LOGIN

Iscriviti per inserire eventi, foto, video



Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Giovanni Allevi@Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Recensione Concerto
Scritto da Alessandro Tammelleo   
Giovedì 11 Aprile 2019 09:17

Ore 21.00 si vede entrare un personaggio in jeans, t-shirt e scarpe “Converse all star”, con un “cesto” di capelli arricciati...è lui, il mitico Giovanni Allevi. Mitico perchè ha saputo dare una chiave di lettura nuova alla musica classica, ha saputo trovare un linguaggio moderno, ascoltabile da tutti. Cinquant'anni compiuti da un giorno e la voglia, in questo concerto, di riscoprire assieme al pubblico del Giovanni da Udine le sue origini da studente di conservatorio, dove, come dice lui, si era bombardati di sola musica classica.


Ecco quindi che la serata si apre con la sonata K545 di W.A. Mozart, apice del talentismo di Allevi espresso a soli 10 anni. A nostro avviso un'esecuzione di essa non perfetta, almeno non con la pulizia che la musica di Mozart richiede, probabilmente imbevuta del percorso che l'artista ha fatto in seguito. Non a caso a seguire ci esegue alcuni spezzoni tratti da uno dei pezzi di sua grande ispirazione: “Concerto di Kyoto” di Keith Jarrett e lì l'esecuzione è sublime, proprio perchè si avvicina all'animo compositivo alleviano, come anche i ritmi latino-americani di Juan Johan sono sincopati con il giusto ritmo.

Termina la prima parte del concerto con J.S.Bach (Preludio alla Suite n°1 per violoncello rivisitata in chiave pianistica da Allevi stesso) quasi a chiudere il cerchio sulla sua formazione musicale, ormai superata da diversi anni.

Ecco quindi che vediamo entrare una selezione (fatta dal pianista stesso, oltre che per talento dei professori d'orchestra anche, come dice lui, per l'estro e la pazzia interiore degli stessi) dell'orchestra sinfonica italiana.


Il primo brano che suonano insieme è “Flowers (for you)” e subito si intuisce lo scopo di avere un'orchestra ad archi affianco al suo pianoforte: sottolineare, intrecciare e “baciare” le melodie alleviane, toccandole con sublime mano musicale.

L'orchestra si dimostra sempre all'altezza senza mai coprire ed invadere la libertà pianistica che il pubblico vuole sentire, fino ai pezzi più conosciuti di Allevi, come “Back to life” e “Prendimi”.

Ogni brano è presentato dal pianista stesso con il suo solito estro, in modo stravagante e spensierato, ma nello stesso tempo facendo toccare al pubblico le corde della sua profonda anima, come quando ha raccontato della perdita della retina dell'occhio durante un concerto in Giappone, in cui, nonostante la gravità della cosa, ha voluto andare avanti fino alla fine, perchè la musica è ciò che gli da “vita”.


Come bis “Aria per respirare” e il “Te Deum” di Marc-Antoine Charpentier rivisitato da Giovanni Allevi sia in chiave musicale e sia in chiave coreografica con musicisti che si muovono, ballano, scherzano e dettano alla nostra epoca un nuovo modo di ascoltare musica classica, che può piacere o meno.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti alla newsletter


Direttore responsabile: Piero Cargnelutti - Caporedattore: Piero Cargnelutti - Registrazione del Tribunale di Tolmezzo n. 141 dell'8/4/2003
Webmaster Lorenzo Tempesti | Grafica Francesca Luzzi
La redazione declina ogni responsabilità riguardo a errori o imprecisioni nelle informazioni riportate.
(C) 2000-2012 Associazione Musicologi c.f. e p.iva 02177400302 - Inviate le vostre segnalazioni a info@musicologi.com