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Editoriali
Resoconti blues d'autunno
Scritto da Blues Club 356   
Giovedì 02 Novembre 2017 17:09

Nothing to do, nowhere to go è l’immortale versetto che apre I Wanna Be Sedated dei Ramones, e riassume piuttosto bene il mood degli ultimi mesi, umidi e zanzarosi.

Non c’è molto da segnalare sul radar, a parte la data udinese della J.B.B. alla Tana Del Luppolo, lo sclerofonico turboblues dell’ispido bardo Fabrizio Citossi, che ha illuminato la notte del Birrificio Agricolo Primo Campo di Aiello (bucolica location che tempo fa ha ospitato i Canti di accompagnamento al terzo millennio con i Rive No Tocje di Citossi-Polente e i Trastolons… ovvero Guido Carrara, Stiefin Morat, Fabian Riz e Lussia di Uanis, tuttora vispi e attivi) e il GLB Sound Jazz Festival, tenutosi a Villa Dora di San Giorgio di Nogaro a cura dell’Associazione Musicale Demetrio Stratos (1-3/9): degna di nota la giornata del 3 settembre, col chitarrista fingerstyle Loris Venier, i Simply The Blues from Lignano e Bobby Shy & The Killers, che spaziano tra il tex-mex, il rock&roll e lo swing blues (nella formazione dei Killers alcuni nomi noti: Simone Mosanghini-drums, Andrea Tavian-bass, Luciano Monaro-guitar, Bobby Taverna-guitar e Michele Mad Blues Codutti-harp&vocals).

 

Il solito maltempo ha invece fatto saltare l’atteso show all’Acli Bar di Ronchi della Blues Legacy di Luciano Gherghetta, all-star band che comprende i veterani Luca Dell’Aquila-bass, Angelo Chiocca-sax, Federico Spanghero-guitar e Massimo Bertagna, ex drummer della storica Model-T Boogie. In attesa della data di recupero, diamo un modesto consiglio a chi di dovere: chiamate a suonare questi vecchi leoni, prima che si ritirino a vita privata! Nel mentre, consoliamoci con qualche disco vintage (tipo East-West, Super Session, Taste, Double Dose, The Progressive Blues Experiment ecc) o i preziosi documentari di Rai 5.

Almeno fino al 20 OTTOBRE, si capisce, col ritorno al Mulinâr della Tolo Marton Band. Lasciamo la parola alla rinomata House Of Blues di Villalta di Fagagna:

 

Quando iniziammo nel 2013, fu subito successo, non solo per ragioni musicali, ma anche di interesse verso la storia del blues e il significato che questo genere ha avuto ed ha nella società. Grandi musicisti si sono alternati sul palco, e proprio la scelta coraggiosa e di qualità è stata vincente. Il pubblico della Casa del Blues è quello dei club di New Orleans o del Greenwich Village di New York, ovvero luoghi raccolti in cui il pubblico vive la musica del diavolo a stretto contatto con i musicisti. Anche quest’anno abbiamo voluto iniziare alla grande, invitando uno dei più importanti chitarristi blues al mondo, carico di esperienza e collaborazioni ormai leggendarie”.

Che dire ancora di Tolo? È uno nato con la chitarra in mano (il che sarebbe un parto difficile da gestire anche per i medici di E.R.), non ‘solo’ un bluesman ma un solista dal tocco inimitabile che armonizza il gemito elettrico di Muddy Waters & Hendrix con la durezza del classic rock, addolcito da influenze jazz e country-blues, e che passa con disinvoltura dallo slide più lancinante al delicato carillon western di Ennio Morricone. Molto godibili anche le altre date della rassegna House Of Blues:

Il 27 OTTOBRE Nando Blues Band, nata 25 anni fa come band di rock-blues demenziale e ballabile, e capitanata da G.G.King (!)

Il 3 NOVEMBRE la inossidabile NEW D.K. Blues Band di Oriano Ferini, Claudio Cojaniz, Edy Cappelletto e Francesco De Marco, direttamente dai 60’s: i precursori.

Il 10 NOVEMBRE Lady Barbara Errico & Short Sleepers Blues Band, arricchiti dall’hammond di Mauro Costantini e dall’armonica di Gianni Massarutto: una garanzia di qualità.

Il 17 NOVEMBRE gran finale con l’inedito Jokers Trio di Jimi Barbiani, uno dei migliori chitarristi slide rock-blues del mondo che dialoga con Pietro Taucher-kbs e Alex Mansutti-drums, un trio d’assi per una sicura mano vincente: when Blues meets Jazz.

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Altre news in bacheca

 

I Colli Orientali sono tornati alla ribalta a partire dal 24 al 29 ottobre a Cormons e dintorni, per il glorioso ventennale di Jazz&Wine of Peace; in coda agli eventi principali (v. Controtempo.org) la rassegna Round Midnight nei locali Jazz&Wine Le Bar, Enoteca di Cormons e Osteria In Taberna.

In evidenza i concerti della Taberna offerti dalla premiata ditta Stefy&Marie, di cui un paio in collaborazione col Blues Club 356 di Corno di Rosazzo:

25 OTTOBRE Organ Trio di Flavio Paludetti & his magic guitar, con Rudy Fantin-kbs e Cristian Cecchetto-drums: mirabili fusori di jazz, funky & blues, di nuovo a grande richiesta, dopo la precedente data tabernicola assieme ai MMB.

26 OTTOBRE Ray’s Trio, standards jazz&bossa feat. il Dr.Moreale al double bass (nell’82 era il bassista della Band X del Capitano Pit Ryan: corsi e ricorsi dei Colli!)

27 OTTOBRE Moon Bay, che a giudicare dalla foto in cui maneggiano intriganti gadgets come sitar, didjeridoo e tabla, si ispirano ai raga classici indiani e al folklore aborigeno australe.

28 OTTOBRE Spanghero Blues Band, una delle migliori house-bands della Taberna, formazione aperta in stile Mayall-Korner che ruota attorno alla ruvida chitarra di Federico Spanghero (gtr+vocals). Con lui, alcuni amici e veterani della scena: Peter Sammons-guitar&vocals, Daniele Gigante-bass e l’affascinante drummer Albertine Laura Greco. Come ospite Simon Blondeau (acid harp), membro del duo Simon Acoustic Blues con L. Fonda.

N.B. È in via di definizione la tradizionale Blues Jam di Natale in Taberna… stay tuned!

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Ci hanno lasciato Luciano Lunazzi, pittore psichedelico ben noto nell’underground friulano (4/10/2017) e Pierluigi Cappello, poeta famoso a livello nazionale(1/10/2017). E l’anno scorso pure Raff BB Lazzara. Come disse Moravia al funerale di Pasolini, di poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono solo tre o quattro in un secolo.

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Il 7/10 si è svolto l’8° edizione del Raduno Nazionale Blues Made in Italy a Cerea-VR, ma quest’anno nessun bluesman o gruppo regionale è stato invitato… urge rimediare (bluesmadeinitaly.com).

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Il 20/10 Blues & Guinness al Black Stuff di Udine col Faidutti-Malusà Duo (costola unplugged dei Blues Cash, in cui militano anche Marzio Tomada-double bass/vocals e Andrea Fontana-drums): grandi classici della tradizione americana riproposti in chiave acustica, da Muddy Waters al R’n’R.

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Il 21/10 Anthony & The Crossfire alla Tana del Luppolo e Harp Night da Bobe’s-The Getaway – Aviano (PN) con Paolo Mizzau & the Doctor Love Band with Riccardo Grosso & Willy Mazzer. É in uscita un DVD live della Doc Love Band, registrato in Francia: altra data il 27/10 presso l’Asilo Vecio a San Vito di Cadore, nella rassegna Club56 LiveMusic&Atmosphere organizzata da SanVito Blues&Soul).

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È uscito (per ora solo in versione “promo”) il ferruginoso CD live dei Mad Men Blues di Pit Ryan The Last Night of a Punk Blues Band, 17 pezzi registrati il 1° settembre al Birrificio Campestre di Corno (il 20/10 ha ospitato la storica band goriziana Flexy Gang live: ska, R’n’R & swingbilly con ben 10 dischi all’attivo; Live, live, live è del 2016).

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Simone Serafini sarà in tour dal 26/10 al 19/11 col chitarrista e cantante Leroy Emmanuel, International Soul Brother forgiato nella mitica fucina Motown di Detroit; la prima data del tour a Vicenza è da tempo sold-out!

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ll 3/11 Organ Trio di Flavio Paludetti live Da Caucigh (UD).

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Sfumature di donna… in Blues è lo spettacolo di Barbara Errico & SSBB con la voce recitante di Bettina Carniato “…che si intreccia tra le note della musica blues e i racconti che rappresentano le varie sfumature dell’universo femminile, tra il serio e l’ironico” (Alla Casaccia di Faedis il 28/10, a Codroipo il 7/12).

Altra data per la S.S.B.B. il 15/12 Da Caucigh.

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Claudio Cojaniz, espatriato in Magna Grecia, ha registrato un live col suo ottetto (4 ottoni, basso, batteria, percussioni e piano, ospite Alexander Balanescu al violino) e il CD Sound of Africa (con A.Turchet, L.Grizzo e L.Colussi). SiSong è l’ultimo lavoro di Claudio, un DVD edito dalla Caligola Records e dal Comune di Roccella Jonica, sede del famoso Roccella Jazz Festival. Prossime date: il 5/11 piano-solo alla Casaccia, l’8/11 a Cividale-Agriturismo Terre Petrussa con la D.K. B.B., il 10/11 all'Arsenale di Cividale, l'11/11 a Udine per i 100 anni della Rivoluzione d’Ottobre.

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La data al Porky's Blues Club di Porcia (un posticino ‘doc’) dell’Eliana Cargnelutti Trio ha fatto rivivere i migliori W.I.N.D., e non scherziamo. In attesa della prossima reunion del dirompente trio (Cargnelutti-Serafini-Bloisi), la bella Eliana ha attivato nuovi progetti: Miss Eliana in Rock (prossima data l’8/12 alla Tana del Luppolo) e Strange Kind Of Women, un originale Deep Purple Tribute tutto al femminile con Giorgia Colleluori, Paola Zadra, Ariane T. Mueller e Camilla Collet.

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Il nuovo CD Blues EXplosion della Fabio Stevie Ulliana & Off Limits Band è stato presentato da Fabio su Riverberi Rai FVG in streaming, Juke Joint Garage Radio e Radio Spazio 103. Altri passaggi su Blues Magazine Radio (Olanda), Blues Radio Athens (Grecia), Sound Check Radio Imagine (Russia).

La Iatitaia BB sta lavorando al prossimo disco, in uscita nel 2018 (il 22/10 la I.B.B. al Bar Da Moroso-Codroipo, h. 20.00).

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È uscito il libro di Fabio Rossi Rory Gallagher: il bluesman bianco con la camicia a quadri (Chinaski Ed.), la prima biografia italiana di Rory. La II edizione del Rory Gallagher:Italian Tribute Night si terrà l’8/12 all’Odeas Club di Bergamo, e iniziative analoghe si tengono in Grecia, Norvegia, Russia, Giappone… il Folk Club Buttrio l’ha organizzata nel 2015 a Reana, con la Jimi Barbiani Band e vari ospiti.

La J.B.B. sta lavorando a un video promozionale per il nuovo CD/Vinile in uscita Boogie Down The Road, che sarà presentato in un tour europeo nei primi mesi del 2018. Tutte le date su jimibarbianiband.com.

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L’ 1/12 Dario Carnovale Trio (feat. S.Serafini e il drummer austriaco Klemens Marktl) all’Arsenale Jazz House di Cividale, locale che da un paio d’anni spicca a livello regionale per la ricca programmazione jazz.

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In gennaio Fabio Drusin e Silver Bassi, la potente sezione ritmica degli indimenticabili W.I.N.D., saranno in tour in Gran Bretagna col bluesman nero Alvin Youngblood Hart.

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Il jazz non è morto, ha solo un odore un po’ strano” è uno dei tanti caustici aforismi di Frank Vincent Zappa, che attualmente dirige un coro dodecafonico di angeli dissidenti e cherubini punk, con arpe elettriche metal e testi scurrili… ma si spera che sorrida benevolo alla buona musica che i nostri valenti artisti si ostinano a produrre. Anche quaggiù, qualcuno deve pur farlo.

 
Qualcosa di blues...si muove
Scritto da Blues Club 356   
Mercoledì 10 Maggio 2017 10:58

La geniale Sagra della Primavera di Igor Stravinskij e soci scatenò un bailamme, quando andò in scena per la prima volta: il riff tribale degli archi che sembra anticipare di mezzo secolo Astronomy Domine dei Pink Floyd (poi colonna sonora ideale per l’infanzia del pianeta Terra in Fantasia di W.Disney) era decisamente troppo all’avanguardia in quel lontano 1913! A differenza del pubblico del Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, i bluesofili di oggi gradiranno senza dubbio i cento fiori blues pronti a sbocciare nonostante questa balenga primavera friulana.


Intanto i nuovi dischi: Stride Vol. 3 dello stakanovista Claudio Cojaniz, un piano-solo dal vivo sotto l’egida di Monk; Blues Explosion, secondo lavoro di Fabio Stevie Ulliana & Off Limits Band, dove il mago della sei corde propone dodici pezzi originali che spaziano dal blues al jazz al latin-rock, col prezioso supporto di bluesmen come Tony Longheu e Gianni Massarutto. Il disco è stato presentato al Mulinâr-Casa del Blues di Fagagna e alla Terrazza Mare di Lignano… lì ci suonavano i Gabbiani di Lentini, secoli fa; Gray Wolf, 14° album della vecchia volpe triestina Frank Get, imbevuto di rock-blues e southern (Frank ed Anthony Basso si sono esibiti in duo acustico al Light Of Day, benefit concert ad Asbury Park-New Jersey e nella rassegna Trieste Calling The Boss, in apertura a Fabio Treves).


SABATO 13 MAGGIO cena-concerto alla Casaccia di Faedis con la rinnovata D.K. Blues Band di Cojaniz, attiva fin dai 70’s, in un ideale confronto a distanza con The Hats Blues Band, alla loro prima apparizione live alla Trattoria Al Casareccio di San Giorgio di Nogaro! In Taberna a Cormons troviamo invece All Day Dust, giovane quartetto di rock alternativo con influenze punk e blues, capitanato dal talentuoso Jacopo Tonizzo alla chitarra e voce (ammaliato dai dischi paterni di Muddy Waters, Jac esordì dal vivo appena 13enne suonando la bluesharp con la Kosmic B.B.). Infine l’Eliana Cargnelutti Trio al Porky’s di Porcia, un locale che si è guadagnato i galloni di Porky’s Blues Club ospitando fior di artisti del Triveneto come Marco Pandolfi, Naffis-Massarutto, Guitar Bo, Jimi Barbiani, Jimmy Joe e Flavio Paludetti.

V

ENERDI 19 MAGGIO molti di questi artisti (ci sono anche Lino Straulino, Simone Gambacurta, Barbara Errico & Short Sleepers…) si riuniranno al Teatro Nuovo Giovanni da Udine per la II edizione di Blues Pai Frus, concerto di beneficenza a favore della L.I.F.C. Onlus: un cartellone a dir poco imponente, che fa rivivere i fasti dell’antico festival Blues in Udine ’83. Invece al Jo Live di Marano Lagunare si esibirà la ‘Janis Joplin italiana’ Arianna Antinori con la sua band, con cui ha collaborato dal vivo anche il Capitano Fabio Drusin.


SABATO 20 MAGGIO In Taberna approda Underground Blues!, carovana itinerante di blues collinare nata nel leggendario Yesterday’s Pub di Spessa di Cividale, ben sedici anni fa: gli si potrebbe dedicare Sweet Little Sixteen di mastro Chuck Berry (R.I.P.), poi scopiazzata dai Beach Boys in Surfin’ USA (tutti sono debitori e imitatori di qualcuno venuto prima, a partire dal nostro antenato che 35.000 anni fa intagliò un flauto da un osso di grifone… meno male che non esisteva una SIAE del Paleolitico!). In Underground Blues 2017 suoneranno i Mad Men Blues di Pit Ryan&Stiv Odorico e il Flavio Paludetti Organ Trio (Paludetti-Fantin-Cecchetto), due gruppi che hanno condiviso spesso il palco e jammato con mucho gusto. I MMB sono impegnati in un lungo tour di addio agli irriducibili fans, che culminerà nel CD live The Last Night Of A Punk Blues Band, dopo trent’anni giusti passati a fustigare il torpore del blues accademico col loro ferruginoso pub’n’roll; con Flavio Paludetti ci saranno musicisti di alto livello, che mangiano pane e funky a colazione e sanno come interagire al meglio con le vertiginose fughe jazz-blues della sua Gibson. Dopo lo show alla Taverna di Mr.O di Pordenone con il fenomeno paranormale dell’Hammond Raphael Wressnig & The Soul Gift, Flavio suonerà il 12 maggio alla Taverna Cigui di Muggia, già sede del Blues Blue Muggia Festival (prossimi appuntamenti in loco: 9/6 Tonky B.B., 7/7 Enrico Crivellaro Band feat. Simone Serafini).


DOMENICA 21 MAGGIO la Viarte, tradizionale kermesse pomeridiana musico-gastronomica sul monte Quarin a Cormons, sarà arricchita dai canti di accompagnamento al terzo millennio dei Trastolons, dal 1996 nome-simbolo di una caldera underground che nelle giuste condizioni affiora ribollendo: una poesia friulana-caraibico-babelica in cui i singoli membri si armonizzano naturalmente, un work in progress degno della Factory warholiana. In questa ‘performance di improvvisazione consapevole’ (h.17.00 c/o Ronc dai Capucins) Guido Carrara, Fabian Riz, Stiefin Morat, Lussia di Uanis, Pauli Cantarut e il sorprendente duo Rive No Tocje (*) renderanno omaggio al trastolon Raff BB Lazzara, che anche dall’alto dei cieli anarchici è fonte di ispirazione per i compagni. In programma alla Viarte anche Laipnessless, Flexy Gang e Nord East Jazz Ska Orchestra.

(*) I R.N.T. hanno presentato il loro nuovo CD Lis Conseguenzis Dal Deliri in L’uomo delle Stelle di Andrea Ioime, serie TV di cultura musicale in onda su Telefriuli il venerdì alle 22.30 e il sabato alle 13.00.

***

Qualche flash estivo: il 24/6 la Taberna cormonese delle infaticabili Stefy e Marie ospiterà la seconda parte di Underground Blues 2017, una Festa d’Estate con protagonisti storici del blues collinare… accorrete numerosi!

Nella stesso giorno la Jimi Barbiani Band suonerà per la seconda volta al Festival Presqu'île Blues di Ambialet-Francia, e in seguito al festival SitnoBlues di Banska Stiavnica-Slovacchia (28/7) e al Bluesiana Rock Cafè di Velden-Austria (29/7), con Pietro Taucher on kbs. Richiestissima nei club olandesi, alcune date del Promo Live CD Tour sono già state fissate per il 2018.

La Eliana Cargnelutti Band, dopo il galvanizzante show della scorsa edizione, tornerà ad Ameno Blues come backing band della Night of Guitars (8/7) e suonerà il 14/7 al Delta Blues in Polesine (ci sarà un primo assaggio del festival il 2-3 giugno, a partire dalla Blues Cruise sul Delta del Po).

Altri festival immancabili: Blues in Villa-Villa Varda di Brugnera (1-5/7), Brudstock a Vigonovo di Fontanafredda (7-9/7, in apertura Tolo Marton), San Vito Blues&Soul a San Vito di Cadore-Dolomiti (dall’8/7), Strofe Dipinte di Jazz a Romans d’Isonzo (13-15/7, in chiusura il Dario Carnovale Trio), Blue Notte Gorizia (20-22/7) e ovviamente Pordenone Blues (17-23/7, in apertura Steve Winwood).


Come disse Bubba a Forrest Gump, dopo un interminabile elenco di ricette a base di gamberi: e questo è tutto, mi pare.

 
Tempo di compilation
Scritto da Lorenzo Tempesti   
Martedì 21 Febbraio 2017 15:37

Di compilation, in Friuli Venezia Giulia, mi sembra che siamo un po' esperti: facendo andare indietro la memoria mi vengono in mente quella di Udine Canta del 1999, quella delle Officine creative (oggi Officine giovani) più o meno degli stessi anni, "Misture" di Radio Onde Furlane... Per non parlare degli abbinamenti editoriali con il Messaggero Veneto realizzati da AVF e da Nota records... Il numero del defunto World Music Magazine dedicato al Friuli Venezia Giulia... La compilation di Rocknotes.it... Ne sto dimenticando tantissime, scusate a chi non viene citato!!! Ma una non posso tralasciarla: la Compilescion (si scrive così) Musicologi del 2002. E' ricordando questa con i vecchi membri dell'Associazione, qualche settimana fa, che mi è venuta in mente l'idea di scrivere questo articolo. Sì, perché negli ultimi mesi ne sono uscite addirittura tre! Andiamo con ordine allora!

1. Rock in Friuli (Angel's Wings Recording Studio)

Rock in Friuli è la prima raccolta di brani inediti realizzata dagli Angel's Wings Recording Studios in collaborazione con la Pro Loco di Pantianicco e racchiude le canzoni delle 13 band che hanno partecipato alla finale del II° Royal Gala Rock Music Festival che si è svolta durante la 47° Mostra della Mela di Pantianicco. Comincio subito con i complimenti: nonostante la diversa estrazione delle band, questo disco ha un sound uniforme che la rende davvero piacevole all'ascolto, merito del sapiente lavoro tecnico di Nico Odorico. Ci sono pezzi di: Inner Call, Revèr, Simone Piva e i Viola Velluto, Empatia, Cinqueinpunto, Rediamond, Everage, Volvodrivers, Against tha Sane, Seven Roses, Afterglow, Devils and Subways e Airfield: a parte alcune vecchie conoscenze, sono nuovi alle mie orecchie molti dei gruppi presenti, questo per me che frequento un po' meno di una volta i locali e i festival regionali.

2. Circolo acustico Vol. 2Compilation uscite in FVG

E' la seconda raccolta nata in seno alla splendida iniziativa di Juri Lenard e Louis Armato, che unisce decine di cantautori nostrani. In cinque anni di attività, ha consentito agli artisti di farsi conoscere dal pubblico in oltre 75 concerti... complimenti davvero! Sono presenti brani di Bratiska, Mick Gaze, Giulia Daici, Franz Candoni, Louis Armato, Angelica Lubian, Simone Rizzi, Francesco Imbriaco, Maurizio Perosa, Heart as arena, Franco Giordani, Matteo Canciani, Emma Gustafson, Astronauti Ovunque, Miky Martina... più l'ospite "ormai famoso" Ruggero de i Timidi. Gli stili e la qualità delle produzioni sono un po' più eterogenee, ma il filo conduttore è dato proprio dal genere, la canzone d'autore.

3. Compilation pal Friûl (Musicologi)

Sì, anche la nostra Associazione è tornata in campo con questo CD, realizzato con il contributo della Provincia di Udine, che raccoglie brani rivolti alla terra friulana. Gli autori presenti sono Alessandro Tammelleo, Priska Benelli, Giulia Daici, Trabeat, Alvise Nodale, Tony Longheu, Aldo Rossi, Franco Giordani, Lorenzo Tempesti, Giovanni Floreani, oltre agli alunni delle classi IV A e IV B delle Scuole Primarie di Piovega e Ospedaletto di Gemona, che nel 2006/2007 hanno partecipato ad un progetto di composizione di brani ispirati alla nostra terra. In questo caso il "collante" tra i vari pezzi, di stile davvero diverso, è la lingua friulana. Questa compilation verrà presentata venerdì 3 marzo 2017 alle ore 17.30 presso il Palazzo della Provincia a Udine, e successivamente con altri eventi in varie località regionali.

Quindi??? No, non metterò qui i commenti a ciascuno dei brani, d'altra parte è un editoriale e non una recensione. Diciamo che qualche idea me la sono fatta: ascoltate anche voi i CD e, se vorrete contribuire alla discussione, lo potremo fare sulla pagina Facebook di Musicologi, o al prossimo concerto in cui ci incontreremo. Il mio "bravi tutti" non è tanto per le canzoni che, come sto dicendo, non mi sono piaciute proprio tutte (mentre alcune sono delle vere chicche), ma per la voglia di esprimersi che c'è ancora forte e viva in questa nostra regione, e per gli organizzatori di queste iniziative che contribuiscono a far conoscere le creazioni dei musicisti del Friuli Venezia Giulia!

 
Christmas Underground Blues, news e ricordi di un “anno difficile”
Scritto da Blues Club 356   
Mercoledì 14 Dicembre 2016 17:38

Come l’inquietante massone incappucciato creato da Corrado Guzzanti nel celeberrimo Caso Scafroglia, tutti noi abbiamo qualche motivo per esclamare sconsolati “che anno difficile”… peraltro, anche questo 2016 ormai agonizzante farà parte dei futuri bei tempi andati, statene pur certi. Onestamente, non è mancato qualche momento topico per il c.d. blues collinare, come il concerto cormonese degli Off Limits di Fabio Stevie Ulliana: un venusiano 9 luglio dove Fabio ha fatto urlare le sue chitarre stracciando a distanza Santana (scusa Carlito, ma gli anni passano) e non solo lui: degno contorno alla presentazione della seconda edizione del doppio libro Blues dei Colli -che ha avuto l’onore di una ottima recensione sulle pagine di Alias/Il Manifesto da parte di una firma storica come Guido Festinese- con ospiti Federico Spanghero, Stiv e Pit dei MMB e una strabiliante Barbara Errico in formato-supernova, ospite in The Thrill Is Gone e Stormy Monday Blues. Barbara anima tuttora le notti udinesi con la Short Sleepers BB –un loro progetto collaterale è Walking Blues, racconti e storie della musica e cultura nera in formato unplugged- mentre gli Off Limits stanno concludendo le registrazioni del loro nuovo CD di pezzi originali, con ospiti Tony Longheu e il virtuoso dell’armonica Gianni Massarutto, disco che probabilmente sarà presentato a Cormons nell’anno che verrà.

 

Altro evento da incorniciare è stato anche quello del 30 settembre a San Giovanni al Natisone c/o Rozaleo (in joint-venture con Blues Club 356 e Radio Onde Furlane), ovvero la presentazione del nuovo disco dei Rive No Tocje Lis Conseguenzis Dal Deliri: lo straripante chitarrismo nirvanico di Fabrizio Citossi e la poetica ferrugginosa e pungente del Polente sono stati amplificati atomicamente da cari amici nonché pesi massimi come Claudio Cojaniz e Fabian Riz, e da vari Trastolons fuori controllo con i preziosi ricami di chitarra di Max Felcaro e Mauro Raddi, oltre al contributo a 360° di Flavio The Groove Urbanizza (i suoi Remengo Bros sono una delle resident bands della Taberna, come MMB, B.O.B. ed Exposurensemble): una serata da sei stelle, e una degna conclusione del quadriennale rapporto d’affari fra il Bluesclub e Rozaleo che –con vibrante e reciproca soddisfazione- ha prodotto molti altri eventi degni di nota: non si possono non citare almeno i vari Leon Tributes, la collaborazia con Hybrida e il commovente omaggio al poeta e anarchico cormonese Raff BB Lazzara scomparso il 12 giugno, che ha lasciato una traccia indelebile negli annali dell’underground friulano.

 

Un ultimo post-it per la rassegna Jazz&Wine Of Peace, che a fine ottobre ha coinvolto anche la Taberna con i concerti di Simon Electric Blues & Lorenzo Fonda e col grande rientro della Mr.Lucky Band feat. Peter Sammons. Fu proprio nei bar cornesi e nei teatri cormonesi che all’alba dei vituperati 80’s Peter e Lucky mossero i primissimi passi nel difficile ma affascinante mondo del Blues: 30 anni davvero ben spesi, stando ai risultati.

 

Sabato 17 In Taberna a Cormons, con inizio e conclusione ipoteticamente fissati per le 19.00 e le 00.30 (sapete, alcuni dei nostri bluesmen trovano difficile sia il presentarsi puntuali che smettere di suonare quando beccano il giusto mood), resusciterà a stragrande richiesta il glorioso marchio Underground Blues! che ha siglato i momenti più spumeggianti del primo decennio del secolo del millennio, per l’occasione ribattezzato Christmas Underground Blues: uno scambio di auguri in musica, secondo le intenzioni delle gestrici del locale Stefy e Marie e di tutto lo staff (100% di quote rosa, e si vede!) con una prima parte della serata lasciata più o meno allo stato brado e alla fantasia dei convenuti. Oltre al rocambolesco trio prog P.O.F. (uno dei tesori meglio custoditi dei Colli, che come certi minerali si forma solo in particolarissime circostanze di temperatura e pressione) “non si esclude” –come chiosano i tiggì quando non sanno bene che dire- la presenza di personaggi come il venerabile Fabian, Manutoras Casarotti (è prossima una reunion dei suoi mitici Diablues), del suddetto Citossi o di Stefano Fedele: una vecchissima volpe dei Colli, da giovane acclamato rocker e ora raffinato perfomer acustico. É appena uscito Libretto, il suo quarto CD cui hanno ‘ovviamente’ contribuito amici come Loris Vescovo e il contrabbassista & bassman Simone Serafini (e pure Lino Straulino, che il 22 dicembre presenterà il suo nuovo CD al music-bar La Girada di Udine). Simone è ormai giustamente richiestissimo; dopo il recente tour col chitarrista USA Leroy Emmanuel, suonerà col funambolico pianista Dario Carnovale nei giovedì jazz della Frascje Dai Spadons di Pradamano (22 dicembre e 12-19 gennaio), e dopo Natale ha già qualche data in calendario con la Eliana Cargnelutti Band, che in novembre è andata a colonizzare col suo incandescente rock-blues anche Bialystock, nella lontana Polonia… un paese già visitato 15 anni fa dai primi W.I.N.D. L’unico gruppo regionale che suona più all’estero che in patria è la Jimi Barbiani Band, le cui date in Germania, Olanda e Francia (dove Jimi è ormai considerato una star) vengono ormai fissate con largo anticipo, come quelle della bella Ana Popovic! I fans potranno sentire il ruggito della sua Gibson in due date a Udine e Trieste con il progetto-band Blue Mystic concepito dal maestro MM Tosolini (anche qui troviamo Barbara Errico come voce solista) e in scena fra febbraio e marzo. Un DVD didattico è da tempo in cantiere.

 

Tornando a bomba con il nostro Christmas Underground Blues, la parte centrale del concerto vedrà al lavoro gli immancabili Mad Men Blues, da tempo impegnati in un “lungo addio” ai fans di chandleriana memoria, che dovrebbe culminare nel 2017 in un ultimo valzer dal vivo da immortalare nel CD The Last Night Of A Punk Blues Band (titolo ispirato da un quasi-bootleg del 1975 dei Ducks DeLuxe). Da segnare sul diario anche la data di Halloween dei MMB al tendone gialloblu di Chiasiellis: un concerto che sembrava uscito da una puntata di Futurama, potete chiedere conferma ai presenti! Peraltro, i MMB "original line-up 1987" suoneranno in gennaio in quel di Udine, alla Cantinetta del Borgo di Alessandro Perissutti, primo bassista del gruppo.

 

Il secondo nome in cartellone alla Taberna è quello dei Blues of Burden, gruppo formatosi per questa occasione speciale dalla sezione ritmica dei rollingstoniani Beasts of Burden e dal navigato chitarrista e cantante Federico Spanghero (pure lui nei Beasts, quando non è impegnato con il F.Spanghero Blues Trio, gruppo che si è fatto notare in Strofe Dipinte di Jazz 2016 a Romans d’Isonzo). Dalle 23.00 in poi e fino alla chiusura, largo a una free space jam in cui tutto o quasi potrà succedere, a seconda dei musicisti presenti e del loro stato psicofisico: gli esperti in previsioni di solito scrivono sul Sole 24 Ore, e noi non lo siamo, quindi chi verrà vedrà.

Ultima noterella per i tabernicoli: il 7 gennaio okkio alle Befane Salvate, reggae party con DJ King Lion I e il fantasmagorico freestyle rapper D.J. Tubet. Per ulteriori informazioni sulle attività del Blues Club 356, si può interpellare il nostro attuale presidente Thomas The Kosmic, ma contattarlo non è cosa semplicissima: stando alle ultime indiscrezioni, pare che stia girando per la City londinese con una Limousine blindata guidata da una bionda leopardata, e due nani rasta cattivissimi come guardie del corpo. Ha pure un gorilla ammaestrato che gli serve ottimi Mojitos e che risponde Fuck You Man! alle telefonate sgradite, anche se con un leggero accento congolese.

Business as usual insomma, alla faccia della Brexit e di chi ci ha creduto…

 
Qualcosa di importante è rimasto
Scritto da Piero   
Lunedì 01 Agosto 2016 15:26

Passano gli anni e sono già 15 che esiste questo portale www.musicologi.com, in cui si parla di musica in Friuli Venezia Giulia. Forse una volta si scriveva di più, forse c'erano più collaboratori, forse tante cose, eppure la forza della volontà e la passione ci aiutano a mantenerlo in vita anche oggi nonostante gli impegni di vita che sono cresciuti rispetto a quando, da giovani universitari, ci inventavamo reporter musicali e raccontavamo tutto quello che potevamo sulla musica in regione attraverso interviste, annunci, recensioni...

 

Va beh, devo dire che personalmente, ancora oggi riesco a vedere qualcosa in giro. Nella ultime settimane, dopo anni che mi ripromettevo di farlo e non ci riuscivo mai, ho fatto una scappata all'Over the noise (www.overthenoise.com) giù a Villanova di San Daniele (UD). Ricordo che quella sera suonavano i Dolcetti del duo Rojatti-Tulissio, Doro Gjat, i Rumatera e altri gruppi. Io personalmente mi sono gustato i primi due: era un venerdì e sabato avevo da fare, dunque non volevo fare tardi (pur con rammarico). Eppure, tanto è bastato per vedere come l'Over the noise, alla sua nona edizione, è un festival ben conosciuto e frequentato, e quella sera mi ha permesso di rivedere il suono incredibile dei Dolcetti e l'ottimo spettacolo di Doro, tanto a ricordarmi quale ottima musica produce la nostra regione.

 

Ecco, ho pensato a tutti quei festival, dal Pascat day di Colloredo a Urlando contro il cielo a Lauco per arrivare a Natibongo di Cividale e perfino all'Ale Rock Festival di Trasaghis che quest'anno non si è fatto. E sono solo i primi che mi vengono in testa, ma la lista è lunga. Ho pensato a quanto belli erano questi eventi, spazzati via un po' dalla crisi e un po', spesso dalle energie dei suoi fondatori che se ne vanno con gli impegni di vita e dall'impossibilità di un vero e proprio ricambio nella gestione. Anche perché sono per lo più cose che si fanno per passione, ma che lasciano a volte ricordi indelebili: quel concerto incredibile, quella serata straordinaria, quell'incontro splendido...

Sono stati anni, questi, in cui, di fronte alla crisi, ai sempre meno fondi per fare cultura aggiunti a tutte quelle impossibili normative che troppo spesso non ti permettono di fare niente, molte belle cose culturali hanno chiuso i battenti.

Ho pensato ad esempio ai tanti club che hanno dovuto chiudere.

Sono tutte cose, queste a cui ho pensato, che ci rendono tristi, noi amanti della musica live.

 

Ecco che vedere l'ottima partecipazione all'Over the noise, mi ha fatto pensare che non è vero che le cose belle sono tutte destinate a finire. Anzi, bravi e complimenti alla comitiva di San Daniele. In fondo, il festivals organizzati nel corso degli anni in giro in tutte le impensabili località del Friuli, dal mare alla montagna passando per la collina e la pedemontana, sono sempre stati delle tappe fisse nel peregrinare di chi ama la musica dal vivo. In fondo, in quegli eventi ci vai e, oltre a gustarti il suono dal vivo, trovi sempre quella tribù che conosci da tempo e che hai voglia di rivedere.

Se molti di questi festival hanno chiuso i battenti, c'è chi resiste, ed è un bel segnale.

 

Tra l'altro vi ricordo che questo fine settimana, venerdì 5 e sabato 6 agosto, al parco delle Colonie di Osoppo (UD), torna Pietra Sonica (www.pietrasonica.com), festival dedicato allo stoner e alla musica psichedelica che quest'anno arriva alla ottava edizione. Anche in quel caso, si tratta di una piccola grande manifestazione realizzata da un gruppo di amici che ci tiene alla musica di qualità, suonata sul serio e da gruppi provenienti da ogni dove, tanto che quando ci vai, ti sembra che quel piccolo parco assuma un ché di internazionale e fuori dalla normalità.

 

Sono quelle cose che ti fanno dire: “no, non è tutto morto. C'è ancora tanta vita”.

Coraggio gente, ci vediamo là.

 
Interviste rock dai colli orientali
Scritto da Blues Club356   
Venerdì 20 Novembre 2015 14:24

Ciao Peter, partiamo intanto dal nome della band, Beasts Of Burdencome hai (o avete) scelto questo nome e non, ad esempio iMidnight Ramblerso iTumbling Dice?

Mi piace tutto l'album Some Girls, ma in particolare mi piace la canzone Beast of Burdenquindi ho proposto il nomeBeasts of Burdenal plurale perché ci sentiamo (e siamo) tuttianimali da soma, ciascuno a modo suo.


Parlami degli albori dei Beast Of Burden, ovvero lanno di nascita e il lungo percorso evolutivo della formazione, in cui si sono avvicendati vari membri... ad esempio il nostro comune amico Luciano Mr. Lucky Gherghetta.

Con il mio primo gruppo -nel 1981 (!)- già suonavo diversi brani dei Rolling Stones, e nel 2009 ho formato una prima RS tribute-band assieme al cantante Ivano Suerz. Poi sono sorti i soliti problemi comuni a tutti i gruppi (trovare il tempo per le prove, accordarsi su come interpretare i brani e così via) e per un poci siamo fermati. Io sentivo la mancanza di suonare questo repertorio, ma mi servivano le persone giuste per realizzare questa ideaalla fine, anche grazie allinput di Lucky, nel 2013 sono nati i Beasts Of Burden (o B.O.B. che dir si voglia). Nella formazione originale c'erano Daniele Furlan alla batteria e Lucky alla chitarra (che poi hanno dato forfait per mancanza di tempo) oltre a Enrico Arnoldo-basso, Marco Gregorig- tastiere e Albertine Greco-percussioni e background vocals. A questo punto è arrivato Federico Spanghero alla chitarra e voce, e la formazione attuale si è stabilizzatain realtà ci consideriamo un quartetto (Marco si unisce a noi quando può), ma il gruppo funziona in trio, quartetto e quintetto: infatti, se cè la base ritmica puoi suonare tranquillamente in trio, ma è chiaro che quando suoniamo in cinque il suono è più completo.


Facciamo conoscenza coi membri della band: quali percorsi hanno alle spalle, e quali sono i loro ferri del mestiere?

Enrico Arnoldo arriva direttamente dagli anni60, nel senso che lui questa musica la suonava già allora (!), ma in quegli anni deve aver suonato di tutto; in seguito, aveva mollato la musica per dedicarsi a famiglia e lavoro, poi ci ha contattati con un annuncio: quando è venuto alla prima prova/audizione, si è presentato con un basso Hofner dal suono stupendocome quello dei Beatles- perchè lui prima suonava in un gruppo cover dei Beatles. e che sapeva suonare bene! Suonada bassista degli anni d'oro-quando il basso occupava certe frequenze nella musica- e non usa tecniche tipo il slap, usa strumenti a 5-6 corde, ma quando suona riesce ad amalgamarsi perfettamente con la musica.

Marco Gregorig suona una tastiera Nord, lo conosco e suono con lui da 30 anni: sa suonare di tutto: Jazz, Progressive, Blues, Soul, Disco, Rock, Ska, Reggae…. e trova sempre il suono giusto per la musica che sta suonando.

Federico Spanghero usa chitarre Stratocaster e Telecaster, ampli Victoria Amps Bandmaster o Fender Deluxe Reverb, e conosce il repertorio degli Stones a menadito… secondo me, lo conosce meglio degli Stones stessi! Può suonare come Keith o Ron con uguale facilità, ha il sound giusto e suona le note giuste. Noi lo vorremmo sempre con noi, ma siccome è così bravo tutti lo vorrebbero nel loro gruppo…. che altro posso aggiungere?


Senza nulla togliere ai tuoi soci maschi, non si può negare che Albertine sia un elemento che ‘buca lo schermo’… non puoi non notarla subito, e merita un discorso (e direi anche un encomio) a parte.

Albertine Laura Greco era giàpassataalla batteria, perché quando a prove mancava Daniele ci pensava lei a suonarla, pure non essendo una batterista professionistae ci siamo accorti che conosceva bene il genere. Lei si definisceritmistae suona la batteria come uno strumento musicale (come batteria usa quello che trova, e canta), alla Charlie Watts, forse anche grazie al fatto che non ha mai studiato la batteria! Ha una formazione musicale classica in pianoforte, linteresse per la batteria è giunto inaspettatamente, nelladolescenza, da un regalo del padre scoperto in garage. Suo padre ha visto dal vivo sia i Beatles che i Rolling Stones negli anni60, e le ha fatto conoscere gli Stones tramite l'ascolto degli LP della sua collezione. Ha esordito da batterista con il trioNew Horizon, inizialmente due chitarre poi è subentrato il basso, con amici di scuola e di infanzia, nel blues e rock anni60 e70, distintamente apprezzato in Bassa Friulana; successivamente ha sperimentato influenze swing, latin e jazz nellensembleFree From Time. Albertine è particolare, conosce i RS come pochi ma conosce anche la MUSICA come pochi. Sa a cosa serve una rullata, un piatto o uno stacco: cioè a creare musica, a creare l'atmosfera giusta o a segnare l'arrivo del ritornello.


A questo punto, ti tocca auto-presentarti

Peter Sammons: chitarra e voce (chitarre James Trussart stile Les Paul, Whitfill Tele, Hahn Tele o Stratuso anche ho una chitarra con 5 corde accordata in Open G. Ampli Louis Electric KR 12, dove KR sta per Keith Richards e infatti questo modello è stato progettato appositamente per Keith). Sono arrivato al blues tramite gli Allman Brothers, Taj Mahal, Traffic e naturalmente gli Stones: i RS sono fra i pochi cheoltre alla loro musica- riescono a suonare il blues in maniera convincente, anche se trovo che Mick Jagger -come cantante blues- abbia pocospessore. Un cantante deve saper fare tre cose: 1) cantare bene 2) avere una buona pronuncia e sapere a memoria i testi 3) saper fare spettacolo. Sono stanco di cantanti che leggono il testo mentre cantano e che pur non avendo null'altro da fare non fanno spettacolo, cioè non hanno presenza si muovono un po' sul palco. Nel gruppo devo coprire sia il ruolo di Keith che quello di Mick: e fin dallinizio ho pensato che se non si trovava un cantante che sapesse fare bene almeno una di queste tre cose, avrei cantato ioin verità soddisfo solo il punto, ma almeno suono anche la chitarra! Devo aggiungere che uno dei punti forti del gruppo è che sia Albertine che Federico fanno bene i cori, nel senso che cantano con la ritmica giusta dell'inglese oltre ad essere intonati.


La tua matrice linguistica americana ti aiuta o ti ostacola nel cantare in "inglese londinese" (o quel che è!)?

Si può dire che cerco di imitare un Inglese che cerca di imitare i bluesmen Americani e mi rendo conto che viene fuori la mia pronuncia americana, ma forse non importa (?)


Torniamo un attimo sulla fondamentale questione-strumentazione: i RS hanno utilizzato montagne di strumenti differenti in carriera (abbiamo visto una mostra delle loro chitarre depoca ad Ameno Blues, e cera da svenire!) e si sa che il loro è un sound essenzialmentechitarristico”… come mai avete scelto proprio quelle chitarre e ampli che hai citato? Devo dire che apprezziamo in particolare il modo in cui riuscite a fondere le due chitarre, diversissime se prese singolarmente. Quando suonate in cinque, ovviamente.

Sì, i RS hanno utilizzato di tutto, d'altronde suonano da più di 50 anni (!) ed è normale che in così tanti anni abbiano cambiato strumentazione in base alle esigenze del sound… però alla fine, come chitarre e ampli usano Fender e qualche Gibson. Io uso le chitarre che mi danno il loro suono “classico” e così anche Federico: se hai un suono di base giusto, tutto il resto dipende da come suoni. Bisogna sempre rispettare la musica, se la ami, altrimenti tanto vale andare a suonare liscio!


Quali finalità metti al primo posto, nel progetto B.O.B.? Lucro, divertimento, commosso omaggio... o nessuna finalità? Comunque sia, mi sembra che vi divertiate sempre a suonare assieme, anche con la pioggia!

Divertimento e soddisfazione personale: suoniamo ciò che ci piace, visto che comunque è quasi impossibile fare i soldi con la musica.


Ho letto la vostra scaletta completa: al momento potete scegliere fra ben 62 pezzi degli Stonesovviamente in scaletta avete il meglio del meglio (anche i veri Stones sanno è obbligatorio suonare dal vivo i lorocavalli di battagliaper far felici i fans, cosa che invece un Neil Young si guarda bene dal fare!), ma ci sono anche cose non notissimesarebbe un poarduo elencarli tutti, piuttosto ti chiederei gli LP degli Stones che prendete come punto di riferimento.

Albertine ed Enrico preferiscono quelli degli anni60 come Aftermath, a me piacciono quelli degli anni 60/70 (Beggars Banquet, Some Girls, Sticky Fingers e Love You Live) e a Federico piacciono tutti, specie quelli del periodo anni 70/80. La scelta dei pezzi è stata fatta in base alle esigenze di repertorio (anche noi siamo vincolati dai pezzi classici, che è obbligatorio suonare), alla formazione presente on stage (ad es. se manca Marco, non vengono bene brani dove le tastiere sono in primo piano!), al posto in cui si suona e ovviamente alle preferenze dei singoli membri del gruppo. Quando possiamo ci buttiamo dentro quelli meno noti, magari cover blues che gli Stones hanno inciso e suonato in passato.


Sarebbe interessante chiedere a Enrico qualche aneddoto del suo passatoe se si sente un bassista wymaniano o wymanesco.

Enrico: Non mi sono mai identificato con altre persone musicalmente professionalmente, il mio modo di suonare é quello che si può constatare quando ci troviamo a suonare: non sono pertanto in grado di emettere alcun giudizio od opinione in merito. Posso dire che hoqualcheanno in più rispetto agli amici dei B.O.B., e che ho vissuto direttamente quel bellissimo periodo che va dal '65 al '72 segnato dalla musica di Stones, Beatles, Byrds e Dylan: tempi in cui ibenpensantigiudicavano a priori negativamente i cosiddetticapellonie lamusica chiassosa. A quei tempi, eravamo tutti studenti sui 1517 anni, soldi pochissimi (pensate che inizialmente usavamo addirittura delle radio al posto degli amplificatori, e non tutte le radio erano predisposte per la presa esterna audio)abbiamo fondato un complessino di quattro elementi (batteria, basso + voce, ritmica, solista/tastiere + voce) e ci siamo chiamatiKing's Stones: in effetti un nome banale e forse ridicolo, ma allora era di moda usare termini in lingua inglese privi anche di significato. Abbiamo suonato in vari locali per cenoni di Capodanno, feste private e matrimoni (la SIAE si é arricchita con noi: c'erano più tasse che guadagno, e a noi ci rimaneva e no una pizza!), con un repertorio che andava dai Beatles e Stones ai C.C.R., Pooh, Equipe 84 e De André, compresi tanghi e valzer. Poi un bel giorno del 1972 é arrivato il momento di partire per il servizio militare, e da quel momento il mio basso (un EKO di modestissima spesa) é rimasto in soffitta. Sono rimasto tagliato fuori dalla musica per ben 37 anni fino al 2009, anno in cui mi é arrivata lachiamatada parte dei vecchi amici del gruppo. Con una certa riluttanza -pensavo di non farcela!- ho ripreso in mano il basso, e abbiamo ricominciato a suonare lo stesso repertoriola cosa è andata avanti fino a tre anni fa, poi i mieicolleghidi gruppo hanno avuto alcuni problemi fisici, ma credo che comunque non si divertissero più a suonare. Io invece continuo a divertirmi con questi bravissimi ragazzi dei B.O.B., da cui ho e avrò da imparare ancora molto.


Questa domanda è invece per Marco: ti riconosci di più in Ian Stewart o Chuck Leavell o Billy Preston (i tre storici tastieristi-collaboratori degli Stones, ovviamente)?

Marco: Ringrazio Peter e Albertine per la considerazione che hanno espresso; aggiungo che tento di ricreare i suoni che sento nei dischi perché prima di tutto sono un musicofilo, nel senso che mi piace quasi più ascoltare che suonare. Fino all'esperienza B.O.B. non avrei mai pensato di suonare Stones, l'unico pezzo che sapevo (e adoravo) era Angie. Quindi il mondo stonesiano l'ho scoperto tardi e ne sono rimasto piacevolmente colpito, se devo citare un riferimento è Chuck Leavell, che conosco anche in altri contesti e considero uno dei grandi tastieristi della nostra epoca.


È ovvio che non siete volete essere una loro band-fotocopia, esteticamente parlando (non so se le altre tribute bands ci provino, ma non credo sia possibile farlo in modo credibile!)in che modo cercate di "vestirvi" da Stones, e qual'è il riscontro del pubblico?

Non possiamo essere una band-fotocopia dei RS perchè siamo diversi come formazione, manca ilcantantee poi siamo troppo grassi per vestirci come loro! Vedo che la gente apprezza come suoniamo la loro musica, anche se ognuno di noi porta qualcosa di personale, ovvero un proprio modo di interpretare la musica che non è esattamente quello degli Stones. ma non lo potrà mai essere! Suoniamo questo repertorio perchè ci piace e ci mettiamo dentro del nostro, pur nel rispetto del genere, e questo rende genuina la nostra interpretazione.


Avete mai pensato a coinvolgere dal vivo Pit e Stiv dei Mad Men Blues? Oltre a grandissimi musicisti, come ben sai, sono anche due grandi fans degli Stones. Dal vivo suonano anche Lets spend e Mother Little Helper (un pezzo che voi non fate), ovviamente in puro MMB-style: insomma, hanno cercato e trovato un modo assolutamente personale per interpretare questa musica che ormai va considerata 'musica classica' a tutti gli effetti. Checchè ne dicano i benpensanti. E come tutte le musiche classiche, va studiata per una vita prima di essere suonata come si deveun 15nne non potrebbe maientrarein questo particolare sound, neanche se fosse un genio. Non ne avrebbe avuto il tempo, giusto?

Certo, avervi-li fra il pubblico ci piace, perchè sono fra i pochi che ci capiscono a livello intuitivo-musicale! Ho scoperto solo di recente che Pit e Stiv sono fans dei RS, e presto ci sarà una jam dal vivo con loro, appena arriva l'occasione giusta... lo sento! Anche ungiovanepuò entrare in questo sound, se ascolta e ama il repertorio dei RS: non è una questione di età, bensì di conoscenzaAlbertine ne è la riprova.


Dal vivo avreste anche bisogno di un equivalente friulano di Bobby Keys friulano, cioè uno che sia molto bravo e anche pazzo al punto giustovedrei bene in questo ruolo Federico Missio. O magari Angelo Chiocca (anche se è di Muggia!)

Federico qualche anno fa ha suonato con Missio nella Sen-sa-shun band di Gherghetta e conosce bene anche Angelo Chiocca, quindi chissàcertamente a tutti noi farebbe molto piacere collaborare con altri musicisti della nostra regione. Angelo è veramente un grande musicista, canta bene, accompagna bene, fa assoli strepitosi ed è anche una bella persona. Ce ne sono pochi come lui in giroho avuto occasione di suonare con lui di recente in due diversi gruppi, uno funk e l'altro blues, e il suo modo di suonare mi ha lasciato incredulo!


E che succede, quando i B.O.B. suonano a prove ?

Qualche volta ci troviamo a prove stanchi, dopo una dura giornata di lavoro, ma quando iniziamo a suonare esce sempre una grande musica! Questo è merito del bravura di ciascuno e il rispetto che ognuno ha per i brani che suoniamo, insomma vuol dire che c'è un grande equilibrio nella band. E quando dobbiamo inserire un brano nuovo in repertorio, già alla prima prova la musica “gira” e in due prove è pronto: questo è merito soprattutto di Enrico e Albertine, la nostra sezione ritmica. Aggiungo infine che le prove con questo gruppo sono sempre belle, non importa se siamo in tre o in quattro o in cinque, ed è la prima volta che mi succede una cosa del genere.


Avete rapporti con altre RS tribute bands italiane? So che ce n'è almeno una ventina in giro… e, vista l’obiettiva levatura della vostra musica, avete cercato qualche contatto per suonare fuori dal Friuli?

Siamo l'unico gruppo del FVG iscritto a Rolling Stones Italia, ma non abbiamo potuto partecipare a un raduno, perché avremmo dovuto stare fuori casa per alcuni giorni.


Con chi suonate tu e Federico, oltre ai B.O.B.?

Io suono con i Brick House aka Bold Moves (and Funky Grooves) e nella band di Luca Ronka, grande soul man Friulano. Federico è il chitarrista fondatore e songwriter dei Go Go Diablos, una rocknroll band con la quale nel 2013 ha registrato il CD Accidents (New LM Records ed. Crotalo), inoltre ha un trio di roots blues con un repertorio di brani classici dagli anni30 ai60, i Black Magic.


E Albertine che ne dice?

Al momento i B.O.B. sono la mia band esclusiva. Letà diversa dei componenti, la formazione e gli interessi musicali, le preferenze stonesianeversione live e album, primi Stones e Stones maturi/tardivici hanno fatto raggiungere in breve tempo una peculiar mixture, di cui andiamo fieri. La componente autodidatta è significativa e da anni porta avanti lentusiasmo e la curiosità di condividere e di affrontare più sonorità, dal rock e blues, allo swing e jazz, al funky soul. Effettivamente è una punta di pregio per la band e di vanto per me di poter ritmarealla Charliesenza alcuno sforzo, visto che mi sento naturalmente predisposta; il rullante di Pete struscia da paura! Intanto noi continuiamo a suonare in giro, un poin Furlania, in Collio e in Bisiacaria: si vedrà se vorremo approdare ad altri lidi! Apprezzo la disciplina e il colto pragmatismo di Pete nella ricerca dei suoni e dello stile esecutivo, la discrezione e il contegno di Enrico che accompagnano la pienezza del basso Hofnere quando ho incontrato Federico per la prima volta, ci ho visto la faccia e lespressione di Keith Richards! Gli piace graffiare ed essere protagonista con la chitarra: lo fa bene e inoltre è un leone, come me e come Pete, che caratterini! Di Marco posso dire che suona con gusto e tatto, non si scompone fra alti e bassi, lenti e veloci, è sempre presente e puntuale. La porta è sempre aperta (Albertine).


Qualche anticipazione sul vostro demo? É solo un demo “dimostrativo”, o ci sarà anche un aspetto diciamo creativo?

Volgarissimo demo fatto dall'altra formazione. Non dirlo a nessuno!


Che pensi direbbero i veri Stones, se vi sentissero in concerto?

OMG (oh my god) direbbero forse. Keith si farebbe una risata.


Qualcuno dice che i RS avrebbero dovuto sciogliersi nel ’72 o nel ‘75 (o in qualche altro anno da fissare a piacere)… tu che ne pensi?

No, hanno fatto tanta bella musica anche dopo il ‘75 (ma non di recente ) e gli auguro di continuare ancora per altri 50 anni.


E per la seriein cauda venenum, una ultima domanda che non so se definire "retorica" o dire "oziosa". Premetto che negli anni50 i giovani jazzisti dicevano che se volevi suonare come Charlie Parker, dovevi vivere come lui e quindi drogarti professionalmente, fra le altre cose... ovviamente chi ci provava si rovinava la salute e/o schiattava, e comunque alla fine non riusciva affatto a suonare come Parker, non ci andava nemmeno vicino! Per voi il problema non si pone, è chiaro, perchè siete dei bravi ragazzi e queste cose non vi interessanoperò ti chiedo: si può suonare la musica dei RS senza fare -almeno un pochino- la vita dissoluta che almeno nei primi anni facevano tutti loro e che alcuni -come Richards e Wood- hanno continuato a fare per buona parte della vita?(ammesso che adesso abbiano smesso...). Jagger risponderebbe di sì, che si può, visto che adesso tira avanti a succhi di frutta e palestra. Molto probabilmente è così, e anche Pit e altri lo direbbero. Ma per dirla in altro modo: quanto è 'credibile' un bluesman (o qualcuno che appunto vuole tributare gli Stones o i Ramones) che non si concede qualche "vizietto", quantomeno ilminimo sindacale?

Rispondo alla domanda sui vizi e vita da bluesmen.  Quella parte lì è solo folklore e serve a creare un'immagine ribelle del gruppo; più scandali ci sono più si vende, ma poi veramente rischi di non vivere a lungo e in questo gli Stones sono stati fortunati.  La droga non c'entra con la musica, ma probabilmente tanti musicisti veri, quelli che hanno l'estro da artista, sono più propensi a sperimentare anche con le droghe oltre che con la musica.  Comunque sono più i musicisti che si sono rovinati con le droghe di quelli che sono diventati famosi!


Se tu avessi una macchina del tempo e la possibilità di fare quel che ti pare assieme gli Stones per un giorno, cosa sceglieresti? Ti dico cosa vorrei fare io: una lunga jam con Keith e gli altri. A Villa Nellcôte nel 1971.. naturalmente!

Anch'io sceglierei quel periodo lì, ma mi sarebbe piaciuto partecipare alla registrazione dell'album Exile On Main St. più che fare una jam. Ho visto un filmato sulla registrazione di Beggars Banquet ed è molto interessante vederli lavorare in studio (Peter).

Io vorrei aggiungere qualche chitarra e backing vocal su uno dei loro album (Federico).


Ok, siamo alla fine: devi ammettere che è rarissimo leggere un'intervista fatta a una "tribute-band, a meno che non sia una di quelle band che fanno tour mondiali riproducendo i Pink Floyd o i segmenti musicali fondamentali della carriera dei Genesis (The Lamb Lies Down andrei a sentirlo/vederlo di corsa, lo ammetto). Almeno io, finora, non ne ho mai letta una

Sì, questa intervista viene fatta a 5musicistiche si sono trovati a suonare per passione in una tribute band dei RSquindi siamo una tribute band, ma abbiamo tutti una grande conoscenza del blues e -se il tempo e gli impegni ce lo permettono- vorremmo anche costituire un gruppo parallelo che suoni il bluesanni 50-60, tipo Muddy Waters


Verremo volentieri a sentire la nuova creatura, quando nascerà! Vorrei anche aggiungere chedal mio personale punto di vista- siete qualcosa di più della solita tribute-band (le t.b. di solito non mi fanno impazzire), anzi molto di più: ovvero, lultimo e più recente prodotto della cinquantennale influenza degli Stones sulla musica rock-blues in Friuli. Infatti, il primo gruppo di esplicitaosservanza stonesiana(I Duchi), nasceo meglio, viene rifondato- addirittura nel lontano 1965 a San Giorgio di Nogaro come ricorda il loro membro più noto, il jazzista Claudio Cojaniz. In seguito, gli Stones saranno una delle maggiori influenze dei tanti gruppi beat regionali sorti durante gli anni Sessanta, che li introdurranno nel loro repertorioti posso dire che durante la nostra tumultuosa adolescenza anche noi abbiamo dato il nostro modesto contributo, strimpellando Satisfaction e JumpinJack Flash in non so quante feste (erano i primi 80s, bei tempi). Inoltre, il lato B del primo 45 giri targato Stones del63 è I Want To Be Loved: e proprio Baby, I Want To Be Loved! è il titolo del primo disco di blues friulano pubblicato nel 1987 dai mitici One Way Out, dove la chitarra era naturalmente quella di Mr.Lucky, la voce/armonica quella di Pit Ryan e la sezione ritmica, per non farsi mancare nulla, era il premiato duo Zanella-Cappelli della band di Guido Toffoletti: uno che a Londra era diventato amico di Alexis Korner, maestro e guida blues dei futuri Stones durante i primi 60s. Guido poi diventerà amico anche di Keith Richards, che avrebbe anche voluto incidere un disco con lui, a quanto dicono gli amici

 
Maggio blues e altre storie
Scritto da Blues Club 356   
Mercoledì 20 Maggio 2015 11:24

Ormai è stata archiviata anche la jam blues del 10 maggio: una festa privata di universitari nella idilliaca Frasca degli Olmi persa in mezzo ai campi di Dolegnano, e animata nelloccasione dai vari Riz, MMB e Kosmic BB (o quello che era), abbellita dalle coloratissime opere pop-art del magnetico Lunazzi, e ospitame variofra cui merita una nota il progettoIn Doi Rive No Tocjeincarnato nella persona di Fabrizio Citossi e inciso -col contributo di Polente, volutamentefuori sincronoai cori- in un CD (Svuaze) che meriterebbe un premio solo per una confezione così scarna che perfino il Re degli Spartani lavrebbe ritenuta un tantino troppo modesta: il giusto contrappeso al blues graffiante e livido ivi contenuto, dove la chitarra si barcamena fra tentazioni cockburniane, assoli strappati con evidenti influenze fabianrizoidi e sfrenate cavalcate di accordi country-rockun CD deliziosamente indigesto, con testi urlati o declamati in un friulano cinico e sarcastico che lascia il segno: Tutto quello che hai è provvisorio, in un attimo perdi il gatto, poi la moglie, poi la casa, poi il lavorotutto è costruito sulla sabbia (in lingua friulana il concetto suona ancora più cupo!).

***

Si aprono altre danze già stasera 20 maggio a Cas*Aupa a Udine, dovecome il buon Piotre ci informa- arrivano nientepopodimeno che da Santu Lussurgiu-Oristano (!) i King Howl, che “… suonano Heavy Blues: i suoni della prima metà del Novecento di Son House, Howlin' Wolf e Robert Johnson, vengono filtrati assumendo forme diverse, incorporando gli stili dello stoner rock, del funk, dell'hardcore punk, della psichedelia, in un crossover elaborato in maniera spontanea...Niente male davvero come presentazione! Non tutti sanno che anche i sardi vantano festival blues storici come Narcao e Rocce Rosse, e perfino una Radio Sardegna Web che ospita da 15 anni la trasmissione Note Blues (dove sono stati intervistati anche musicisti del FVG, v. radiosardegnaweb.csmwebmedia.com).

Lappuntamento clou per i bluesmen di confine è invece fissato per sabato 23 In Taberna a Cormons, per la precisione sotto il grande glicine di questa storica enoteca del centro cittadino. Un ritrovo promosso con il consueto entusiasmo dalla mitica Stefania (già colonna dello staff dello Yesterdays Pub, lantico covo blues collinare: la Stefy è uno degli attuali gestori della Taberna, un locale non nuovo a questi esperimenti), dove si darà appuntamento la crema dei bluesmen collinari, in una lunga maratonina rock-blues che partirà già alle 15.00 con Fabian Riz e Manu Casarott coi suoi Diablues & Fantas, freschi di un mordace CDlive in studioovvero When The Harmonica Add Cracks. É anche il CD uscito per letichetta-fantasmaBlues Club 356, ed è stato presentato nellestate 2014 durante un lungo tour a volte punteggiato da jam con MMB e Kosmic BB: sette pezzi originali freschi e aggressivi, poco inclini a lisciare il pelo allascoltatore ma tesi piuttosto ad afferrarlo subito per la gola con un tipico approccio punk, scevro da inutili fronzolivorremmo sentire più spesso nei dischi doggi un sound di batteriaautenticocome quello di Mattia Romanut, affiancato dallintelaiatura essenziale di basso di Carletto Seffino, che contrastano e completano lo sgocciolìo hard-blues di una chitarra implacabilmente spezzata e furiosa, e lurlo ferruginoso di Manu: limpatto dinsieme richiama alla memoria celebri opere prime come gli LP Are You Experienced? e Led Zeppelin I, e pazienza se esageriamo un po!

Verso le 18.00 sarà invece il collettivo femminile Lis Tarlupulis a cimentarsi nella lettura di brani scelti e tratti dal libro Blues dei Colli, che uno dei più stimati guru e pionieri del blues italico come Luciano Federighiche vi ha collaborato- ha definito nel suo blogun imprevedibile quanto godibile volumone nel quale vengono intervistati i tanti e spesso eccentrici protagonisti di una Storia Leggendaria del Blues Friulano come Roberto Pettarini, collezionista e bluesman noto come Pit Ryan, armonicista e cantante dalla acre e veemente voceabissaleoinfernale(a seconda di come si vuol tradurre il suo nom de plume) che ha avuto lintuizione di inventare ai suoi feroci blues una singolare veste lirica friulana. La lettura verrà condita a dovere dalla chitarra di Max Felcaro, darbarmantrico distillatore di sognanti pozioni blues & jazz.

A proposito: il fatto che nessuno abbia pensato di invitare in un festival (anche regionale e/o locale) i P.O.F., ovvero il supergruppo magmatico formato da Max, Marco Padiâr e Stiv MMB Odorico, magari abbinati alla rivelazione Orko Trio + Riz che ha furoreggiato in giro per lItalia, è qualcosa che lascia a dir poco sconcertati! A occhio, parrebbe che molti (per non dire tutti) festival blues e/o underground italici non siano granchè informati su quanto fanno i nostri migliori artisti e gruppi: una cosa che abbiamo detto già troppe volte, e che promettiamo solennemente di non ripetere mai più, parola di boy-scout (di mare).

E accanto a questi due grupponi, in un ideale concerto ci vedremmo come gran finale le GWG, ovvero le Girls With Guitars, trio rock-blues tutto al femminile coltivato con amore nella serra delletichetta tedesca Ruf Records: fresche dellomonimo CD ben recensito anche sul Buscadero, e ancora impegnate nel 2015 in un chilometrico tour europeo (le altre due bluesgirls sono le americane Sadie Johnson e Heather Crosse; lunica tappa italiana è fissata per il 26 maggio al club Il Giardino di Lugugnano di Sona-VR, ma sono comprese anche tre date negli USA, di cui lultima in Florida. Notevole larticolo Young Guns pubblicato sullUK magazine The Blues). Punto di forza delle GWG è la nostra rockeuse preferita Eliana, che già molti anni addietro calcava giovanissima i palchi blues di Spessa e Plessiva (Electric Woman è il suo più recente CD targato RUF). Eliana è tuttora attiva in diversi gruppi, fra cui lEliana Cargnelutti Band (formazione stellare che comprende anche Simone Serafini, Carmine Bloisi e Loris De Checchi) che ha lasciato i fans a bocca aperta per il loro groove da bulldozer in caduta libera, e per la capacità di calarsi ed esplorare molteplici dimensioni musicali punteggiate dagli assoli strabilianti di tutti i membri del gruppo: cose che possono permettersi solo musicisti allaltezza di Alvin Hart Muscle Theory o Govt Mule.

Tornando a sabato, la serata In Taberna proseguirà con lo show degli intramontabili Mad Men Blues di Pit Ryan e soci (alle prese con un repertorio in continua evoluzione), il travolgente funk dei Remengo Brothers (remengobrothers.com) del bassista cormonese Flavio Urbanizzache in passato ha prestato il suo leggendario groove a gruppi come Arbe Garbe e Pantan- e altri gruppi e ospiti ancora, più o meno a sorpresa. E in Palazzo Locatelli sempre a Cormons alle 20.30, nellambito della tradizionale Fieste da Viarte (fiestedaviarte.org) risuonerà anche la chitarra di Stefano Fedele, un altro nome che non ha bisogno di presentazioniuna specie di ritorno a casa per Stefano, che nel lontano 1986 suonò allex Cinema Italia con i mitici One Way Out, super gruppo blues dellepoca in cui è passata gente come Pit Ryan, Lucky Gherghetta e Claudio Cappelli (nota per i fans di Lucky: gira anche un recente CD-demo autoprodotto di Mr.Lucky & The Hot Stuff Band: Live At Bratovich Lounge).

Insomma, si preannunciatempo friulano permettendo- un 23 maggio alquanto particolare: fra laltro sarà lanniversario del primo colpo di fucile della Grande Guerra, sparato a Visinale dello Judrio dove sorgeva il confine fra Corno e Cormons, ovvero fra il Regno dItalia e lAustria-Ungheria del Kaiserfatti come questi spiegano in parte il misto di attrazione e conflittualità da sempre esistenti fra la gente di questi due piccoli borghi collinari, allora come oggi, e che rendono sempre viva e dinamica la musica dei Colli Orientali.

***

Due date udinesi anche per Barbara Errico, maestra di jazz & RnB (23 maggio-La Girada e 29 maggio-Caffè Caucigh assieme a Serafini): va assolutamente sentita anche in veste di vocalist dei Short Sleepers BB, ed è recente la sua esibizione a Milano con Strukelj, maestro pianista e arrangiatore. E nellambito di Udin&Jazz, si comincia il 29 giugno proprio con il Renato Strukelj Trio feat. M. Giammarco al sax (la sezione ritmica siamese del RST, ovvero Serafini-Colussi, è ormai fin troppo nota agli addetti ai lavori, che non finiscono di stupirsene) in Corte di Palazzo Morpurgo, in apertura a un mostro sacro del jazz mondiale come il contrabbassista Ron Carter, mentre martedì 30 giugno al Castello di Udine ci sarà una vera Blues Night con il trittico Jimi Barbiani Band - Bettina Schelker - Carl Verheyen Band: per la JBB sarà una specie di prologo per la prima parte del tour estivo, sette date che si dipaneranno fra Francia, Inghilterra e Austria (v. jimibarbianiband.com) e che rappresentano una conferma della caratura internazionale raggiunta dalla band dellex solista dei W.I.N.D.

Quanto alle news di casa-W.I.N.D., i numerosissimi fans e amici della band sono rimasti a dir poco basiti dallannuncio su web con cui il front-man Fabio Drusin ha lasciato la band, sancendone in pratica la fine. Già, sarebbe come vedere Pit che lascia i Mad Men Blues o Iggy Pop che lascia gli Stooges... detto con il rispetto dovuto a due fenomeni come il possente drummer triestino Silver e lesplosivo axeman Anthony Basso (che comunque prosegue la sua attività coi gruppi Mountain Shack e Crossfire; si deve anche segnalare la sua partecipazione come ospite al concerto benefico Light Of Day di Ashbury Park-New York, a cui ha partecipato il Boss in persona).

I gruppi, come le rose e le storie d'amore, durano finchè durano, ma la probabile scomparsa di un monumento vivente al rock-blues come i W.I.N.D. (seppure addolcita dalla prospettiva di future collaborazioni fra i suoi membri, data per certa) lascia un vuoto nel panorama regionale che sarà difficile, se non impossibile colmareè superfluo ricordare gli ottimi dischi della band -chi scrive è affezionato in particolare ai primi W.I.N.D. e GroovinTrip, immancabili in ogni discografia che si rispetti- e le centinaia di concerti tonanti tenuti in Italia e allestero, spesso a fianco di leggende viventi (B.B. King su tutti, R.I.P.). Non fa male ricordare che anni fa un critico musicale scrisse di non conoscere lesistenza di un power-trio migliore di questo, a livello mondiale sintendema i fans della band potrannoconsolarsialmeno per una sera, ovvero sabato 4 luglio in cui i W.I.N.D. saliranno ancora una volta sul palco dellhippy-festival di Brudstock (18° edizione, Vigonovo di Fontanafredda-PN), dove si presume che oltre ai loro noti cavalli di battaglia, verranno eseguiti anche pezzi nuovi tratti dal loro ottavo CD, già registrato ma al momento non ancora uscito.

News di chiusura: è uscito anche il CD Soul Man, latteso esordio discografico del cantante e autore friulano Luca Ronka (Ed. Hydra Music) che “…rappresenta il coronamento della carriera di un artista definito dalla stampa specializzataun Soul Man di lunga esperienza, un talento vero: il classico esempio divoce blackdallapelle white, con una capacità interpretativa intensa, fulminante e naturale”” (Ronka ha prestato la sua voce in passato a svariate band, come la Rhythm & Blues Band di Cividale e i seminali Red House di Barbiani e Serafini); il 26 luglio, gran finale a Spilimbergo-Folkest dove un altro pezzo da novanta del blues collinare come Loris Vescovo presenterà assieme al suo gruppo in formazione-tipo il CD-capolavoro Penisolâti che lanno scorso ha sbancato Sanremo (v. lorisvescovo.bandcamp.com)ci aspettiamo da Folkest anche qualche altra primizia blues allaltezza di quelle proposte in passato, come i grandiosi Hot Tuna di Kaukonen e Casady.

Quanto al Bluesclub, al momento facciamo nostre queste parole di Anthony Burgess:Penso che un dio sbagliato stia temporaneamente governando il mondo, e che il vero dio sia fuori dal gioco. Quindi sono un pessimista, ma ritengo che il mondo abbia molte consolazioni da offrire: amore, cibo, musica, limmensa varietà di razza e lingue, e poi la letteratura e il piacere della creazione artistica.

 
Udine&Jazz compie 25 anni
Scritto da Musicologi   
Giovedì 09 Aprile 2015 11:00



Mentre l’organizzazione di Udin&Jazz procede a grandi passi verso la presentazione ufficiale dell’intero festival (fissata per il 16 aprile) e raccoglie le prime entusiastiche adesioni ai concerti già annunciati (proseguono con ottimi numeri le prevendite per Hiromi, Caetano&Gil, Stefano Bollani e Chick Corea), il festival desidera segnalare, in anteprima, un’iniziativa particolarmente cara agli organizzatori.

Venerdì 12 giugno viene inaugurata alla Galleria Tina Modotti di Udine (ex Mercato del Pesce), una mostra con i migliori scatti dei 25 anni di festival, a sancire lo stretto legame tra comunicazione fotografica e musica.

La mostra è a cura di Luca d’Agostino (storico fotografo di Udin&Jazz) e propone i momenti più intensi dei 25 anni della kermesse, dai ritratti dei tanti personaggi ospitati a Udine,  alcuni ormai divenuti mitici, che il festival portò in regione quand’erano ancora pressoché sconosciuti, fino ai più intensi e curiosi momenti condivisi tra musica e backstage.

Per l'occasione verrà dato alle stampe un prestigioso catalogo che ripercorrà la storia prestigiosa del festival, attraverso le immagini delle stelle del jazz mondiale e nazionale intervenute nel corso degli anni sui palcoscenici friulani. Da Elvin Jones a Paul Bley, da Chick Corea a Joe Zawinul, da Michel Petrucciani a BB King, e moltissimi altri, colti in momenti ufficiali e non dall'obiettivo sapiente e curioso di Luca d'Agostino.


Questo è solo il primo dei molti eventi collaterali e celebrativi che l’edizione numero venticinque di Udin&Jazz si prepara a vivere e che, ricordiamo, ha come sottotitolo “Argento Vivo”; un simbolo per una ricorrenza importante, certo, ma anche un forte messaggio: la scena jazz in Friuli Venezia Giulia è più che mai viva e vitale!

 

 
I dieci grandi eventi 2014 di Azalea Promotion
Scritto da Giovanni Candussio   
Lunedì 29 Dicembre 2014 09:59


A pochi giorni dalla fine di questo 2014, l'Azalea Promotion tira le somme di un anno ancora di importanti eventi musicali in Friuli Venezia Giulia e ci riassume i 10 momenti più importanti:




1 - PEARL JAM, “EUROPEAN TOUR” – 22 GIUGNO, STADIO NEREO ROCCO, TRIESTE


A quattro anni di distanza dall'ultimo show da headliner i Pearl Jam, gruppo grunge e alternative rock riferimento della musica mondiale, sono tornati. La band ha fatto tappa a Trieste, Stadio Nereo Rocco, domenica 22 giugno per un unico concerto nel Nordest Italia e nellEuropa dellEst, parte dellEuropean Tour della band. Un evento che ha richiamato oltre 30 mila persone provenienti da tutta Italia e da gran parte dEuropa per uno degli appuntamenti musicali più attesti dellestate italiana e internazionale, entrato nella top ten dei concerti con maggiore incasso del primo semestre nellanno 2014. EddieVedder e compagni sono stati protagonisti di 3 ore di grande musica rock, in scaletta le canzoni dellultimo album Lightning Bolt e i tutti i più grandi successi di una delle band più influenti al mondo.




2 - LIGABUE, “MONDOVISIONE TOUR PICCOLE CITTÀ” – 4 APRILE, PALASPORT, LATISANA (UDINE)


Il Mondovisione Tour Piccole Città, grande trovata di Luciano Ligabue, ha fatto capolino al Palasport di Latisana lo scorso 4 aprile. Il rocker italiano ha scelto solamente 11 piccoli centri nella nostra penisola e location con massimo 2 mila spettatori, per regalare ai suoi fan della provincia lo spettacolo e latmosfera che si respirava nei suoi primissimi live, basati  su uno strettissimo contatto col pubblico. Per il Friuli Venezia Giulia lonore di ospitare Ligabue è andato a Latisana, che per 4 giorni è stata invasa dallentusiasmo dei fan. Particolare significativo è stata la modalità di vendita dei biglietti, avvenuta tre giorni prima del concerto in un truck appostato nella piazza del paese. In centinaia hanno sfidato la notte in attesa dellapertura del botteghino, già a metà è pomeriggio tutti i 2 mila tagliandi erano andati esauriti. Un evento significativo e difficilmente ripetibile che ha fatto sognare il piccolo centro di Latisana.




3 - MANU CHAO, “LA VENTURA” – 27 GIUGNO, BORGO GROTTA GIGANTE, SGONICO


Oltre 14 mila persone hanno gremito larea concerti di Borgo Grotta Gigante in comune di Sgonico domenica 27 giugno, in occasione del concerto di Manu Chao, uno dei maggiori esponenti della world music e artista molto impegnato socialmente. Amato e apprezzato in tutti i cinque continenti per la sua multiculturalità e la sua trasversalità, Manu Chao ha portato in Friuli Venezia Giulia lunica data nel Nord Italia del suo tourLa Ventura, una grande festa concerto che ha visto partecipare migliaia di fan da tutto il nostro paese e dallestero.




4 - LIGABUE, “MONDOVISIONE TOUR STADI” – 6 SETTEMBRE, STADIO NEREO ROCCO, TRIESTE


Sabato 6 settembre lo Stadio Nereo Rocco è stato teatro delMondovisione Tour Stadi, del grande Ligabue, rocker italiano fra i più amati di sempre.  IlMondovisione Tourha visto il grande ritorno del Liga nella sua dimensione più congeniale, quella degli stadi, a quattro anni di distanza dallultima tournée, in quello che si è confermando come un autentico rock show. Protagonista del grande spettacolo, oltre 15 mila gli spettatori, ovviamente la grande musica del Liga, artista capace di firmare album e canzoni diventate la colonna sonora della vita di milioni persone, dai suoi esordi fino ad oggi.




5 - PATTI SMITH, “THE (PATTI) SMITHS” – 5 DICEMBRE, TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE, UDINE


La sacerdotessa del rock, Patti Smith è stata protagonista venerdì 5 dicembre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine con il suo nuovo tour acusticoThe (Patti) Smith. Un concerto intenso ed emozionante, già esaurito in prevendita diverse settimane prima, che ha visto Patti coinvolgere il grande pubblico del Teatro Nuovo con le canzoni che hanno contribuito a segnare la storia della musica. Un patrimonio musicale, quello di Patti Smith, che lartista continua a mettere a disposizione del pubblico giovane, lo dimostra la sua partecipazione allincontroMusic for You(th), tenutosi al Liceo percoto di Udine proprio il mattino del concerto, appuntamento in cui lartista ha dialogato, interagito e suonato con gli studenti udinesi.




6 - 2CELLOS, “ITALIAN TOUR” - 15 DICEMBRE, TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE


Dal web al palco, non subisce arresti la straordinaria scalata al successo dei 2Cellos, le due rockstar del violoncello, uno dei nuovi veri fenomeni della scena musicale mondiale, che hanno concluso con uno strepitososold out in prevendita al Teatro Nuovo Giovanni da Udine il 15 dicembre, lItalian Tour. I 2Cellos sono Stjepan Hauser e Luka Sulic, duo sloveno-croato al quale si affianca sul palco per la seconda metà dello show anche il poderoso batterista rock Dušan Kranjc. Una serata trionfale quella di Udine, davanti a un pubblico scatenato che ha accompagnato gli artisti per tutta la durata dello show, che ha visto i 2 Cellos interpretare con uno stile unico musiche del repertorio classico unite ai più grandi successi della storia del pop e del rock, sempre e solo utilizzando il violoncello.




7 - FRANZ FERDINAND – 31 LUGLIO, CASTELLO DI UDINE


Il 31 luglio scorso la grande musica internazionale è tornata protagonista a Udine, quando sul colle del Castello è andato in scena il concerto dei Franz Ferdinand, band alternative rock scozzese fra le più amate dal pubblico mondiale. Oltre 3500 spettatori, moltissimi dei quali arrivati da fuori Regione e dalle vicine Austria, Slovenia e Croazia, sono accorsi per lunico live della band in tutto il Nordest Italia, nel quale hanno presentato i brani dellultimo fortunato albumRight Words, Right Thought Right Actionse tutti i successi che dal 2004 li vedono stabilmente in cima alle chart di tutto il mondo.





8 - SIMPLE MINDS, “THE GREATEST HITS TOUR” – 29 LUGLIO, ARENA ALPE ADRIA, LIGNANO SABBIADORO


Il The Greatest Hits Tourdei Simple Minds, gruppo cult degli anni80, capace di vendere oltre 60 milioni di dischi in carriera, è sbarcato allArena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro lo scorso 29 luglio. Oltre 2500 persone, per uno strepitoso tutto esaurito, hanno cantato e ballato le canzoni di Jim Kerr e compagni, che hanno reso la piovosa serata lignanese una delle più memorabili di tutto il 2014 in musica.





9 - NEGRAMARO, “UN AMORE COSÌ GRANDE” – 15 LUGLIO, PIAZZA GRANDE, PALMANOVA


Il suggestivo scenario della piazza Grande di Palmanova è stato il teatro del grande ritorno in regione dei Negramaro, band rock salentina che lo scorso 15 luglio ha fatto sognare la città stellata con il concerto parte deUn Amore così Grande Tour. Oltre due ore di live per Giuliano Sangiorgi e compagni, con una scaletta che ha incluso tutte le ultime hit e tutti i grandi successi di uno dei gruppi più amati dal pubblico italiano. Il concerto dei Negramaro a Palmanova si inseriva nella XVII edizione di Onde Mediterranee, tra i principali festival di cultura e spettacolo in ambito regionale.






10 - REMO ANZOVINO, “VIVO IN TOUR” – 10 AGOSTO, RIFUGIO GILBERTI, SELLA NEVEA (UD)


Il pianista compositore pordenonese Remo Anzovino è salito al Rifugio Gilberti (1.850 metri s.l.m.) a Sella Nevea per il quarto appuntamento del No Borders Music Festival, domenica 10 agosto. Un evento diventato sin dallannuncio un vero e proprio concerto evento, che ha richiamato sul Monte Canin un migliaio di persone che per un'ora e mezza sono stato avvolte in una aurea magica tra sensazioni primordiali e naturale fascinazione. Il concerto è stato un esperimento coraggioso, in una location non comune, per una

performance scandita da una scaletta insolita per Anzovino, studiata appositamente con i pezzi che più potessero trasmettere l'idea del volo, dello staccarsi del cuore verso il cielo che lo sovrasta.

 
Dicembre blues...to be continued...
Scritto da Blues Club 356   
Giovedì 18 Dicembre 2014 10:17

É ormai archiviata la scorpacciata di sabato 13/12, che ha visto il ritorno on stage del mitico Beppe Lentini coi suoi The Great Balls of Fire al Teatro Zanon di Udine e -In Taberna a Cormons- i Brick House di Peter Sammons con ospite ai drums la ‘rumorista’ Albertina Greco, abbinati al power trio di blues frippiano P.O.F., ovvero Max Felcaro (ex Darbar Mantra, chitarre trattate), Stiv Odorico (chitarrista dei Mad Men Blues, per l’occasione al basso) e Marco Padjàr, da sempre motore ritmico degli Arbe Garbe: uno dei più efficaci e originali progetti concretizzati durante le numerose jam sperimentali estive fra i Colli Orientali (Rozaleo, Osteria Al Giâl, Garden House), tipiche di una scena che anche dopo tanti anni non cessa mai di stupire e incuriosire.


Ma le novità in ballo fra dicembre e gennaio non sono poche, a partire da venerdì 19/12, con un Fabian Riz in solitaria live in Cormons –dopo alcune date nazionali assieme al travolgente Orko Trio di Pacorig, Giletti e Cuzziol- e la Jimmy Joe Band & Friends che presenterà il nuovo e splendido CD Frame al Rock Out di Trieste. Il 20/12 il Liberty di Udine ospiterà Walking Blues, una ‘storia del blues’ raccontata in chiave acustica attraverso i classici del repertorio blues, racconti, poesie ed aneddoti della storia afroamericana; oltre a Barbara Errico (voce) saranno della partita anche Andrea Castiglione e Stefano Trevisani-chitarre e Carlo De Bernardo-basso elettrico. Barbara Errico, fresca del CD Sentimentale dedicato al maestro Lelio Luttazzi, suo grande estimatore (il nuovo progetto su Luttazzi verrà presentato all’Auditorium di Pasian di Prato il 29/12) si è rivelata anche una esplosiva blues performer con la Short Sleepers Blues Band, che ha concluso la tradizionale rassegna blues al Mulinàr di Fagagna organizzata dall’Associazione Musicisti 3V: una edizione -svoltasi fra ottobre e novembre- con una partecipazione di pubblico che non si vedeva da tempo, e a dir poco memorabile come livello tecnico e furore emotivo. Protagonisti della rassegna sono stati il nuovo quartetto jazz-blues di Flavio Paludetti, gli Off Limits di Fabio Ulliana, Enrico Crivellaro Band, Miss Eliana, Jimi Barbiani Band e la SSBB. Nomi che ormai sono divenuti familiari nelle cronache blues di Musicologi… Eliana sarà impegnata con la Pinkarmada il 19/12 al Moby Dick di Fiumicello e con le Living Dolls il 25/12 alla Corte del Becco Fino di Manzano (tutte le date su misseliana.com): per lei si prospetta un 2015 impegnativo, visto che dopo il nuovo CD prodotto dall’etichetta tedesca Ruf Records affronterà un estenuante tour di oltre 70 date fra Nord Europa e USA! Un altro tour estivo sarà quello fra Olanda e U.K. della JBB (il 21/12 in concerto-aperitivo al Bar Da Ugo a Buia).


Una doverosa segnalazione va fatta anche per il ricco programma della RoadHouse Blu’s di San Vito di Fagagna, fra cui spiccano Blues Factory (20/12), Barbara Errico&SSBB (10/1), J.Barbiani Band (24/1) e Beppe Lentini (30/1). Una data anche per la Paolo Mizzau Dr. Love Band sabato 27/12 da Boobies-The Gateaway, rinomato ritrovo di bluesofili ad Aviano; la band ha pubblicato nel 2014 il nuovo disco New Crash (composto e coprodotto da Mizzau e dal chitarrista Matteo Titotto, v. paolomizzauband.com) ottimamente recensito dalla stampa specializzata, anche oltreoceano. Nella D.L.B. milita anche Simone Serafini, che ha partecipato alla storica serata del 6 dicembre al teatro Ariston di Sanremo al fianco di Loris Vescovo, vincitore del Premio Tenco-categoria “album in dialetto” col capolavoro Penisolati: è tutto da sentire il blues rarefatto di Aghe e Asêt (oltre a Leo Virgili, nella band di Loris –che ha ricevuto calorosi complimenti dal monumento vivente David Crosby, anche lui ospite del Tenco- troviamo anche Mark Harris, ex Napoli Centrale e collaboratore di Fabrizio De Andrè). Un trio che invece centellina (fin troppo) le esibizioni è Straulino-Fedele-Vescovo, che peraltro il 25/11 è stato ospitato come headliner alla rassegna Folkstudio Happening presso l’Asino che Vola di Roma. É curioso il fatto che tutti e tre siano freschi di CD; Loris con il citato Penisolati, Lino con Bar Italia e Stefano Fedele con Amôr… mentre i fans del trio –che ha esordito giusto dieci anni fa al leggendario Yesterday’s Pub di Spessa- stanno ancora aspettando un nuovo lavoro di SFV, dopo l’omonimo CD uscito nel 2008 ed elogiato da riviste come il Mucchio (una data per Lino anche giovedì 18/12 al Tilly’s Pub di Tolmezzo).

Si prospetta un weekend intenso anche per i W.I.N.D., impegnati in quattro date fra Torino e Aosta (18-21 dicembre) dove verranno rodati anche i pezzi del nuovo disco –il settimo- in uscita nel 2015 (v. l’intervista su: enzocurelli.blogspot.it). I W.I.N.D. hanno suonato anche il 28/11 al Sacco&Vanzetti (Concordia Sagittaria-VE) con la voce narrante di Mauro Zambellini, storica firma del famoso mensile rock Buscadero. Notevolissima la recensione di Zambellini sul libro Blues dei Colli del Blues Club 356, pubblicata sulle pagine del Busca di novembre, che ha suscitato l’attenzione sulla scena blues friulana da parte di nomi storici -Treves, Federighi, Grandi- e di numerosi bluesofili sparsi fra le Alpi e la Sicilia; il libro è al momento esaurito, ma una edizione aggiornata vedrà probabilmente la luce –a richiesta- entro la fine del 2015.


Fra le ulteriori blues news, troviamo un gruppo di recente formazione (i Blue Cash, R’n’R’ unplugged), un altro ancora in gestazione (cui stanno lavorando giovani talenti come il chitarrista Simone Gambacurta e l’armonicista Michele Codu MadBlues Codutti), un demo appena registrato (quello dei Diablues di Manu Casarotti), iniziative varie (Storia del Blues, concerto di quattro giovani musicisti dell’Istituto Vivaldi di Monfalcone del 2/12), l’inarrestabile produzione discografica e letteraria di Claudio Cojaniz (il CD Stride verrà presentato il 19/12 al club Carso in Corso di Monfalcone), il progetto acustico solista di Anthony Basso in omaggio agli eroi del Rock, oltre alle varie idee che serpeggiano in casa Mad Men Blues… come direbbero i CCR: Who’ll stop the (blues) rain?

 

 

 
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