risposta!!! Irene la Valchiria... 06/08/10 Al Passeggio Jazz&More Duo 18/08/10 Via Paolo Sarpi – Udine – Jazz&MoreTrio stasera cinema a 32 pollici : -) sto cercando di contenerm...odio gli idraulici incapaci!!! non pensavo che sarebbe stata tanto dura...non vedo l'ora che sia domani!!! finito... adesso pulizie e incenso!!! ma queste ferie...che ferie sono???? arrivata in quel di terres... “Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.” (Paulo Coelho) passeggiata tra le mele a passo sostenuto... suona una tastiera giocattolo :-) quanta pioggia!!! gran peccato per il concerto ... basta documenti per favore!!!! giù giù in fondo al pozzo...accetta seppur con difficoltà alle scuse di mia nonna!!! oggi si volta pagina alle prese con programmi di grafica e locandine...ufff... stasera Gemona Incanta sotto la pioggia... ma va bene lo stesso!!! Se hai bisogno di una mano guarda in fondo al braccio e la troverai!!! (dedicato a chi pensa di non farcela da solo) ascolta il tuo cuore. Lui conosce tutte le cose... Quando desideri una cosa, tutto l'Universo brama affinché tu possa realizzarla è vero, è bello poter condividere l'amore e la luce che ognuna ha dentro,è la cosa più bella...grazie! Pensa alla fiducia... lascia la strade vecchia per quella nuova...ci vuole una ventata di freschezza... ciò che è solido e vero resterà, ciò che è effimero e privo di valore non ci sarà più, ma non sarà una grave perdita... in questo momento odio fb... ma allo stesso tempo so di non poterne fare a meno... mattina difficile... speriamo in un buon pomeriggio e in una bella serata... la musica sa sempre curare l'anima che weekend pazzesco... ha davvero dell'incredibile... in partenza per Venezia... :-))) vorrebbe teletrasportarsi... hug addicted un friuli doc che peggio di così non si poteva!!! grazie a tutti quelli che sono venuti ad ascoltarci nonostante la pioggia e i rumori molesti!!! come il cotone aster... da pochi stecchi e qualche fogliolina cresce e diventa sempre più alto e rigoglioso, forte... benvenuto Nicola!!! 02/10/10 OsteriaDeiMiracoli – Va
 
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