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PordeNoia, dalla città del Noncello un festival contro l'immobilismo culturale
Scritto da Max Lewis - Massimo Battisti - Daniele Damiati   
Venerdì 07 Settembre 2012 16:35


L’attuale congiuntura economica in cui versa il nostro Paese sta velocemente erodendo tutte le categorie economiche e il tessuto sociale/culturale di noi tutti.

 Purtroppo in questa situazione economicamente e moralmente “nefasta”, non possiamo fare a meno di notare che alcune amministrazioni invece di agevolare i mercati locali, stanno applicando congiuntamente e senza alcuna apparente logica, una politica vessatoria, scellerata e proibizionista nei confronti delle categorie che si occupano dell’intrattenimento musicale e dell’organizzazione di eventi giovanili, iniziando dai bar ai Festival musicali.

 L’attenzione smodata e congiunta dei vigili, delle forze dell’ordine e la loro imbarazzante applicazione di regolamenti “preistorici” nei confronti delle sopracitate categorie sta lentamente disintegrando un intero settore economico, e sta facendo arretrare la nostra città – Pordenone – di almeno 30 anni al cospetto di altre realtà Italiane ed Estere.

 Questo è un comunicato congiunto di Promoter, titolari di Bar , imprenditori dello Spettacolo che chiedono semplicemente di potere svolgere il loro lavoro nel pieno rispetto delle regole, contribuendo economicamente e anche socialmente allo sviluppo della città in cui operiamo: Pordenone.

 Purtroppo questo non è attualmente possibile, in quanto regolamenti ai confini della realtà (riferiti ai fatti riportati sulla stampa il mese scorso con l’intervento dell’attuale Sindaco, e alle attenzioni imbarazzanti ricevute dalle forze dell’ordine nei confronti di determinate manifestazioni musicali), ci impediscono di poter LAVORARE, e in certi casi intimidiscono addirittura i giovani a uscire di casa per poter raggiungere una determinata location e assistere ad un concerto.

 Pordenone purtroppo non è nuova a questo genere di situazioni e ha la memoria corta:

nel 2001 con l’amministrazione Pasini nasce l’occupazione pacifica dell’Ex Cerit e dopo i primi mesi euforici di programmazione musicale e “libera” lo stesso progetto è caduto nella mani di una politica programmatica che ne ha decretato la morte.

 La stessa politica ha voluto la nascita del Deposito Giordani, esperimento lodevole e contenitore interessante ma che a nostro avviso non ha centrato l’obiettivo di creare un punto di ritrovo sociale per giovani, incapace di creare “rete” la consideriamo una location autoreferenziale ad appannaggio di una certa fetta della “cultura” Pordenonese.

 Nel 2010 viene tentato l’esperimento di trasferire una delle manifestazioni di rilievo del territorio (Il SummerEnd Dolomiti Live Festival) proprio in Fiera a Pordenone: senza alcuna spiegazione fornita dalla precedente amministrazione, viene elevato un muro di silenzio di fronte ad una richiesta del genere.

 Ora nel 2012 la giunta cittadina vuole dotare i locali del centro storico di cuffie in stile “silent disco” come succede in altre realtà italiane o estere: a tutte queste “baggianate noi vogliamo dire BASTA!

 Pordenone non ha bisogno di ulteriori spazi, non ha bisogno di cuffie tecnologiche, questa città ha bisogno che i proprio commercianti siano in grado di poter lavorare nel pieno rispetto delle regole come è sempre stato richiesto di fare.

 Da questo lungo presupposto nasce il Festival musicale PORDENOIA, ovvero una giornata di protesta pacifica che vuole usare la musica per veicolare la propria frustrazione nei confronti di una situazione divenuta oramai ingestibile, al limite della sopportazione per molti professionisti del settore.

 Speriamo con questa azione – pacifica – di poter smuovere le acque, prima che queste diventino melma da cui nessuno potrà più muoversi.

 

La data e la locazione della manifestazione non verrà pubblicizzata se non a pochi giorni dall’evento.

 

 

 

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