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Il ritorno di Mister Rossi
Recensioni
Scritto da Igor   
Lunedì 16 Maggio 2011 11:47

Aldo Rossi   La vite e La Muart (Autoproduzione, 2011)

A qualche anno di distanza dal precedente Furlan, torna il l’Aldo conterraneo più famoso e lo fa con un doppio cd, intitolato La vite e La muart e quindi di pari passo con il titolo, suddiviso in due parti, la Vite (composto da inediti) e la Muart (formato da inediti e qualche pezzo già conosciuto). Inutile aggiungere che l’inconfondibile stile dell’aldo nostrano si riconosce subito, anche se in quest’opera, a dir la verità, mette da parte l’ironia dei precedenti lavori per lasciare il campo a riflessioni e ricordi, forse per alcune vicissitudini personali .

La Vite

Nel primo cd Aldo ci dà il benvenuto in questo suo personalissimo viaggio con la bellissima Il gjaul (primo singolo estratto, irriverente al punto giusto ma con un testo che possiede un fondo di verità, e forse per questo, censurato alla radio dalla Curia locale) e la energica Hasta companero dedicata alle riflessioni in seguito alle stragi del sabato sera. Rieccheggiano di spiritualità Rampini (splendida metafora sulla vita durante una arrampicata) preiere di Nadal (una poesia musicata da aldo di pre Toni Bellina) la nostalgica None, e la cover di Balade dal pizighet, dei mitici e mai dimenticati mitili FLK.

Ma la vera perla della prima parte del disco a mio modesto parere è Jo i mur, (fantastica, a parer mio) che altri non è che un'altra cover (di lady gaga!!) che incarna perfettamente lo spirito del disco e l’odierna visione della vita del cantante, con una riflessione dura e malinconica sul moderno vivere.

La Muart

Nella seconda parte del disco, intitolata la muart, aldo riprende alcune vecchie canzoni come A la su e la me rosse, e una delle mie preferite, Cjalde che sere, dedicata al terremoto frulano del 1976, rimasterizzandola. Ma anche in questa sezione splendono alcune gemme come Placute Salon, e la cover di La so puema, vecchio brano di Giorgio Ferigo. Ma sono senz’altro degne di nota la breve ma intensa Di un pari, dedicata a Beppino Englaro la energica e rockeggiante Si podes, e la conclusiva – che forse rappresenta il perno su cui gira l’intero disco – Grant, dedicata alla madre.

La maggior parte di queste canzoni è composta da sola voce e chitarra e il resto con pochi altri accompagnamenti musicali, e in fondo sono le riflessioni di tutti i giorni ma attraverso gli occhi, le orecchie e le parole di un friulano, e dici niente a noi, che non sempre riusciamo a esprimere quello che pensiamo, per via del nostro carattere, chiuso e taciturno. Ma queste canzoni hanno la terribile funzione di scavare, scavare ascolto dopo ascolto per riuscire a toccare gli stessi medesimi pensieri che noi tutti coviamo dentro.

Aldo ha le sue radici nella canzone popolare anche se non è riconducibile ai vari Lino Straulino o Giorgio Ferigo, ma strizza l’occhio anche alla musica odierna, plasmandola e adattandola alla ai suoi testi, pur non essendo legato alla disperata ricerca del ritornello facile. Un po’ Capossela, un po’ Caparezza, un po’ Byrne, aldo non tradisce mai il suo stile e le sue canzoni in fondo sono lo specchio del vivere di di questo frenetico nuovo millennio e delle sue contraddizioni, ma anche delle sue gioie e mi viene da pensare alla canzone ce biel, che conclude il primo disco. Certo, per me Mior curte, il primo disco resta una gemma moderna in una mare di tradizionalità esasperata ma senz’altro questa è l’opera migliore di Aldo.

Trovo riduttivo dire a coloro che leggono questa recensione di procurarsi il disco per ascoltare almeno il Gjaul, che rischia di diventare famosa più per la sua censura che per il resto, ma provate a chiedere loro e a voi stessi – come ho fatto io, tra l’altro - di ascoltarlo e di pensare per un attimo, se queste considerazioni non abitano anche al vostro interno. Provateci.

Cd La vite Tracklist: #1 Il gjiaul - #2 Hasta companero - #3 Jo mûr - #4 Rampini - #5 None - #6 Preiere di Nadâl - #7 La balade dal pizighet - #8 La fine del mondo - #9 21 gr - #10 Ce biel

Cd La muart Tracklist: #1 Ben vistide e petenade - #2 La me rosse - #3 Plaçute Salon - #4 A là su - #5 La so puema - #6 Di un pari - #7 Cjalde che sere (il 6 di mai)- #8 Si podès - #9 Masse fazil - #10 Grant (a me mari)

 

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