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Era tanto che non li sentivo più dopo quell’incredibile esordio di qualche anno fa, quando con un cd praticamente autoprodotto gli udinesissimi Alfabox esordirono davvero alla grande con quel Metropolitan Meeting ascoltato e consumato in macchina; un fulmine a ciel sereno, un miscuglio di elettro wave pop che oramai si sente sempre meno su queste frequenze e a queste latitudini, una goccia di novità in un oceano di musica che sa “di già sentito”.
Poi un lungo silenzio ed ecco il ritorno, con questo nuovo atteso cd, From the padella into the brace, con buona pace a chi cerca titoli criptici per un disco; ascoltando il disco, si riconosce il marchio di fabbrica del suono degli Alfabox, che poi nel tempo non è così cambiato: chitarre funkeggianti, tastiere “spaziali” e retrò, ma in questo caso testi un po’ più introspettivi e meno criptici che in passato, forse più personali. Ne sono la prova l’iniziale Tobia il cane più grosso che ci sia, (ma non era il titolo di un vecchio film??), la bellissima Alitalia, dotata di un essenziale ma efficace ritornello, e Alfa 33, una vera chicca dove troviamo alcuni famosi slogan pubblicitari a formare un ipotetico testo.
Nelle loro canzoni –discretamente lunghe a dir la verità – si trovano echi di New order, Cure e tutta quella new wave anni ’80 oscura e british, condito da un atteggiamento un po’ intellettuale e quasi paranoico sono a dipingere una Udine decadente e dark, come in 4:48 A.M., Natale (La guerra è finita) e Tanzsaal Magnetique, forse la canzone che più è simile alla precedente produzione.Verso la coda del disco c’è invece Le sue vacanze, dove il combo sembra per un attimo, con quel sofferto effetto di tastiera, abbracciare sonorità più recenti, con quelle chitarre quasi "alla Radiohead" mettendo da parte le precedenti e già conosciute sonorità.
Non ci sono molte cose da aggiungere, per parlare di questo disco, forse dell’influenza di Pasta degli Amari, capace di enfatizzare certe qualità malinconiche del gruppo, nella composizione delle musiche fino alla stesura dei testi. Questo gruppo, che al momento magari è solo considerato di nicchia, possiede indubbie qualità che magari non appartengono a certi circuiti commerciali della musica odierna. L’augurio personale è però che gli Alfabox continuino su questa personalissima strada senza abbandonarla, con il medesimo atteggiamento e la stessa ricerca sonora, anche se questo dovesse significare altri anni di attesa.
Ma che titoli, ragazzi, però………
From the padella into the brace tracklist: #1 - Tobia il cane più grosso che ci sia; #2 - Alitalia; #3 - Alfa 33; #4 - Testosterone meeting; #5 - Tranzsaal magnetique; #6 - Natale (la guerra è finita);- #7 4:48 A.M.; #8 - Le sue vacanze; #9 - Union,
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