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Serata di gran classe a Villa Manin con Bollani e de Holanda
Recensione Concerto
Written by Alessandro Tammelleo   
Friday, 19 July 2019 13:12
There are no translations available.




Prendi due super talenti, li unisci in un progetto e ne viene fuori una serata indimenticabile! Questo è quanto è successo ieri sera a Villa Manin di Passariano, con protagonisti il pianista Stefano Bollani e Hamilton de Holanda al mandolino. Una sinergia perfetta, due ferrari che correvano perfettamente appaiate, dialoghi esemplari e omoritmicità impeccabile hanno incantato il numeroso pubblico accorso in una bella serata estiva.

Solo loro due sul palco, si inizia con qualche minuto di ritardo con alcuni problemi tecnici. Il primo brano, infatti, non ha i microfoni funzionanti, il pubblico si lamenta, ma i due musicisti, immersi e concentrati nella loro musica, vanno avanti fino in fondo, tant'è che dovranno comunicare a loro che c'è stato un problema di amlificazione e il buon Stefano Bollani sdrammatizza con una battuta: “Adesso che sono stati risolti, vi facciamo ascoltare ancora qualche brano”. Qualche brano? Qualche capolavoro made in Bollani e de Holanda, con sonorità tipicamente brasiliane (ricordiamo che il mandolinista è nato a Rio de Janeiro) e della durata di almeno dieci minuti a brano, con un “tiro” continuo, giocando su fraseggi ritmici e sfumature di colore. Se i musicisti sul palco sono stati impeccabili, stessa cosa, purtroppo, non la si può dire per i fonici. E' proprio vero che il fonico è responsabile della performace, tanto quanto chi esegue. Nella serata non sono riusciti ad esaltare le sonorità del duo e ad eguagliare l'importanza dei due strumenti, lasciando sempre il mandolino in risalto e non curando il suono del pianoforte, che a volte risultava addirittura non udibile. Nonostante ciò la musicalità dei due talenti è venuta comunque fuori e apprezzata lungamente dal pubblico. Molto apprezzate anche le presentazioni dei brani, fatte in doppia lingua, italiano e brasiliano, con il solito tocco ironico di Bolani, che già abbiamo avuto modo di “gustare” nelle sue trasmissioni televisive. A tal proposito ci hanno suonato una samba, definendola ritmo “sambollani”.

Due musicisti a cui basta un tema di poche note per costruire un capolavoro, come nel bis con il brano “O Sarracino”, dove il semplice motivetto è stato sviscerato in ogni sua possibilità di sviluppo oppure nel tris, ovvero “Caruso” di Lucio Dalla, sopra la quale hanno fatto un medley di ritmi sudamericani.

Doverosi gli scroscianti applausi con il pubblico in piedi e la speranza di riascoltare presto in Friuli artisti di questo calibro.


 

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