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Tyler, il demon of screamin' a Trieste
Recensione Concerto
Scritto da Edoardo Bortolotti   
Venerdì 20 Luglio 2018 13:24




È la sera del 18 luglio 2018, quando nella splendida cornice di piazza unità d'Italia a Trieste, c'è fermento: questa sera c'è Steven Tyler. Ma andiamo per ordine.

Ad aprire il concerto ci sono le Sisterhood Band, duo country stile Nashville composto da Ruby Stewart  e Alyssa Bonagura. Sì, se il cognome di Ruby ha fatto partire qualche voce nella vostra testa, quella voce vi sta dicendo la cosa giusta: è proprio la figlia di Rod Stewart. Dal padre non ha ereditato solo il cognome ma anche l'amore per la musica ed il talento. Le due giovani artiste, con il loro entusiasmo e le loro note, accompagnano il pubblico in un'America fatta di cappelli da cowboy, giubbotti con frange e tanto buon country. Lo spettacolo non dura molto (forse qualche pezzo in più non avrebbe stonato) ma sono fresche, effervescenti, cantano bene ed il pubblico apprezza.


Finito il loro spettacolo è l'ora del grande atteso, ma delle volte capita che per i grandi ci sia anche un’altrettanto grande attesa e così è stato. Steven sale sul palco con 45 minuti di ritardo ma in meno di 45 secondi il pubblico lo ha già perdonato. La sua voce è piena, graffiante, rauca, sensuale e potente al tempo stesso. Ma come fa un uomo di 70 anni, con una vita alle spalle che si può immaginare, non esattamente da boyscout, a cantare così? Penso sia quello che hanno pensato la maggior parte delle persone presenti in piazza. Dopo poco ti arrendi, smetti di farti le domande e ti godi lo spettacolo

 

La scaletta è eterogenea ed equilibrata, con canzoni del nuovo album, cover e grandi classici degli Aerosmith. Le cover sono dedicate a mostri sacri come  "the Beatles", "Led Zeppelin" e "Janis Joplin" interpretati da Steven con quel 30% di rock in più che convince decisamente il pubblico e, se fossero ancora tutti vivi, probabilmente anche gli autori. Le canzoni del nuovo album non sono state molto numerose ( "love is your name" o "my own worst enemy" ) ma hanno convinto fino in fondo. Non sono mancati infine i grandi classici degli Aerosmith come “Walk this Way”, "Dream on", “Sweet Emotion” , “Cryn' " e compagnia bella. Nel mezzo delle canzoni, vari siparietti, qualche parola in italiano, qualche parola  in triestino, una torta di compleanno per la bella fidanzata trentenne costretta a salire sul palco per gli auguri. Il clima è piacevole, semplice e cordiale, da festa di paese, ma, nonostante, per questioni di capienza, il pubblico non sia numerosissimo, la qualità della prestazione è di quelle da super concerto.

Una menzione particolare va fatta anche alla Loving Mary Band, che ha accompagnato perfettamente l'ex frontman degli Aerosmith. Musicisti di gran talento e capacità, giovani che si divertono a stare sul palco e suonare.


Le impressioni che restano a fine concerto ,durato non eccessivamente (un ora e venti), sono decisamente positive. Il vecchio “demon of screamin'” è ancora lui, ha ancora tutta la sua carica, si diverte e fa divertire. La ricetta funziona ancora: voce impressionante, linguaggio del corpo tra l'assurdo e il pornografico, empatia con la band e col pubblico.

 

 

Commenti  

 
0 #1 KevinJuicy 2018-08-01 07:12
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