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News
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Scritto da Lorenzo
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Venerdì 31 Ottobre 2003 00:00 |
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Serata speciale domani sera, 1 novembre 2003, a Priuso, una frazione di Socchieve(UD). Ritorna infatti l'Associazione Culturale Ovarock, nota per il festival che, purtroppo, da un anno ha chiuso i battenti. Ma bando alle tristezze perché sul palco ci saranno ben tre gruppi musicali, compresi gli inglesi Ray-on, che molti ricorderanno per la loro presenza all'ultima edizione del Festival (a Prato Carnico, per capirci).Ma in questo mini-Ovarock c'è anche spazio per i THC, gruppo streetpunk da Monfalcone, nonché per Renzo Stefanutti, cantautore friulano da sempre amico e sostenitore di Ovarock.Il concerto si terrà presso il Dancing Priuso, uno dei pochi locali in provincia che sia in grado di accogliere un buon numero di persone per uno spettacolo musicale.Ah... mi chiederete: dov'è Priuso? A pochi km dalla SS52 lungo la strada che porta al passo di Monte Rest, che si prende poco dopo Villa Santina, sulla sinistra arrivando da Tolmezzo/Udine. Alla fin fine meno lontano di quello che si potrebbe immaginare.Ci vediamo là!
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Recensione Disco
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Scritto da Federico
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Martedì 28 Ottobre 2003 00:00 |
On/Off-Autoproduzione, 2003Freschi trionfatori di “RemanzaccoRock”, i “The Kronik” compaiono su queste colonne sulla scia della cristallina bellezza di On/off, cimento discografico che racchiude tutto il talento e la personalità che hanno indotto la giuria della kermesse remanzacchese a decretarli vincitori. On/off è pervaso dall’inebriante profumo di dieci scintillanti fiori i cui petali brillano di un pop elegante e raffinato, striato da accattivanti stilemi rock. I brani scorrono con un ammiccante incedere stillando fresca e spumeggiante creatività che trabocca nel languido pulsare di Strana sensazione, nell’onirico lirismo (magistralemnte declamato dalla splendida voce di Ingrid) di Ossigeno, nello scoppiettante fascino di My melody (il geniale cambio di ritmo e il ritornello finale lo proiettano come autentico potenziale hit) e nell’intrigante intreccio vocale della funkeggiante Suona dentro me. Certamente un ottimo disco, questo On/off, una terapeutica boccata di ossigeno dispensata da una band destinata a conquistare parecchi ascoltatori… non resta quindi che, respirare a pieni polmoni.Tracklist: #1 Strana sensazione #2 I feel love #3 Ossigeno #4 Stanza #5 Intenso volo #6 Game over #7 La sposa #8 My melody #9 Suona dentro di me #1) Le ciliegie più acerbe.
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News
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Scritto da Igor
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Sabato 25 Ottobre 2003 00:00 |
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E’ giunto alla seconda edizione, il concorso per giovani bands reggae italiane,che tramite una giuria di esperti premierà i 3 migliori gruppi, facendoli poiesibire sul palco principale del Rototom Sunsplash.Quest’anno però il concorso presenta 2 novità:1. Tutti i gruppi che si iscriveranno saranno chiamati ad esibirsi dal vivonel corso della prossima primavera in alcuni locali (attualmente in fase didefinizione): 1 al Nord, 1 al Centro e 1 nel Sud Italia.2. Le bands vincitrici, oltre a partecipare al prossimo Rototom Sunsplash,saranno ospiti negli studi di Radio Popolare Network per uno specialepromozionale, della durata di 15/20 minuti, in onda su tutto il territorionazionale.Il bando del contest inizia in questi giorni e termina il 15 Dicembre.Info: il regolamento e modalità d’iscrizione li trovate sulsitowww.rototomsunsplash.com , e per ulteriori informazioni chiamate Rasta Snoballo 339/3183268.
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Recensione Concerto
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Scritto da Igor
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Giovedì 23 Ottobre 2003 00:00 |
Lestizza, 11/10/2003-PolverfestTu chiamalo, se vuoi, Rock, magari intriso di un po’ di Grunge e Punk, come nel caso degli Estra, ma meglio ancora se di razza tipicamente Stoner, come con i T.H.U.M.B. che hanno il compito di scaldare i (pochi) presenti, giunti a quest’ultima edizione del PolverFest, a Lestizza. E, infatti, il trio trevigiano dimostra subito di saperci fare, con melodie frenetiche che Luca (chitarra e voce) e Bokal (basso e voce) “sparano” sul pubblico, adeguatamente sostenute dalla potentissima (nonché biondissima) batterista Liz. Davvero bravi, faranno strada!! Alle 11: 15, entrano sul palco gli altri compaesani, gli Estra. Forti della recente pubblicazione del live “A conficcarsi in carne d’amore”, il quartetto inizia subito con un “tridente” efficace, con Dai recinti, Minimo e Perché, cui seguiranno, poi, il singolo GioiaNoia e Che vi Piaccia o No. Molto essenziali come formazione e canzone-tipo, ma mai banali, questi Estra, band forse tra le più sottovalutate nel panorama musicale italiano, guidati dalla voce (e chitarra) del leader Giulio “Estremo” Casale, - una sorta di strano ibrido fra Eddie Vedder e Jeff Buckley - che magari se la tira un po’sul palco, ma che è capace di regalarci melodie molto efficaci, sapientemente cucite su di lui dal chitarrista Abe Salvadori, ed uniformate dal lavoro del bassista Eddy Bassan e dal batterista Nicola Ghedin. Melodie molto efficaci, dicevamo, ed eccone la prova in canzoni come Miele e L’angelo non previsto, ma anche in Sei così semplice, cover di The Passenger di Iggy Pop. E se mentre alcune canzoni rivelano il lato più decisamente pesante e diretto del gruppo vedi le varie Diversa e Perversa, Broken Down, Alterazione e Soffochi - altre, come Signor Jones, Hanabel e la tenebrosa Sacrale, ne rivelano quello più squisitamente riflessivo. Finale con L’uomo coi tagli, con lo stesso Giulio, che, accantonata momentaneamente la Fender, ha dato vita uno spettacolo davvero molto coinvolgente. Piccola pausa, poi di nuovo sul palco per un piccolo bis: ecco allora Sick’n’tired, la tanto attesa ed osannata Vieni (eseguita in modo davvero splendido) e Tecnica di rilassamento concludono il concerto.Davvero emozionante, con un unico neo, però: la scarsa affluenza di pubblico, ma alla quale i due gruppi hanno risposto degnamente, senza parsimonia di forze; a noi non resta che aspettare la prossima edizione del Polverfest, agli Estra ed ai T.H.U.M.B., invece, l’augurio di tornare a trovarci il più presto possibile.
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Scritto da Piero
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Mercoledì 22 Ottobre 2003 00:00 |
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Un libro per raccontare Radio Onde Furlane? Non ci crederete ma è proprio così: venerdì 24 Ottobre, al centro civico di Mortegliano, e in occasione dei festeggiamenti del Cormôr Salvadi, Max Mauro, ex giornalista del Nuovo Friuli, presenterà “Un Friûl difarent: i 90 Mhz di Onde Furlane”, il libro che racconta la storia della leggendaria antenna udinese nata all’inizio degli anni ’80. In sé, il fatto è un piccolo evento anche per il Friuli che suona: Radio Onde Furlane ha accolto negli ultimi 20 anni moltissima gente che è riuscita a farsi un piccolo nome in regione per la musica in marilenghe. Dai Mitili FLK fino ad arrivare al presente con i Kosovni Odpadki, passando per Arbe Garbe e Inzirli (dei quali lo stesso Max Mauro era vocalist). Non solo, ROF è anche quell’antenna in cui Mauro Missana ha trasmesso i suoi programmi nei quali ha ospitato un gran numero di musicisti regionali ed anche nazionali (quando passavano a trovarlo). Il libro è scritto da una persona che in quella radio ci ha lavorato e dunque possiamo aspettarci di scoprire molte verità tra le pagine di “Un Friûl difarent”. Ecco un piccolo passo delle note di copertina:"Ai 2 di Fevrâr dal 1980 e tache lis sôs tramissions Radio Onde Furlane, un mieç di informazion fondât di un grup di personis che al ten dentri autonomiscj, militants di Democrazia Proletaria, catolics moderâts. La lôr idee e je chê di vierzi un spazi libar e atent a chel che si môf inte societât. Un spazi dulà che si fevele par furlan, ma no dome. Onde Furlane e devente la "radio libare dai furlans", il pont di riferiment par bataiis civîls – pe lenghe, pal ambient, pai dirits civîi – e un centri di agregazion creative. Passâts cuasi 25 agns la emitente e je ancjemò su la strade, cul stes spirt. Vuê des sôs frecuencis si puedin scoltâ ancje lis lenghis de imigrazion e capî cemût che al è cambiât il mont ator di nô. Il Friûl difarent di Onde Furlane al è chel che nol jentre intes categoriis facilis dal "salt, onest, lavoradôr" o de "piçule patrie". Al è un Friûl che nol plate lis sôs contradizions. Cu lis peraulis di chei che le àn fondade e di chei che le mandin indenant, in chest libri si cîr di lei – cence tasê problemis e difiets – la storie di Onde Furlane"
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Recensione Disco
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Scritto da Piero
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Martedì 21 Ottobre 2003 00:00 |
Nel silenzio dell’ombra-Autoproduzione, 2003A.B. come due chitarre distorte che ti investono di ritmo, A.B. come rock che sa farsi anche melodico, Arsura Bunkr come una band davvero con le palle. Se già mi ero esaltato ascoltando il precedente Aspettando un futuro ricordo, con Nel silenzio dell’ombra scopro che non mi ero sbagliato ad aver visto in questa band una potenziale macchina di buone canzoni e oltretutto noto che la produzione è di molto migliorata. Perfettamente in linea con quanto ci hanno lasciato Ritmo Tribale, Karma e Timoria, questi 5 triestini ci offrono 2 bei pezzoni carichi di groove che sanno pure di grunge americano: come restare indifferente di fronte agli stacchi de La disobbedienza e le melodie di Senza temere il vento e la vertigine? Come si fa a non lasciarsi andare a questi testi a metà strada tra il sogno e la realtà? Belle domande, spero di trovare delle risposte il giorno in cui potrò vedermeli dal vivo. Intanto, aspetto il prossimo disco “intero”….Tracklist: #1 La disobbedienza - #2 Senza temere il vento e la vertigine.
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Recensione Disco
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Scritto da Piero
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Lunedì 20 Ottobre 2003 00:00 |
Decadent Truth-Autoproduzione, 2003 Ah, lo spleen della new wave, i “ragazzi immaginari” dei Cure, i “piaceri sconosciuti” di Jan Curtis! Eccoci qua a scoprire che in provincia di Udine ci sono dei gruppi che riutilizzano un il linguaggio musicale di un periodo veramente sottovalutato. Per quelli come me che certi suoni li hanno scoperti solo quando erano già finiti e oggi devono accontentarsi dei Black Heart Procession, la new wave rimarrà è un “oscuro mondo non vissuto”, ma per questi Moth’s tales essa è uno zombie ancora in vita: Moth’s tales viaggia sulle onde dei Cure rinunciando tuttavia all’abusato uso di quei chorus che per anni ne hanno marcato il sound. È un disco di visioni così come ce lo presenta l’opening track Away dove la voce di Caterina sfodera tutta la sua malinconia. Faccio un salto in avanti con Nothing to you, nella quale alle già citate cadenze oscure si aggiungono anfratti di chitarre distorte che sanno pure di Psichedelic Furs, un piccolo groove altalenante che ritorna in Fallen in my heart. Un po’ di cantautorato femminile appare in Eclosed ma, ragazzi, il meglio non ve l’ho ancora svelato; siamo alla traccia 3, Sadness (e mai titolo fu più azzeccato): la frase di chitarra, ripresa da un’anonima danza popolare del Medioevo, trasforma il pezzo in un viaggio nel tempo, dentro i lati nascosti della storia. Indescrivibile, la voce ne segue i movimenti e ci ricorda un attimo anche i Cranberries. Bè, di pezzi ce ne sono ancora qua dentro: Enemy, Killing time, Starhome, ma perché svelarveli tutti, andate a comprarvi questo disco se amate questi suoni. Si, anche se la registrazione non è proprio precisa (quella batteria sembra un “presa da lontano”) e la voce a volte gioca un po’ troppo con le note. Ad ogni modo, i Moth’s tales hanno un “lato oscuro” da raccontarvi. Lo ha capito perfino Giuseppe Zigaina che ha donato loro una “Farfalla notturna” per la foto di copertina!Tracklist: #1 Away - #2 Enclosed - #3 Sadness - #4 Enemy - #5 Nothing to you - #6 Killing time - #7 Starhome - #8 Fallen in my heart - #9 Enclosed (acustica) - #10 Enemy (acustica).
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Scritto da Igor
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Domenica 19 Ottobre 2003 00:00 |
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Uno dei gruppi più innovativi della nuova scena britannica in Friuli!!! I Muse, gallesi, esordiscono nel 1999 con l’album ShowBiz – che conteneva, tra l’altro, la famosa Muscle Museum, ma compiono un vero salto di qualità solo due anni dopo, dando alle stampe Origin of simmetry, un autentico concentrato di 30 anni di musica rock: dai lirismi dei Radiohead ai melodrammi dei Queen e Jeff Buckley, fino alle chitarre taglienti dei migliori Suede ed Hendrix. Tutto questo in brani come Plug in Baby, New Born, Hiper Music e Feeling Good. Dopo il Live Hullabaloo dello scorso anno, il trio gallese torna sulle scene con l’ultimo Absolution che già si preannuncia un successo di critica e pubblico. I Muse suoneranno al Palasport di Pordenone, il 31 Ottobre. Prezzo del biglietto Euro 21 + diritti di prevendita.
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Scritto da Igor
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Lunedì 13 Ottobre 2003 00:00 |
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Importante appuntamento per gli amanti di Contemporanea, giunta ormai alla sua settima edizione, e che propone una rassegna di "Nuova Musica" attenta alle più innovative realtà musicali del panorama nazionale ed estero. La manifestazione, nata per creare spazi per le proposte musicali del nostro tempo, si articolerà in cinque serate, al Teatro San Giorgio da Udine, dal 16 al 26 Ottobre, tutte con inizio alle ore 21.00 e con ingresso libero.Durante i giorni dei concerti sarà possibile, inoltre, vedere le intuizioni fotografiche di Piermario Ciani, raffinato manipolatore d’immagini e conosciuto a livello mondiale.Il programma:- 16 ottobre 2003, ore 21.00 Paola Baron, arpa e Matteo Andri, pianoforte;- 18 ottobre 2003, ore 21.00 Giampaolo Nuti, pianoforte;- 19 ottobre 2003, ore 21.00 Luisa Sello, flauto e microteatro e Hans Jürgen Gerung, chitarra e voce recitante;- 24 ottobre 2003, ore 21.00 Roberto Fabbriciani, flauto e Alvise Vidolin, live electronics;- 26 ottobre 2003, ore 21.00 - TauKay Ensemble. Info: www.taukay.it o
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Telefono: ++39 0432 649244Fax ++39 0432 649575
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Recensione Disco
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Scritto da Daniele
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Lunedì 13 Ottobre 2003 00:00 |
Lefty Lucy #2-Nail Records 2003 Arriva infine il secondo episodio della Mancina ganga dell’introspettiva Lucy (avete mai pensato a Charlie Brown? Sarebbe un bel contrasto), a seguire il mini di tre pezzi da cui avevamo estrapolato quella Bossa vola contenuta nella nostra meritoria (eh eh) e blasonata (eh eh eh eh) Compilescion: i brani qui sono cinque, scelta acuta e coraggiosa – se da un lato viene automatico per l’acquirente il più classico dei “solo?”, dall’altro non avrà scuse per non raggiungere il fondo. E siamo sinceri, molti demo (o album veri e propri: non riesco proprio ad aver ragione di Up di Gabriel…) sono stati cassati per KO tecnico alla terza o quarta traccia (magari di dodici). Quindi, bene così. Soprattutto perché il musicista si può permettere di selezionare il materiale, proponendo il suo meglio, spurgato dalla inutile fuffa da ellepì. E qui c’è, tutto “il meglio”.Il contenuto: anzi, il packaging. Molto cool, elegante, raffinato, essenziale. Sdoganati i fiori in copertina, altro che roba da checche o hippies: sciccheria semplice ed immediata. Uno a zero.Poi il disco; mi ero ripromesso di non tirar fuori nomi, ché tanto non cambia molto. Ma un paio ci vanno assolutamente: pim pum pam, Cat Power e gli Stereolab. Non male, eh? I LL si sono definiti post rock, all’epoca, e se l’etichettatura fa la figura dell’Inter in certi scontri diretti (LL vs. Slint o LL vs. Tortoise? Mmm… LL vs. June of ’44? Più probabile, nei momenti meno pesanti dei secondi), con l’ala destra – moderato-quasi-pop – del movimento chicagoano (Sea and Cake o Brokeback) i nostri combattono alla pari. Dalla loro hanno arrangiamenti lievi e introspettivi, che talora sfondano il cuore senza pietà: un violino al posto della voce e Space cowboy (niente a che spartire con Steve Miller) sarebbe dei Dirty Three; qualche coro e assegneremmo La metà oscura della luna (Roger Waters? Macchè!) ai primi due degli Stereolab. E Cat Power? La voce, la chitarra, il mood complessivo di #2, soprattutto La casa del sonnoe Ma poi ritorni: Francesca possiede una timbrica assolutamente spersonalizzata, che – attenzione! – non significa vuota od anonima, ma oggettiva e pura, alla Cat Power appunto. Notevole; si incastra soprattutto con i passaggi posati ed incisivi di synth: suoni secchi, definiti, mai sopra le righe ed altamente comunicativi.I tempi potrebbero essere maturi: una bella copia alla Santeria (Sux!, Bartòk, Fabio Viscogliosi) e sono certo che un pensierino ce lo faranno, ad ammettervi in scuderia. Vi aspetto al varco per la prova su lunga distanza: non deludetemi, già vi ammiro; e assai.Tracklist#1 La casa del sonno - #2 La metà scura della luna - #3 A serious playground - #4 Space cowboy - #5 Ma poi ritorni
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