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Foo Fighters a Villa Manin, il grande evento rock
Recensione Concerto
Scritto da Piero   
Martedì 14 Agosto 2012 09:31

E alla fine siamo arrivati al grande evento dell'estate: i Foo Fighters a Villa Manin di Passariano (UD). Attesi da mesi per la unica data italiana, la band americana ha richiamato migliaia di fans da tutto il nordest e anche da fuori regione desiderosi di sentire da vicino il suono alternative che ha segnato la storia del rock 'n' roll del dopo Seattle degli ultimi vent'anni. Una serata, quella di ieri sera, in nome del suono nuovo che si è fatto avanti alla metà degli anni '80, in seguito diventato davvero trendy: lo dice Bob Mould, che nella sua ora di spettacolo ci ha riportato agli accordi distorti dei leggendari Husker Du, dei quali ha ripreso anche diversi pezzi verso la fine del concerto e ha perfino diviso il palco con Grohl & Co. Quasi un passaggio di consegne per l'ex batterista dei Nirvana con alle spalle un passato negli Scream quando l'hardcore in America era ancora un genere underground. Già Dave Grohl ci ha stupito fin da subito con il suo tocco magico nelle pelli di Nevermind o In Utero, ma anche successivamente quando, dopo aver affrontato la drammatica scomparsa di Cobain e la fine di una delle più grandi band che la storia del rock ricordi, riuscì a ripartire dalle sue canzoni mettendo in piedi un altro grande gruppo, i Foo Fighters. Tanti anni sono trascorsi dal primo omonimo disco che si registrò da solo, ma in mezzo oltre agli infiniti dischi venduti dai Foo ci sono anche tante altre grandi collaborazioni, dai Queens of the Stones Age ai Killing Joke. E il Dave Grohl di Villa Manin è davvero forte: spontaneo, scalmanato, a volte anche chiacchierone ma davvero spettacolare da vedere. Il sound non gli porta molta fortuna con la voce che durante l'evento non si sente sempre bene, ma il resto, le chitarre jingle jungle distorte, la sezione ritmica che cavalca, tutto quanto ha un tiro incredibile. Quando grida arrabbiato, come fa sulle onde veloci di White Limo, Grohl ha una carica incredibile, è un tutt'uno con la sua chitarra blu che sferraglia correndo da ogni parte del palco. L'immenso comincia a saltare quando sente il riff di All my life, davvero un marchio di qualità le chitarre dei Foo: My hero ce la fanno cantare quasi tutta a noi e anche Learn to fly è un altro gran momento. Il suono della band americana è davvero efficace, immediata, ragnatele di arpeggi distorte contrapposti a riff serrati, una sintesi che mette insieme l'hard rock dei '70 (e durante la serata ci fanno addirittura un richiama sabbatthiano) con il suono indie rock del decennio successivo, e una forte propensione verso le melodie pop: quanti ricordi a sentire l'ariosità di This is a call, oppure Monkeywrench e poi buttarsi nella recente Arlandria per sentire un sound che ha già tracciato un solco preciso nella storia del rock. Certamente, i Foo Fighters, accanto a grandi nomi quali Pearl Jam e Green Day sono il grande rock di oggi, quello lasciatoci dalla primavera grunge nei primi anni '90: loro sono fra quelli che sono rimasti perdendosi in pochi scandali e producendo sempre buona musica e tanta energia. E poi quando suonano sono ancora immediati, freschi, come fossero nati ieri. Di certo il pre-ferragosto nordestino è partito nel migliore dei modi.

 

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