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Editoriali
I Musicologi festeggiano il loro decennale a Gemona
Written by Piero   
Tuesday, 27 September 2011 12:19
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Che il 2011 sia l'anno dei 10 anni di Musicologi lo abbiamo già detto. Ma non vi abbiamo detto che sabato 8 ottobre alle 19 presso palazzo Boton a Gemona del Friuli, noi dell'associazione Musicologi facciamo festa per questi dieci anni, e vi invitiamo tutti quanti a partecipare. In centro, presso la loggia di palazzo Boton, quella sera suoneranno per noi (e per voi) The Moon e Beppe Lentini & The Great Balls of Fire. Sempre quel giorno presentiamo il libro Ciò che resta vale/2001-2011 Dieci anni di Musicologi (Audax Editore), realizzato con il contributo dell'Amministrazione Comunale di Gemona. E' il mio primo libro, perché Musicologi mi ha permesso di fare anche questo, e ancor di più su una storia che ho condiviso con un gruppo di persone che per dieci anni ha operato nel campo della musica regionale, mettendoci molta volontà, speranze, sogni. Già, perché Musicologi come ha fatto con me, ha permesso ad altri di mettersi in gioco nella didattica, nel campo dell'informazione musicale, nell'organizzazione di eventi, nella realizzazione di progetti video, nello studio della musica prodotta in regione...

Si, questi dieci anni, li abbiamo vissuti con grande entusiasmo. E tutto questo, ho cercato di raccontare in un libro di 220 pagine, con tanto di foto d'archivio. Se da un lato, il fine principale di un resoconto di dieci anni di attività serve a volte per guardarsi e fare i conti con sé stessi, dall'altro credo che la storia di questi primi dieci anni di Musicologi, come quelle di molte realtà culturali con le quali abbiamo anche collaborato nel corso di questo decennio, insegna che la determinazione, unita anche ad una buona ingenuità giovanile, può tracciare dei percorsi che lasciano il segno. Musicologi.com è un segno sulla rete da dieci anni, e dietro ad esso scorrono i tanti progetti, le centinaia di persone conosciute, i tanti dischi ascoltati, gli infiniti rapporti nati, quelle grandi e piccole soddisfazioni che ti porterai dentro per sempre, perché ti hanno dato e insegnato tanto.

 

Per questo, vi aspettiamo numerosi il prossimo sabato 8 ottobre a Gemona. Se non altro, perché se con un libro si racconta una storia, nei ricordi scambiati una sera fra amici, di libri e di storie, ne possono nascere a migliaia.

 
Musica e rumore, la discussione continua
Written by Alberto Chicayban   
Monday, 05 September 2011 22:57
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Caro Vanni,

Da musicista e da persona impegnata con l'utilizzo di musica come elemento di stimolazione in ambito sanitario è impossibile non essere d'accordo con le tue opinioni riguardo l'assurda tolleranza rispetto la musica industriale ad alto volume nelle città. Oggi la diffusione irresponsabile di musica industriale ad alta intensità nelle ore serali è diventata quasi una dittatura in Italia e in altri paesi. Siamo obbligati volenti o nolenti a subire gli effetti della propagazione di suoni di alta intensità oltre la soglia del rischio, associati anche ad un ambiente sempre più inquinato del punto di vista acustico a causa del rumore provocato dall'aumento del trasporto aereo e ferroviario. Un progetto di ricerca con la sponsorizzazione dell'Ufficio Regionale per l'Europa dell'OMS e dell'Unione Europea ha trovato nel 1998 nei Paesi Bassi 17% di persone con disturbi del sonno provocati dal rumore esterno- Nel 2003 la cifra è lievitata a 25%. Alla conclusione dello stesso progetto denominato“Linee Guida Sul Rumore Notturno per l'Europa”, condotto da un gruppo di scienziati provenienti da 17 istituzioni di 12 paesi europei, sono stati trasmessi alcuni orientamenti importanti ai governi per realizzare delle modifiche sulla legislazione riguardo il rumore notturno. Trascrivo alcune conclusioni del gruppo di specialisti:

  • ci sono sufficienti evidenze degli effetti biologici del rumore durante il sonno, fra cui: aumento del battito cardiaco, eccitazione, cambiamenti di fase del sonno, alterazioni ormonali e risvegli improvvisi;

  • ci sono sufficienti evidenze che l’esposizione al rumore notturno induce a riportare disturbi del sonno, aumento dell’uso di medicinali, aumento dei movimenti del corpo e insonnia;

  • ci sono limitate evidenze che i rumori notturni provochino condizioni cliniche come malattie cardiovascolari, depressione e altri disturbi mentali. Questi effetti, ancora poco indagati, sembrano tuttavia plausibili;

  • i bambini, gli anziani, le donne incinte e i lavoratori a turno sono le categorie più vulnerabili al rumore notturno e quindi più a rischio.

Vediamo alcuni altri punti importanti della relazione finale del progetto “Linee Guida Sul Rumore Notturno per l'Europa” che dovrebbero far riflettere i cittadini e le autorità responsabili, anche se a bene della verità penso sia inutile: tanti signori e signore sono rimasti alla fase adolescenziale della trasformazione di tutti gli spazi in discoteche con abbondante quantità di decibel anche per gli ignari non coinvolti nel bailamme (esattamente come molti fumatori che se ne fregano degli altri obbligati da loro al fumo passivo). Ricordo che i decibel (Db) sono una unità di misura in scala LOGARITMICA (cioè se il rapporto fra i punti A e B della scala è 10 il rapporto fra B e C non sarà 20, ma 100):

  • fino a 30 decibel: non si osservano sostanziali effetti biologici

  • tra 30 e 40 decibel: aumentano i movimenti del corpo, i risvegli, i disturbi del sonno, l’eccitazione. Gli effetti sembrano modesti, ma non si può escludere che i gruppi vulnerabili ne risentano in misura maggiore

  • tra 40 e 55 decibel: c’è un marcato aumento degli effetti negativi; la maggior parte delle persone esposte ne risente e si adatta a convivere con il rumore. I gruppi vulnerabili, a questo livello di esposizione, sono severamente colpiti

  • sopra 55 decibel: la situazione è considerata pericolosa a livello di salute pubblica. Gli effetti avversi sono frequenti e il sistema cardiovascolare comincia a essere sotto stress. LO STRESS CARDIOVASCOLARE È L’EFFETTO DOMINANTE (i caratteri maiuscoli sono miei).

Per farvi avere un'idea di quello che rappresenta la misura del rumore nella realtà vi offro alcuni numeri più o meno indicativi:

SORGENTE LIVELLO DI PRESSIONE SONORA (in dB)

Esplosione 150

Motore Jet (in prossimità) 140

(Soglia del dolore) (130)

Martello pneumatico 120

Motociclo in accelerazione 110

Clacson di automobile 100

Traffico pesante 90

Via di grande circolazione 80

Passaggio di automobile 70

Conversazione normale 60

Radio a volume moderato 40

Bisbiglio a 2 m 25

Fruscio di foglie 15

 

LIVELLO DI PRESSIONE SONORA ALL'INERNO DI AMBIENTI A DIVERSA DESTINAZIONE (in dB)

 

Discoteche 103 (limite “legale” stabilito nel 1997 – DPCM 233 e 296)*

Officina rumorosa 90

Locale pubblico rumoroso 80

Officina normale 75

Locale di dattilografia 70

Locale pubblico normale 60

Ufficio normale 50

Ufficio silenzioso 40

Abitazione normale 35

Studio radiofonico 30

Nel 1921 le industrie nord americane Bell hanno messo a punto il primo sistema di diffusione sonora pubblica all'aperto durante le commemorazioni per il Milite Ignoto ad Arlington e così vengono sviluppati i mezzi che rendono possibile la nostra conosciuta musica super-amplificata. Dagli Anni '60 in poi il pubblico è stato abituato ad ascoltare la musica a volumi assordanti: i grandi raduni nord all'aperto del periodo richiedevano mega impianti con migliaia di Watt di potenza e sono stati imitati in tutto l'Occidente insieme alle mode vendute come l' espressione della gioventù. Per i musicisti “rock” e “pop” è diventato anche fondamentale suonare con il volume massimo degli amplificatori (la così detta “saturazione dello stadio finale” negli amplificatori valvolari quando si avvicinavano ai tre quarti della massima potenza erogabile) per ottenere una distorsione dinamica, bella, calda, ricca di armoniche e con tanto “sustain”. La modalità di lavoro dell'amplificatore saturato così veniva chiamata “overdrive” e il tipo di distorsione ottenuta “crunch”. Questi suoni particolari ottenuto dall'alta intensità insieme a limitati effetti timbrici hanno permesso in parte l'avventura creativa di geni che amiamo come Hendrix e Frank Zappa. Ho detto “in parte” perché erano solamente una delle componenti della loro maniera di suonare: la prodigiosa capacità di comporre, improvvisare e interpretare dei geni andava molto oltre il numero di decibel (come noi musicisti sappiamo benissimo). Ma il fatto è che la moda in tantissimi casi ha spinto a suonare con un volume molto superiore alle necessità reali di diffusione come se musicisti e pubblico appartenessero ad una massoneria di sordi: non ti ascoltano se non li stordisce con una bella valanga di decibel.

Attorno agli Anni '80 inizia un'altra moda, quella di mettere in risalto le frequenze basse nei missaggi, soprattutto il suono della grancassa della batteria e anche basso elettrico, frequenze in grado di superare con più facilità le pareti. Per esempio, quando sei all'esterno di una discoteca puoi ascoltare quasi esclusivamente la grancassa e il suono del basso, una sorta di suplizio che i vicini delle cacciare festose conoscono molto bene. Quelle frequenze generano una quantità di stress molto alta, possono anche provocare gravi disturbi fisici (anche se sembra che le autorità sanitarie sembrano non prendere a serio le ricerche realizzate in questo campo). Avete sentito passare vicino a voi quelle che chiamo “macchine da coatti”? Sono vere discoteche a quattro ruote molto comuni nelle strade delle città: diffondono musica ad altissimo volume di giorno e molto spesso di notte, quasi sempre vicine ai distributori automatici di sigarette o posti di servizio. Ai vigili urbani e alla polizia sembra non interessate quello “tocco di eleganza” ma il problema si inserisce fra le cause di incidenti. Vediamo: “L'aumento della soglia uditiva, cioè la pressione acustica minima che è necessaria per stimolare i neuroni del nervo acustico, raggiunge il suo valore massimo entro 2 minuti dall'esposizione al rumore. Ma per tornare alla normalità occorrono 3-4 ore. L'orecchio umano percepisce suoni tra 0 e 130 decibel, ma già dopo i 65 decibel, se l'esposizione è prolungata, insorgono malessere, stress e danni uditivi. Poi “un suono udibile può non essere sentito perché coperto da un altro suono di intensità maggiore. I 170 decibel di un'autoradio ad alto volume, possono coprire i 60 decibel del motore di un'auto che magari sta attraversando lo stesso incrocio”.

Controllate in http://spaziogiovani.ausl.pr.it/informazioni/sicurezza_stradale/cause_incidenti.htm per cortesia.

Se vogliono continuare a trasformare ogni evento e spazio pubblico cittadino, negozi, bar, ristoranti e addirittura case di riposo (ho lavorato all'interno di una casa di riposo nella quale gli operatori facevano ascoltare musica pop e rock in alto volume per “rallegrare l'ambiente” - come “coincidenza” gli anziani residenti presentavano seri disturbi di condotta) in discoteche o mini discoteche devono anche prevedere l'aumento delle patologie e fare i conti con il budget sanitario. Non c'è molto da scherzare.

Mi sono allungato troppo. Scusami Vanni!

Un abbraccio

 
Musica dal vivo a Udine
Written by Giovanni Floreani/Associazione FûrClap   
Wednesday, 10 August 2011 11:59
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Prendo spunto dall'articolo apparso sul Messaggero Veneto di  mercoledi 10 agosto sul caso Contarena per esprimere la mia opinione sia in qualità di cittadino che di operatore culturale. La polemica che vorrei azzardare non è tanto sugli orari e sull'esposizione degli ambiti urbani alla musica o ai volumi esagerati; piuttosto è sulla qualità e sulla tipologia della proposta che, tuttavia, condizionano, nel bene o nel male, le problematiche oggi in discussione.
Sono certo che tutte le persone di buon senso siano nettamente contrariate dal fatto che esistano locali, quale il Contarena, dove si insista a proporre musica a volumi assordanti.
Come musicista suggerirei al titolare di quel locale di iniziare una terapia dell'ascolto (cosa peraltro che molti dovrebbero fare...); gli sarebbe utile per capire quanto assurdo sia lanciare la musica a decibel esagerati (che oltretutto superano la soglia della permissibilità)  e quanto banale sia ascoltare la musica in questo modo.
La verità è che a questa tipologia di persone la musica non interessa affatto: per loro è semplice rumore riempitivo il quale , secondo loro, aiuta i clienti a sorseggiare con maggior godimento aperitivi vari.
Personalmente quando sorseggio un aperitivo in un locale amo discutere con gli amici o semplicemente leggere un giornale o, perchè no, ascoltare della buona musica, ma a volumi adeguati. Altrimenti  che senso ha andare in un locale pubblico, se non riesco a comunicare ?
Che fare ? Revocare la licenza commerciale a certi gestori? Magari si potesse...
L'unica speranza è che le persone di buon senso (nonostante tutto ce ne sono ancora molte) imparino a stare alla larga da certi luoghi.
Per quanto mi riguarda , da cittadino, già lo faccio mentre da operatore culturale e musicista continuerò la mia battaglia rifiutandomi di suonare in luoghi come quello.

 
Nasce in Friuli il Comas, Comitato Artisti dello Spettacolo
Written by Comas   
Tuesday, 19 July 2011 15:22
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La nascita di un comitato è senz’altro auspicabile, di fatto se ne sentiva la mancanza, soprattutto nei casi deplorevoli di cattiva educazione e addirittura di maltrattamenti, i quali, pur non essendo numerosi, quando si verificano costringono il malcapitato artista a non sapere quale comportamento assumere, non conoscendo bene quali potrebbero essere i mezzi legali per difendersi.

 

Il comitato non nasce per portare guerra a nessuno, tutt’altro, ma per costruire, con metodi civili, un ponte di migliore convivenza tra gestore, organizzatore e musicista.

Diversamente, se il fatto rasenta l’illegalità, il comitato diventerà interlocutore di azione legale a tutela dell'integrità della persona e dell'artista.

 

Ma i problemi non riguardano solo i pubblici esercizi: anche le amministrazioni pubbliche spesso usano il loro potere finanziario e la loro autorità per fare il bello e cattivo tempo in ambito artistico, spesso con assessori ai quali è completamente sconosciuto il mondo della musica e non solo quello.

E’ stata presentata la proposta di una Pagella-Locali, ovvero, una pagella in cui vengono premiati quei luoghi che si propongono come veri imprenditori. Non quindi un documento che punisca, bensì che premi quei titolari che hanno un atteggiamento positivo nei confronti della musica. Alcune voci potrebbero essere:

  • Accoglienza, ovvero il modo più o meno gentile con cui si viene accolti,

  • Situazione Pedana,

  • Promozione (appendere locandine ecc...),

  • Conoscenze Musicali (è accaduto che un gestore rifiutò la musica perché non distingueva il blues dal country), ecc...


Ma esistono anche problemi tra gli stessi artisti. E' a conoscenza di tutti che la gran parte sono dilettanti o amatori. L'esistenza di un comitato potrebbe diventare il cardine di una soluzione tesa alla collaborazione di tutti con il fine di far cessare concorrenze sleali : una delle proposte è quella di produrre un tariffario con i minimi sindacali al di sotto dei quali non si dovrebbe accettare nessun contratto.

 

Il rapporto con la Siae è complesso e a quanto pare irrisolvibile, ciò non toglie che si possano inoltrare proposte per snellire un sistema burocratico che interferisce pesantemente con l'aspirazione di molti organizzatori a produrre spettacoli. E' pronta una proposta di convenzione locale-siae, per il rilascio di un quantitativo di voucher prepagati a costi ribassati, al fine di favorire le esecuzioni dal vivo, il numero dei concerti, la liberalizzazione della musica dalla burocrazia e altro ancora.

 

Per la nascita del comitato c'è bisogno del sostegno del maggior numero possibile di artisti, musicisti, operatori, simpatizzanti. Per ottenere lo scopo, si è deciso che nulla verrà chiesto in denaro, confidando però nell'interesse di tutti a una collaborazione volontaria e gratuita di chi crede nel progetto.

 

E' stato redatto un primo regolamento:

1-Il comitato si costituisce con semplice atto scritto che indica gli obbiettivi dello stesso ed elenca i suoi soci fondatori.

2-Si diventa partecipanti al comitato inviando una mail o sottoscrivendo una lettera di adesione.

3-Gli aderenti il comitato appena costituito danno il mandato ad un ristretto gruppo di iscritti che assumono il compito di operare per raggiungere gli obbiettivi del comitato stesso.

4-Gli obbiettivi sono sempre modificabili su volontà degli aderenti. I mandatari ad operare hanno la facoltà di promuovere proposte di modifica degli obbiettivi.

5-Non sono richiesti versamenti per l'adesione al comitato.

6- Tuttavia su proposta dei mandatari o degli stessi aderenti, possono essere richiesti dei versamenti per finalità specifiche, con l'obbligo della rendicontazione dell'impiego dei fondi raccolti.

7-L'aderente può uscire in ogni momento dal comitato con una semplice dichiarazione durante una riunione o mediante una comunicazione mail, o mediante altro semplice mezzo.

8-Il comitato, a mezzo dei suoi mandatari, può espellere un aderente che sia ritenuto nocivo al buon nome del comitato stesso.


Promotori intervenuti alle riunioni:

Arno Barzan, Priska Benelli, Ludovica Burtone, Rocco Burtone, Giannina Cadau, Alberto Chycaiban, Natalia Colompar, Giorgio Di Lena, Vanni Floreani, Costel Gavriliu, Andrea Maurizio, Moreno Micoli, Selma Pasternak, Luca Pavan, Michele Pirona,. Valentino Pizzone, Fabio Pozzi, Maurizio Puppis, Alessandro Tammelleo, Francesco Ursino, Giancarlo Velliscig, Roberto Verona, Paolo Viezzi.

 

Adesioni:

Ivano Albano, Roberto Bellina, Denis Biasin, Mauro Bon, Alfredo Cappellini, Piero Cargnelutti, Valter Colle, Daria Colovini, Paolo Coretti, Massimo Cum, Barbara Dall'Armi, Luca Dal Sacco, Alessio de Franzoni, Luca Demichieli, Sergio De Prophetis, Ermes Di Lenardo, Irene Dolzani, Barbara Errico, Marco Fondelli, Stefano Franco, Ennio Furlan, Franco Ghietti, Ermes Ghirardini, Giorgio Giaiotto, Aldo Giavitto, Marina Giovannelli, Elvira La Cara, Narcisio Levan, Gianfranco Lugano, Paolo Manfrin, Luciano Marangone, Lorenzo Marcolina, Gilberto Marcuzzi, Mauro Marcuzzi, Rocco Menna, Giandomenico Menossi, Elisa Metus, Alessandro Morassutti, Gianni Pascolat, Andrea Passerelli, Davide Patat, Moreno Persello, Mario Petrozzi, Luca Picco, Pierfranco Plazzotta, Elena Pontini, Michele Pucci, Claudio Rivellini, Flavia Rizzatto, Francesco Rodaro, Valentino Roiatti, Euro Rotelli, Paolo Russian, Gabriele Saro, Alessio Screm, Eleonora Sensidoni, Simone Serafini, Luca Stocco, Enrico Talotti, Andrea Taurino, Lorenzo Tempesti, Christine Teulon, Giorgio Tonelli, Glauco Toniutti, Natascia Trevisan, Amos Turchet, Fabio Ulliana, Lucio Vaccaro, Franca Valtingojer, Andrea Varnier, Luigi Vecchione, Alfonso Villano, Barbara Vuano, Gianni Zanchetta, Nasha Zanchetta, Alfonso Zanier, Anna Zanin, Daniela Zorzini, Anna Zuccolo.

 

Condividono e sostengono l'iniziativa:

AD LIBITUM - CIBOPERLAMENTE- EURITMICA - EXPOSURENSEMBLE - FOLKEST – FURCLAP – - MUSICANEVA – MUSIC TEAM - MUSICISTI TRE VENEZIE – MUSICOLOGI – OFFICINA DEL SUONO – PROPITCUMO' - SPIRITUAL ENSEMBLE –


 

 
Ciò che resta, vale
Written by Piero   
Monday, 02 May 2011 09:30
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Ci siamo, ce l'abbiamo fatta. Ancora una volta abbiamo rifatto il sito dei Musicologi, il portale della musica in Friuli Venezia Giulia. Ricordo che qualche anno fa, già mi era capitato di inaugurare la nuova versione del sito: era “Il primo editoriale”, perché allora presentavamo quella nuova rubrica che prima non c'era. Ebbene, il nuovo sito lo abbiamo voluto al passo con i tempi, ovvero con tutte quelle cose che si sono fatte avanti nella rete: su musicologi.com oggi ci trovate facebook, c'è youtube (dove inseriremo i video musicali dei gruppi friulani), e c'è pure la possibilità di mettere le foto che voi, cari lettori e frequentatori di concerti, potrete mandarci. Questo nuovo sito arriva in un momento particolare per noi dell'associazione Musicologi, perché quest'anno facciamo 10 anni! Tanti? Pochi? Chi lo sa, sta a chi ci segue dirlo, se questi dieci anni hanno trasmesso davvero qualcosa. Di certo, vi dico che per noi sono stati una gran bella avventura: tante cose fatte, tanta voglia di buttarsi, tanti amici musicisti, operatori, appassionati di musica conosciuti negli anni. Oggi abbiamo trent'anni, dieci anni fa ne avevamo venti: si dice “chi la dura, la vince”. E allora la consolazione, è ancora quella di essere qua in un panorama nel quale molte cose sono cambiate: tagli alla cultura, meno progetti, perfino le ristrettezze del codice stradale che ti limitano nel percorrere in lungo e largo la regione per andare a vederti i concerti. E poi ci sono gli amici e i colleghi che ci hanno messo del loro in questo sito, e in quest'associazione in cui sono passate tante persone, che magari oggi non riescono più ad essere disponibili. Però, ogni tanto lo visitano ancora: alcuni mesi fa, parlando con l'amico Mauro Mazzocut (un tempo nostro vice presidente), che ho incontrato dopo tanto tempo, lui mi fece notare che quando nacque Musicologi eravamo ai post MTV del '90, e per tutti noi che ci buttammo in quell'avventura, il mondo era una terra di conquista. Internet che arrivava nelle nostre case, senza ancora l'ADSL, era uno strumento: andavamo a scoprire i gruppi, i dischi e le realtà musicali che ci stavano attorno e le portavamo al mondo attraverso la rete. Oggi, quel mondo da terra di conquista, è diventato un luogo pericoloso, un giardino in cui rinchiudersi, magari spinti da tanto personalismo che si fa avanti latente. A volte hai come l'impressione che la stessa musica abbia perso quella forza concettuale e di messaggio che aveva un tempo, in mezzo a una realtà dove i media decidono quello che è bello e brutto, dove le star le crescono al Grande Fratello, e fuori c'è un'infinità di persone che hanno qualcosa di importante da dire ma che non vengono neanche prese in considerazione. Eppure, Musicologi ci ha permesso di conoscerne tante di persone che ci credono nelle cose che fanno, nonostante le difficoltà. Forse è quella spinta emotiva lì, che ci ha aiutato ad arrivare a questo nuovo sito. Ciò che resta, vale.

 
Promemoria pre-primaverile...
Written by Blues Club 356   
Monday, 07 February 2011 01:00
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Se il buongiorno si vede dal mattino, anche questo giovane 2011 dovrebbe rivelarsi un anno assai interessante per i cultori delle performance dal vivo di matrice rock-blues, e non solo. Fra i primi concerti da archiviare vanno citati Flavio Paludetti Trio (Royal Supper Club-Udine); Braido Plays Hendrix, torrenziale set chitarristico di Andrea Braido con ospite la vocalist goriziana Robirock (Black Stuff-Udine); Next Stop e Living Dolls -unica band pop rock femminile friulana- due band dirette dalla talentuosa blues-woman Eliana Cargnelutti (Circolo Liolà-Pradamano); Fabian Riz Orquestra + Ulisse e i Ciclopi (Circolo Arci Eventual/mente-Cormons). Le danze continuano Venerdi 11, che sarà una Blues Night su scala regionale, visti i nomi in ballo: oltre al duo di blues acustico Ghezbo - Tony Longheu e Luciano Monaro- presso La Gogna di Poggio Terza Armata-Sagrado (data inserita nella rassegna di musica unplugged CeltacoustiC organizzata da DoremifArte, fra i gruppi on stage anche il duo Giulio Venier-Jan Kaberlhof il 25 febbraio) e ai W.I.N.D. al Black Stuff -un gruppo che non ha certo bisogno di presentazioni- spicca in cartellone Manuel & Friends all’Osteria Da Leo a Rivignano, un supergruppo che oltre al drummer Manuel Pestrin comprende Mr. Lucky Gherghetta/chitarra e voce, Loris De Checchi/hammond e Luca Dell'Aquila/basso. Ma non c’è solo il blues nei nostri orizzonti: fra i tanti appuntamenti del mese un occhio di riguardo va al rock demenziale degli Zmelkoow-Original Trio presso il Pub R’n’Roll Heart di Dornberk-Slovenia (http://www.pubrnrheart.com) Sabato 12, un gran bel posto oltreconfine dove hanno già suonato con successo anche band nostrane come No Quarter e Mad Men Blues; alla Rudie Sunday di Domenica 13 (ovvero la coppia vincente di sapore pop-steady Playa Desnuda-Roy Paci) presso il Circolo No Fun di Udine; alla punk-night di Giovedì 17 al Pieffe Factory di Lucinico (GO) con protagonisti due leggende della scena punk inglese come U.K. Subs e The Vibrators; al jazz di Sabato 18 del Riccardo Morpurgo Trio – Morpurgo-Serafini-Colussi – Da Caucigh, Udine; al pub-rock degli inossidabili Mad Men Blues dal vivo Sabato 19 al Bar Bon di Monfalcone; all’ambient jazzato degli Exposurensemble di Mauro Bon, che Sabato 26 presenteranno il CD “Grunt 223” al Circolo Navel di Cividale del Friuli. L’ultimo e più importante appuntamento da segnare sul calendario è quello di Mercoledì 2 Marzo, quando il rinnovato Circolo No Fun ospiterà una data del breve tour italiano della Tino Gonzales Band (www.tinogonzales.com); molti ricorderanno il loro memorabile concerto di tre anni fa nella storica sede underground del No Fun assieme a Enrico “Sultan Of Swing” Crivellaro, oltre ai set unplugged di Tino per pochi intimi presso l’osteria In Taberna a Cormons. Questo chitarrista, nato e cresciuto nella “Windy Blues City” di Chicago, vanta una carriera ormai trentennale con oltre dieci dischi all’attivo (ultimo uscita: “Funky Tortillas”) e ha collaborato con gente del calibro di Willie Nelson, B.B. King, Etta James, Electric Flag, Robert Cray e Charlie Musselwhite, suonando in U.S.A., Canada e Europa. Oltre che un virtuoso dello strumento, Tino si può definire un artista sanguigno che brucia gli schemi con una poderosa fusione di blues, funky e groove latino, che solo la collaudata sezione ritmica della T.G.B. Simone Serafini/basso-Simone Mosanghini/drums può seguire nelle sue continue invenzioni e improvvisazioni, supportata in questo tour dall’hammond travolgente di Mr.Loris De Checchi. L’ingresso a pagamento di questo imperdibile concerto della T.G.B. è riservato ai soci del Circolo, e la tessera di socio potrà essere richiesta la sera stessa. Le altre date confermate della T.G.B. sono il 4 marzo all’Hotel Isolabella-Fiera di Primiero (TN) e il 5 marzo all’Inverness Pub/The Corner (http://www.cornerlive.it)- Mareno di Piave (TV). Stay tuned for the spring&summ
 
My year in status
Written by Irene   
Wednesday, 15 December 2010 01:00
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C'è chi compie gli anni due volte all'anno...:-))) ...che palle, odia lo scatto alla risposta e le persone volgari...si strafoga di cioccolata...basta!!! Benvenuto Jacopo!!!! Testa leggera e tosata! Oggi sono riuscita a dare un'occhiata a facebook!!! Giuro, sto cercando di studiare!!! geduldig...sta provando le nuove impostazioni sulla privacy di facebook e per ora è molto soddisfatta! Grazie!!! il coraggio il coraggio il coraggio... affila la lama per la settimana a venire... indecisa sulle pettinature... stasera ultima fatica canora della settimana e poi...esame! Sono ufficialmente Process Councelor ... pisola scoraggiata 08/05/10 Hosteria Civiltà Contadina 22/05/10 Da Mirco San Donà di Piave 11/06/10 Al Passeggio – Udine la pazzia cavalca un pallone rimbalzino ... 10/06/10 Da Leo Rivignano 19/06/10 BigBandTheDreamers – Faedis 24/07/10 Galeria – Villach completamente demotivata sittin' on the dock of the bay... pensa in giallo e arancione ... le soprese non finiscono mai... mi aspetta un weekend difficile torna alle vecchie abitudini A luz negra de um destino cruel illumina um teatro sem cor Onde estou desempenhando o papel De palhaco do amor rossa come un gambero... 24/07/10 Galeria – Villach 06/08/10 Al Passeggio - Udine delusa e arrabbiata e adesso ci siamo solo io e te... Non aver paura di cresere lentamente, abbi solo il timore di rimanere immobile. Vorrei spegnere il cervello nostalgizza ...la magia della musisca e dell'ascolto...seguo il processo e resto stupita nella sua magia e adeguatezza... ripreso contatto con la terra, la montagna, il sole, gli alberi, me... Il pericolo è qualsiasi cosa quando qualsiasi cosa non è come vorresti. R.Brollo speranza il qui ed ora non le piace per niente, ma sa che non può scappare, solo attraversarlo in ascolto meno 10 al taglio drastico oggi ho lo scatto alla risposta!!! Irene la Valchiria... 06/08/10 Al Passeggio Jazz&More Duo 18/08/10 Via Paolo Sarpi – Udine – Jazz&MoreTrio stasera cinema a 32 pollici : -) sto cercando di contenerm...odio gli idraulici incapaci!!! non pensavo che sarebbe stata tanto dura...non vedo l'ora che sia domani!!! finito... adesso pulizie e incenso!!! ma queste ferie...che ferie sono???? arrivata in quel di terres... “Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.” (Paulo Coelho) passeggiata tra le mele a passo sostenuto... suona una tastiera giocattolo :-) quanta pioggia!!! gran peccato per il concerto ... basta documenti per favore!!!! giù giù in fondo al pozzo...accetta seppur con difficoltà alle scuse di mia nonna!!! oggi si volta pagina alle prese con programmi di grafica e locandine...ufff... stasera Gemona Incanta sotto la pioggia... ma va bene lo stesso!!! Se hai bisogno di una mano guarda in fondo al braccio e la troverai!!! (dedicato a chi pensa di non farcela da solo) ascolta il tuo cuore. Lui conosce tutte le cose... Quando desideri una cosa, tutto l'Universo brama affinché tu possa realizzarla è vero, è bello poter condividere l'amore e la luce che ognuna ha dentro,è la cosa più bella...grazie! Pensa alla fiducia... lascia la strade vecchia per quella nuova...ci vuole una ventata di freschezza... ciò che è solido e vero resterà, ciò che è effimero e privo di valore non ci sarà più, ma non sarà una grave perdita... in questo momento odio fb... ma allo stesso tempo so di non poterne fare a meno... mattina difficile... speriamo in un buon pomeriggio e in una bella serata... la musica sa sempre curare l'anima che weekend pazzesco... ha davvero dell'incredibile... in partenza per Venezia... :-))) vorrebbe teletrasportarsi... hug addicted un friuli doc che peggio di così non si poteva!!! grazie a tutti quelli che sono venuti ad ascoltarci nonostante la pioggia e i rumori molesti!!! come il cotone aster... da pochi stecchi e qualche fogliolina cresce e diventa sempre più alto e rigoglioso, forte... benvenuto Nicola!!! 02/10/10 OsteriaDeiMiracoli – Va
 
Dieci anni di Musicologi
Written by Daniele   
Saturday, 06 November 2010 01:00
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Per capirci su quanto ciò di cui si parla sia lontano nel tempo, in quell’anno le elezioni in Spagna furono vinte da Aznar e Zapatero era un 40enne sconosciuto, si apriva il processo per corruzione contro Cesare Previti, il Po tracimava in Piemonte facendo morti e danni (di diversi dei quali in effetti godo tutt’oggi dalla finestra del mio ufficio…), Bush figlio veniva eletto presidente degli Stati Uniti per la prima volta, e – detto per chi frequenta il pallone – lo scudetto finiva sulle celesti magliette laziali (!) mentre gli italici azzurri soccombevano al golden gol di Trezeguet nella finale degli europei. Non vedranno la fine dell’anno nomi come Sandro Paternostro, Bruno Zevi, il compositore Franco Donatoni, Giulio Capiozzo degli Area, un certo Bettino Craxi che vorremmo dimenticare alla svelta (così come ricorderemo per sempre la brutta Hammamet), Screamin’ Jay Hawkins, Carlo Parola (quello della rovesciata sugli album della Panini), Ian Dury, Gino Bartali, Tito Puente, Bruno Martino e il suo Dracula Cha Cha Cha (altro che Estate!). Pagavamo in lire ma ci tassavano vigorosamente per lo sconosciuto Euro (che già ci stava sui coglioni, quindi), a Gorizia c’era un altro tipo di confine, “credito” e “scuola” non venivano ancora associati (fortunatamente), esordivano i Goldfrapp riempiendo di paillette il futuro e si scioglievano i June of ’44 uccidendo il post rock; Black & Blue dei Backstreet Boys dominava le classifiche, ma qualcuno preferiva il neonato nu metal comprando Chocolate Starfish and the Hot Dog Flavored Water dei Limp Bizkit. Io personalmente tornavo a casa con la raccolta doppia dei Ramones e scoprivo un pianeta che i Jethro Tull tenevano rigorosamente eclissato: ho sempre amato viaggiare in ritardo, come si fa a capire il presente se ti manca il passato? Il mondo era ancora allegro, non c’erano particolari motivi per prendersela con l’islam, “stato canaglia” te lo diceva ancora tua mamma quando tornavi alle tre di mattina, l’Italia ripudiava sempre la guerra, anche se a giorni alterni, seguivi la politica sperando e non sbuffando, e se pensavi a cosa avresti fatto da grande ti immaginavi qualcosa che suonava come “quello che si arrangia”, più che “precario”: e c’è una gran bella differenza. Ecco, in questo festoso delirio di emozioni ed eventi, in una stanzina di un grosso appartamento al piano terra di Via Corsica 6, Gorizia, il mio coinquilino che avevo forzosamente convinto a trasferirsi nella sede universitaria invece di continuare a pendolare proponeva a me e ad altri due amici, ben più seri del qui presente scribacchino, di fondare un’associazione per la musica in regione. Fulcro di tutto sarebbe stato il goliardico sito che in notturna io e lui compilavamo a colpi di merendine Pègola (bel nome…) e succo Ace del Lidl, quando non trovavamo il famigerato Dai. “Ci si può vivere”, fu la sentenza. Il travolgente Lorenzo ci convinse su due piedi, e oggi, a due lustri di distanza e con altri eroi al timone, qualcosa del genere accade. Ho scritto su musicologi.com per due anni, e da lì sono finito a farlo per mestiere a Torino, quindi per quanto mi riguarda c’è solo un GRAZIE scritto bello maiuscolo per tutti quei santi che al primo novembre 2000 ci hanno lanciato in orbita tenendoci una mano sulla spalla. La cosa che mi emoziona ogni volta che ripasso a sbirciare cosa accade è che parallelamente agli amici di un tempo, e con Lorenzo vedo Piero, Riccardo, Mauro Cloned, Bugi, Paolo, il Tam e quanti ora mi dimentico colposamente (nella mia vita non sarò mai preterintenzionale…) ci sono altre penne, altre braccia, altre teste che passano di là. Alcuni imparano, altri offrono, qualcuno solo collabora; ma tutti viaggiano insieme in questo mare di musica che bagna l’intero FVG. La zattera di quattro legni di un tempo adesso ha un motore, una carena e una bella scialuppa. Complimenti gente, oggi qui piove a dirotto ma so che lì avete fior fiore di ombrelli.
 
Woodstock al Rivellino
Written by Blues Club 356   
Thursday, 01 July 2010 01:00
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C’era grande attesa per la prima Woodstock Fest al parco del Rivellino di Osoppo (UD), orfano di quel Rototom Sunsplash assurdamente cacciato dal Friuli con notevole danno sia di immagine che economico per la nostra regione, nonostante la fama mondiale e il riconoscimento con patrocinio dell’Unesco come “Evento Emblematico del Decennio Internazionale per una Cultura di Pace”. Questo magnifico spazio verde fra le montagne friulane veniva a tal punto identificato con il noto festival reggae che ha fatto veramente una strana impressione non trovare la solita folla pittoresca cui eravamo abituati: gli spazi enormi del parco sono chiaramente sovradimensionati in rapporto alle poche centinaia di persone attirate dalla Woodstock Fest, dove eventi collaterali legati alla cultura e pregevoli installazioni artistiche hanno fatto da cornice al programma musicale vero e proprio, arricchito dal concorso Woodstock Contest per band emergenti. Nonostante ciò, la prima serata assoluta del festival ha visto al lavoro due nomi eccellenti, in primis i leggendari Ten Years After: una delle band letteralmente esplose a fama mondiale nel 1969 sul palco di Woodstock, e con ormai alle spalle una carriera più che quarantennale. Identificati fin dagli inizi con la figura carismatica del frontman Alvin Lee (meglio noto come la chitarra più veloce del West), con l’innesto del grandioso Joe Gooch alla chitarra i T.Y.A. hanno mantenuto una carica adrenalinica in volo tra blues, jazz e progressive che non fa rimpiangere i tempi del mitico Alvin. Fra i tre grandi vecchi della formazione originale (Leo Lyons, Ric Lee e Chick Churchill) spicca il grande Leo, che incontriamo nel backstage, uno degli ultimi a suonare il basso nello stile di polso ma con la grinta di un ventenne. In scaletta non possono certo mancare cavalli di battaglia come I Can't Keep From Crying e Good Morning Little Schoolgirl, perfetti binari armonici per il treno improvvisativo di Gooch…nel complesso, un concerto ancora migliore di quello visto a Pistoiablues nel 2003! E mentre s’alzano al cielo fugaci nuvolette erbacee, adeguate alle good vibrations del momento, vanno in scena i maestri del rock blues inglese Nine Below Zero, da sempre uno dei nostri gruppi preferiti fin dalla scoperta del magnifico Live at Marquee (1980), che tuttora forma l’ossatura del loro show: impossibile non mettersi a ballare quando attaccano pezzi tipo Got My Mojo Workin’ e Ridin’ On The L&N, provare per credere…peccato che nell’occasione i 9BZ (Dennis Greaves, Brendan O’Neill e Mark Feltham) fossero privi del quarto fondamentale elemento, ovvero il bassista Gerry McAvoy, bloccato all’estero e sostituito in fretta e furia da uno sconosciuto musicista locale. Una sostituzione dignitosa ma improba: chi può sostituire uno che è stato per quindici anni il bassista di Rory Gallagher? Comunque parliamo di un gruppo che sfiora le cento date all’anno, cosa che fanno anche i loro colleghi T.Y.A., e l’energia dello show non ne risente troppo. Grande entusiasmo del pubblico, fra cui sono presenti diversi bluesmen friulani, anche se il loro concerto al Bluesiana di Velden dell’anno scorso -in formazione tipo- resta il migliore fra quelli visti finora. That’s the blues! Nella seconda serata non c’eravamo e non possiamo dire granchè oltre a quello che ci hanno raccontato. I Creedence C.R. senza John Fogerty sono un po’ come i Dire Straits senza Mark Knopfler, un progetto un po’ azzardato insomma, al di là del consenso di pubblico che continuano a riscuotere; invece la Jimi Barbiani Band, specie dopo il potente show di Festintenda, si può considerare una realtà musicale ormai consolidata e in netta ascesa anche in ambito nazionale, e che promette di fare ancora grandi cose. I numeri del Rototom Sunsplash sono irraggiungibili, però si ha l’impressione che la Woodstock Fest possa ancora crescere, se supportata da una migliore promozione e da un programma all’altezza, magari ripensando in parte la logistica di strutture e ins
 
Tagli alla cultura, cosa aspettarsi?
Written by Lorenzo   
Wednesday, 03 February 2010 01:00
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Tempo di crisi per l’industria dello spettacolo, ve n’è sicuramente arrivata notizia dai diversi media: su giornali, telegiornali, radio locali se ne parla diffusamente. D’altronde, un calo del 30% sui fondi regionali per la cultura dal 2009 al 2010 non poteva passare inosservato. Ma la reazione dei vari settori è stata differenziata. Il teatro e il cinema hanno combattuto alacremente – e soprattutto in modo compatto – per vedere riconosciuti i propri meriti nella promozione culturale regionale. Appelli, raccolte di firme, comunicati che spiegano le conseguenze concrete dei cambiamenti nelle disponibilità finanziarie degli enti coinvolti. Il risultato? Niente di incredibile, ma un’attenuazione della sforbiciata inizialmente prevista c’è stata. E il mondo della musica? Solo qualche voce sparsa, come quella di Euritmica che annuncia l’annullamento degli spettacoli della stagione “Note nuove”. Non appare pensabile che il comparto musicale abbia subìto un “trattamento di favore”, più probabile è che non ci siano stati contatti tra gli operatori, che questi non siano stati in grado di organizzarsi per una campagna comune in difesa del proprio settore. Purtroppo quello della collaborazione tra le realtà musicali regionali è un problema storico, su cui i singoli non hanno mai investito, non si sa bene se per mancanza di tempo e risorse o per voglia di restare a coltivare il proprio “piccolo orticello”. Questo anche perché la Regione è o era uno dei pochi interlocutori presso i quali il dialogo e la protesta possono ottenere dei risultati e solo la prima delle voci di entrata che subirà un calo: giorno dopo giorno, infatti, vengono approvati i bilanci dei Comuni, anch’essi impegnati nel far quadrare i propri conti, molto spesso a scapito del settore culturale. A cosa ci si affiderà? Alla maggior vendita di biglietti visto l’aumento del tempo libero delle migliaia di disoccupati che, però, avranno il portafogli vuoto? Purtroppo tutto lascia presagire cattive notizie per la qualità e la quantità degli spettacoli musicali nel 2010. Non posso sperare, però, che l’iniziativa e la buona volontà dei singoli siano già pronte, in campo, per cercare di smentirmi.
 
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