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Marco Masini@Castello di Udine
Recensione Concerto
Written by Alessandro Tammelleo   
Thursday, 10 September 2020 11:28
There are no translations available.




Trent'anni di carriera non sono certo pochi, con alti e bassi, con crisi e non crisi, eppure il nostro Marco Masini è ancora in perfetta forma sul palco, grazie anche agli ultimi Sanremo, che hanno avuto il profumo di rilancio.

Ieri sera, dopo il rinvio per maltempo, lo ha accolto un castello di Udine gremito, tenendo ovviamente conto delle normative anti-Covid che dimezzano la capienza, di fans di tutte le età. Sottolineiamo soprattutto la presenza del suo acceso fan club, che più volte, durante il corso del concerto, ha intonato cori in nome del suo idolo.

Ore 21.30 si spengono le luci, il concertone del Masini nazionale sta per iniziare, ma lui non esce? Cosa sarà successo? Dieci minuti di attese, pubblico che non vede l'ora di dargli un abbraccio virtuale, fino al rintocco delle prime note di “Il confronto”.

Un palco con solo il pianoforte al centro, che sarà il compagno di viaggio di tutto il concerto. Unico compagno di viaggio potremmo dire, anche se la gran parte delle canzoni, purtroppo, le ha fatte con l'aggiunta di basi pre-registrate. Diciamo “purtroppo” perchè un concerto “live” che festeggia un trentennale non può avere delle basi simil “karaoke” ed inoltre la qualità delle stesse ci è parsa subito molto scarsa, con suoni mal sintetizzati e volumi mal dosati. A nostro avviso un talento come Masini avrebbe fatto meglio ad arrangiare tutto in acustico, anche i brani più ritmici. Il cantautore si giustifica nell'assenza di una band per causa del Coronavirus...purtroppo cosa non vera, in quanto concerti di band e orchestre sono già ricominciati.

Si può dare di più” è il secondo brano in scaletta, sì, proprio il brano vincitore del Sanremo'87 con Tozzi, Ruggeri e Morandi. E' da questo brano che parte il racconto dei suoi trent'anni di carriera, un brano che ha avuto la fortuna (quella che ogni tanto ci vuole nella vita) di interpretare casualmente e il buon Gianni Morandi subito lo ha notato.

Tra un brano e l'altro continua il racconto della sua vita, racconto che appassiona, soprattutto per il fatto che tutti noi sappiamo non essere stato sempre un percorso facile, ed infatti la sua rabbia sfocia in “Disperato”. Si va avanti con “Parlando”, “Cenerentola”, “Dal buio” inframezzando spesso con l'appello a ricominciare dopo il brutto periodo del lockdown, aiutare il settore dello spettacolo, i tecnici e tutti gli operatori.

Molto apprezzato l'intervento a metà concerto di Federica Camba sia come solista e sia in duetto con Masini, tant'è che lui l'ha definita “Il Masini al femminile”.

Da pelle d'oca “Ci vorrebbe il mare”, che secondo noi resta il suo capolavoro, dove mette in risalto la sua vocalità, indubbiamente di una tessitura non da tutti.

Due ore di concerto fino all'aspettato “Vaffanculo”, da tutto il pubblico cantato! Bis di rito “T'innamorerai” e “Bella stronza”, brano che ci fa riflettere sul rapporto uomo-donna, ma questa volta è l'uomo a subire. L'augurio è di rivederlo presto a Udine, ma, speriamo, con una vera band e non con le basi.

 

 

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