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Metal si, metal no
Scritto da Alberto   
Lunedì 10 Dicembre 2007 01:00
Cari Visitors di Musicologi.com, voglio innanzitutto ringraziare la redazione per l’onore che mi concede dandomi la possibilità di scrivere questo editoriale e al Ruzin che mi ha proposto l’idea. Una breve presentazione è d’obbligo. Mi chiamo Alberto “albi” Zannier e sono il “cantante” degli Slowmotion Apocalypse. Band che molti di voi non conosceranno, e tanto per chiarire, vi dico che suoniamo tamarri e fieri il caro metal estremo. Siete ancora lì? Ok... A quanto pare, da un paio d’anni a questa parte, il fermento metal in Friuli Venezia Giulia continua a crescere di giorno in giorno. Gruppi come Elvenking, Raintime, Revoltons, The Secret e i miei stessi Slowmotion Apocalypse, sono riusciti ad ottenere contratti discografici con etichette nazionali ed internazionali, hanno suonato in tutta l’Europa, in alcuni dei festival più prestigiosi a livello internazionale e stanno facendo da apripista ad un seguito di altre band che stanno spuntando come funghi. Gli ultimi a farsi notare sono stati gli udinesi Rumors Of Gehenna, che con un solo demo all’attivo sono riusciti a balzare agli onori della stampa nazionale di settore e ormai anche fuori regione si comincia a parlare di una vera e propria scena metal friulana. Degna del nostro plauso è la stampa locale che sta dando un amplissimo supporto ai gruppi ed alle varie iniziative. Solo nell’ultimo anno sono sorti ben tre festivals – Gods Of Halloween, Friûl In Metal, ed il recentissimo Death Crusade Festival – che hanno radunato centinaia di persone e si stanno trasformando in appuntamenti annuali attesissimi. Nomi come Testament e Sick Of It All non si sentivano da queste parti da parecchi anni, e si tenga presente che quella dei primi, lo scorso mese di luglio, è stata l’unica data in Italia. Insomma, le carte per parlare di un vero e proprio fenomeno in regione ci sono tutte. Com’è noto ai più, la cultura metal da sempre deve fare i conti con i pregiudizi di chi non ne apprezza suono ed immagine e soprattutto il fatto che l’intero movimento si sia sempre caratterizzato per una spiccata attitudine alla critica sociale e non solo. Una piaga per alcuni insomma, ed allo stesso tempo, una passione per altri, quando non addirittura una vera e propria occasione di realizzazione. Non si spaventino le mamme se i loro figlioli vogliono farsi crescere i capelli, vestirsi di nero e teschi e cominciano a manifestare uno strano tic che gli fa sbattere la testa su e giù mentre ascoltano della “musica” assordante. Recentemente, uno studio dell’università di Warwick nel Regno Unito ha dimostrato come tra gli appassionati di musica estrema ci siano gli studenti con il miglior rendimento. La ragione di questa peculiarità è stata identificata nella spiccata sensibilità degli stessi. Proprio per soddisfare l’esigenza di guardare oltre la superficialità del vivere contemporaneo, essi si avvicinano ad un genere antagonista che per sua natura è spesso diventato il veicolo di diffusione d’idee e messaggi tra i più eterogenei. Una pluralità di voci che ha contribuito alla longevità del genere, ormai trentennale, che ad oggi raggruppa una varietà di sottogeneri e scuole di pensiero tale da trascinare l’intero movimento fuori dai luoghi comuni – violenza, satanismo e affini - che in passato ne hanno contribuito alla stigmatizzazione. Il metal oggi, in Friuli in modo particolare, è un’autentica cultura che sta facendo emergere diversi talenti, specie a livello giovanile, e si rivela tutt’altro che controproducente. Lato ancor più apprezzabile del fenomeno in regione è la massiccia presenza femminile, in un contesto che spesso è stato di dominio maschile. Il pubblico medio è ancora composto per la maggior parte di truci maschioni, ma chi è stato ad un concerto metal in Friuli negli ultimi tempi si è certamente reso conto che di ragazze ce ne sono molte di più di quante eravamo abituati a vederne. E sono pure scatenate! Fin qui tutto fila liscio, ma come in tutte le favole ci sono anche i “
 

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