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News Recensioni Interviste
On a distant shore: l’ombra di Syd Barrett
Recensione Disco
Scritto da Cloned   
Mercoledì 19 Febbraio 2003 00:00

On a distant shore-Windlessair Music, 2002

Quella di Syd Barrett, fondatore e leader dei Pink Floyd fino al 1969, è una figura asimmetrica, che travalica il tradizionale mito romantico della rockstar maledetta. Syd Barrett non ha adempiuto al destino tragico e catartico che consacra i musicisti fra le icone dell’immaginario collettivo, la sua è una leggenda incompiuta che si nasconde nel limbo della pazzia. On a Distant Shore è l’ennesimo tributo a questo dio minore del rock: una selezione del materiale inviato da musicisti underground di tutto il mondo alla mailing list dedicata all’artista inglese, curata e distribuita dalla piccola etichetta americana Windlessair Music con l’espediente del “Treeng & branching” (scambio di musica con altra musica o al costo della spedizione postale). Una compilation fatta dai fan per i fan, con l’unico intento di rendere omaggio al Diamante Pazzo E ad aprire e chiudere questo singolare tributo internazionale è il pop psichedelico dei pordenonesi Sixtynine and the Continuous People. Il trio firma infatti la seconda e l’ultima traccia, disegnandone un immaginario filo conduttore. Dopo la breve ed inquietante introduzione di Danboid, la Lucifer Sam dei 69, in versione garage, annuncia l’intenzione di reinterpretare in modo più personale il repertorio barrettiano, unendo l’attitudine Lo-Fi ad un’energia fresca e spontanea. La dolcissima e malinconica I know where Syd Barrett lives, cover dei Television Personalities, è la commossa dichiarazione d’affetto dei fan verso il loro idolo. In mezzo una serie di brani schizoidi e particolarissimi, fra i quali spiccano sicuramente l’incredibile If it’s in you dei Captain Wasp, semplicemente il disco che gira a doppia velocità con qualche inserto rumoristico, oppure la Lucifer Sam drum and bass di Sam from Rochdale. E ancora le semplici No good trying dei Woundman e Love Song di Darrel W. Quelle di On a Distant Shore sono tutte canzoni all’insegna della bassa tecnologia e dell’originalità intepretativa a dimostrare come anche le cover possano essere espressione di ricchezza creativa. Un piccolo capolavoro che merita di essere ascoltato per ritrovare uno dei più grandi geni del rock, per premiare un’iniziativa coraggiosa ed interessante, per scoprire una giovane band pordenonese che ha sicuramente molto da dire. #1 The whole bit Danboid - #2 Lucifer Sam Sixtynine and the Continuous People - #3 Opel Transelement T - #4 No good trying Woundman - #5 Love song Darrel W. - #6 Flaming Full Dimensional - #7 If it’s in you Captain Wasp - #8Lucifer Sam Sam From Rochdale – Octopus Full Dimensional - #9 Terrapin Neptunes Closet – I know where Syd Barret lives Sixtynine and the Continuous People

 
Musica maestro.
News
Scritto da Igor   
Lunedì 17 Febbraio 2003 00:00
E’ora di corsi di musica,ragazzi!!! La “Farandola Associazione musicale” informa infatti che l’Accademia di musica antica “Monteverdi” di Pordenone, in collaborazione con l’Istituto Laboratorio di Musica Antica, organizza due stages di formazione e perfezionamento nell’ambito della musica solistica italiana ed inglese. Gli allievi, guidati dai Professori FRANCESCO TAPELLA (Liuto) e GIAN PAOLO FAGOTTO (Canto), avranno modo di approfondire lo studio nel corso di tre sessioni, ognuna delle quali si svolgerà nel corso di un fine settimana (sabato e domenica) a cominciare dal 22-23 Febbraio 2003,mentre le altre date saranno 1-2 Marzo e 29-30 Marzo 2003. Gli incontri si svolgeranno a Palazzo Gerometta a Clauzetto (Pn). Gli stage prevedranno anche due concerti degli allievi, rispettivamente a Clauzetto (2 Marzo 2003 ) e l’altro a Pordenone (30 Marzo 2003). Inoltre, per chi fosse solo interessato ad assistere alle lezioni, esiste la possibilità di parteciparvi in qualità di Uditori. Info: tel: 347 9503318 oppure Farandola Associazione Musicale (tel e fax 0434 363339) o al sito www.farandola.it
 
Nuova musica in regione
News
Scritto da Igor   
Domenica 16 Febbraio 2003 00:00
Ve lo ricordate il concorso regionale indetto da “Arezzo Wave” dello scorso Novembre??? Se sì, sappiate che avrete occasione di ascoltare i gruppi che suoneranno al “deposito Giordani” di Pordenone in occasione delle Finali Regionali. Ecco chi sono i fortunati e le date: GIOVEDI' 20/02/2003: LINIENTREU CAFE ROSITA PAGINA 13 STAIN OF US VENERDI' 21/02/2003: LEFTY LUCY FEET FETISH UNITA' DI SOCCORSO VERTIGINE Non ci resta che augurare a tutti un sentito “in bocca al lupo!!” e un “buon ascolto” a chi si recherà ad ascoltare la nuova musica regionale. Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Oppure: RICKY RUSSO (040-3220965; 349-1981229) ed ANDREA RODRIGUEZ (347-5747853).
 
Il canto per la pace di Lino Straulino
Recensione Disco
Scritto da Piero   
Venerdì 14 Febbraio 2003 00:00

Crodimi-Aua records, 2002

Ormai è noto, il suo tempo libero Lino Straulino lo passa sempre con la musica mettendo su ogni volta progetti. Stavolta però l’artista carnico non lo fa solo in nome della musica ma anche della pace. Si chiama infatti Crodimi il nuovo cd realizzato assieme al compagno di palco Ivano Contardo e ai ragazzi del Centro Rieducativo di Tarcento e finalizzato alla raccolta di fondi per aiutare Emergency. Il Cd contiene solo un brano, Crodimi appunto, e nasce direttamente dalla penna di Lino: il risultato è uno splendido gospel all’americana che inizia proprio con la chitarra blues dell’artista carnico, la cui voce si abbraccia dolcemente a quella dei ragazzi del centro che formano un coro compatto e melodico. Come dire, gli ideali hippy che da sempre Straulino si porta dietro non sono solo parole, ma agiscono nella realtà.
 
Il ritorno del burattino senza fili
News
Scritto da Igor   
Mercoledì 12 Febbraio 2003 00:00
Non fatevi cadere le braccia, se a lungo avete ascoltato i suoi dischi, se conoscete le sue canzoni a memoria, eppure non siete mai riusciti a vederlo dal vivo; questa è la vostra occasione!! La sua è una lunga carriera, cominciata nel 1973 col disco “Non farti cadere le braccia”e poi proseguita fino ai giorni nostri, attraverso una serie d’album davvero memorabili (da “Burattino senza fili” del 1977 a “Sono solo canzonette” del 1980, passando poi per “Abbi dubbi” del 1989 e al “Quartetto d’archi” del 1996, ed arrivando poi alla recente collaborazione con i Velvet). Stiamo parlando di lui, ovviamente, uno dei ultimi pochi cantautori sopravissuti, Edoardo Bennato!! Ebbene sì, il menestrello napoletano passerà proprio in quel di Udine, per farci ascoltare non solo le sue composizioni più recenti, ma anche brani entrati ormai nel patrimonio musicale collettivo. Questo è un consiglio da vera volpe, dunque: non fatevi perdere il suo mitico concerto, a Udine il 27 Febbraio, nel Centro Storico, nell’ambito dei festeggiamenti del Carnevale. Info: 0432/271711, o al sito www.comune.udine.it
 
Il cantautore Malaspina applaudito a Udine
Recensione Concerto
Scritto da Lorenzo   
Martedì 11 Febbraio 2003 00:00

Udine, 9/2/2003-Sala Madrassi

Malaspina ed i suoi “mostri” (dal titolo del suo ultimo cd, “Benvenuti mostri”) sono i benvenuti, a Udine, in Sala Madrassi, dove si è tenuto il primo dei due concerti “Omaggio a De Andrè” (org. Folk Club Buttrio + Comune di Udine). Oliviero Malaspina proviene da qualche paese della provincia di Pavia e con Fabrizio De Andrè stava lavorando ad alcuni brani per l’ipotetica realizzazione di un nuovo cd, proprio negli ultimi mesi di vita del grande cantautore. Da lui Malaspina eredita senz’altro la franchezza nella descrizione del mondo e brani di poesia, ma lo stile dei testi contiene anche molto di personale. Le musiche spaziano tra generi diversi, partendo dal cantautorato più classico per arrivare al rock alternativo, passando attraverso il funky, gli inserti di elettronica (nel cd) e i momenti di respiro etnico. Sul palco, insieme al leader, quattro musicisti di qualità - Michele Ascolese (già anche lui collaboratore di De Andrè), Roberto Piccoli, Edoardo Lattes e Matteo Lotti – per uno spettacolo senza basi preregistrate, all’insegna del live davvero suonato. Il concerto comincia con One solution revolution, canzone basata su riff ossessivi e ritmiche decise, che appartiene al filone più negativo e critico del cantautore, tra i due che egli stesso riconosce nella sua produzione. Sono molti i brani pieni di denuncia e di amarezza che compongono lo spettacolo: Natura morta con ossibuchi, contro le istituzioni, Sudamerica padano, dedicata a ipocrisia e sfruttamento sessuale e la stessa Benvenuti mostri che dà il titolo al cd. Su questi testi non sempre la musica contiene, sinesteticamente, colori cupi; più spesso Malaspina sceglie arrangiamenti leggeri e piuttosto solari, che producono un mix piuttosto agrodolce. Diverso è il sapore di altri brani, come la perla Lucente mistero, in cui risuona più evidente un incrocio fra De Gregori e De Andrè, o l’incalzante Benedetta voglia di vivere. Qui Malaspina lascia per un momento in disparte il dolore del mondo e ritrova, nell’intimità dei sentimenti, i motivi per sorridere. In conclusione vorrei citare La stanza dei pesci, un quadro che in una coppia anziana trova la descrizione di una categoria spesso dimenticata dalla società. Malaspina è circondato da musicisti dalle spiccate doti tecniche e musicali che, guidati dalla produzione artistica del cantautore stesso e del chitarrista Michele Ascolese, arricchiscono le canzoni con soluzioni a volte particolarmente interessanti: è il caso della batteria dell’energico Matteo Lotti (nel cd invece suona Roberto Testa), che nei pezzi più rock riesce a proporre con decisione la giusta matrice afroamericana. E’ da citare tuttavia il non perfetto interplay fra gli strumentisti, non compensato neppure dall’impreciso lavoro dei tecnici del suono. A proposito dei “contorni”, poco condivisibile la scelta di un’illuminazione prevalentemente bianca, che non ha consentito di offrire allo spettatore un ventaglio più ampio di atmosfere. Il concerto è stato comunque molto apprezzato dal pubblico della non gremitissima sala (d’altra parte si trattava di una domenica sera) e Malaspina si è portato a casa la giusta dose di applausi, speriamo prologo di un futuro meritato successo di un cantautore, ad oggi, ancora troppo poco conosciuto. Lo spettacolo si chiude con l’auspicato “Omaggio a De Andrè”, Andrea, in una versione rivista, molto ritmata. L’appuntamento adesso è per sabato 15, stesso luogo, con l’atteso concerto di Alfio Antico.
 
Il post-rock dei Windsor for the derby
Recensione Concerto
Scritto da Federico   
Sabato 08 Febbraio 2003 00:00

Aviano, 17/01/2003-Velvet

Siamo nel 2003 e la superstizione regna ancora sovrana: come spiegare altrimenti la scarsa affluenza al concerto dei Windsor for the Derby venerdì 17 gennaio al Velvet di Giais di Aviano? Verso le 23.30 Dan Matz e compagni salgono sul palco e il pubblico sa più o meno cosa aspettarsi: una prestazione rock più dilatata rispetto al canone classico ovvero la critica lo eticherebbe come il famigerato post-rock. Infatti si comincia con la batteria che recita la perfetta parte di una macchinetta inflessibile ed infallibile supportata da un basso esattamente incastrato tra le tessiture sonore di una chitarra che ricama fiumi reiterati di note. Le canzoni che esegue il gruppo, proveniente da Austin, Texas, sono quasi totalmente tratte dall’ultimo Emotional Rescue LP (2002) pubblicato per la Aesthetics, stessa etichetta dei L’Altra. Nove canzoni composte per un delicato viaggio tra le incertezze dell’esistenza e le onde di un oceano veramente blu che confermano le premesse del recente e delizioso What We Did di Dan Matz assieme a Michael Gira, già negli Swans ed a capo della Young Gods. Dal vivo l’apporto dei nuovi Benjamin Cissner e Karl Bauer permette una comunicabilità nuova rispetto al passato pur mantenendo una espressività glaciale che si manifesta in una musica molto orizzontale. Si passa dal folk minimale e psichedelico al country con pezzi come Indonesian Guitars e Fall of ’68 dove peraltro si respira una tipica nostalgia di metà pomeriggio che fa molto Aesthetics. Si arriva anche ad una immediatezza maggiore rispetto al passato, basti riascoltare dischi come Minnie Greutzfeldt e Difference And Repetition, con The Same o la title track. Se si lasciava andare la mente dentro le sonorità del concerto si rischiava di perdere la nozione del tempo e del ritmo.
 
Doppio omaggio a De Andrè a Udine
News
Scritto da Lorenzo   
Venerdì 07 Febbraio 2003 00:00
Doppietta d'appuntamenti in ricordo del grande Fabrizio De Andrè... anche se con circa un mese di ritardo sui tempi dell'anniversario. Ma non è tanto importante azzeccare le date, per dare onore al cantautore genovese, bensì piuttosto proporre dei contenuti artistici degni del suo nome, e in questo il Folk Club certamente non teme critiche. Il primo degli appuntamenti offerti al suo pubblico è con il cantautore Oliviero Malaspina, che con De Andrè stava preparando un disco proprio prima della sua scomparsa. Si esibirà, con una band di grandi musicisti, domenica 9 febbraio alle ore 21.00, presso la Sala Madrassi di Via Gemona, a Udine. In tale occasione presenterà il suo nuovo cd, 'Benvenuti mostri', pervaso da una visione critica per la realtà che ci circonda . Sabato 15 febbraio, stessa ora stesso luogo, sarà invece il turno del percussionista siciliano Alfio Antico, che invece è riuscito nell'intento di registrare De Andrè, con la partecipazione all'interno de 'Le Nuvole'. Nel suo stile convergono la musica medievale, le tradizioni etiniche e lo stile melodico siciliano. I concerti sono realizzati dal Folk Club di Buttrio, in collaborazione con il Comune di Udine. Per informazioni: tel. 0432-853528 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Prevendite biglietti all¹Angolo della Musica di Udine.
 
Mirco Nogherot: elettronica visionaria
Recensione Disco
Scritto da Cloned   
Martedì 04 Febbraio 2003 00:00

Demo-Autoproduzione,2002

Ogni tanto la pedemontana pordenonese riserva qualche piccola sorpresa; lungo striscia d’asfalto che taglia in due la provincia si nascondono, infatti, alcuni talenti che operano nella penombra, lontani dai consueti canali di promozione regionali, compreso musicologi.com. Ogni tanto però abbiamo la fortuna di catturarne qualcuno: è il caso di Mirco Nogherot, musicista avianese che da anni si cimenta nella sperimentazione elettronica. Le dieci tracce di questo demo, rigorosamente elaborate e riprocessate in home recording, sono un breve viaggio all’interno della sua poliedrica esperienza musicale, dalla techno sperimentale alle influenze della new school breakbeat inglese. La matrice del sound è radicalmente ambient, la ricerca e la sperimentazione sonora convergono nella creazione di paesaggi che di volta in volta sanno essere claustrofobici o solari, creando prospettive mai scontate o eccessivamente ripetitive. Allo stesso modo il tempo su cui si snodano i brani non è mai frenetico e ricalca il ritmo fisiologico del battito cardiaco. Mentre Ambient colors e Brainbeat sono brani tranquilli e crepuscolari che lasciano spazio all’immaginazione dell’ascoltatore, in Electro impulses, Minimal e Fire Wire il cervello del medesimo è obbligato ad esplorare territori sintetici e minimali. Musica interiore e riflessiva dalla forte capacità evocativa e visionaria che accompagna anche le performance del musicista avianese che più si avvicinano alla techno. Con Dance mixing, Easy track e Re:mix Mirco Nogherot dà sfogo alle tentazioni dance che sono insite nella musica elettronica. Brani dai colori acidi e dalle dinamiche avvolgenti, che esulano dalle secche di molta musica techno. La tiratissima Technomach 207, unica eccezione al di sopra dei 120 bpm, è forse l’esempio migliore della vena psichedelica che percorre la musica di Mirco. Allo stesso modo Strange Dimension riesce ad equilibrare le sonorità ambient dalle ampie suggestioni ai suoni sperimentali più ricercati. Speriamo dunque che questo demo sia il preludio ad un esordio discografico in piena regola. #1 Ambient Colors - #2 Brainbeat - #3 Dance Mixing - #4 Easy track - #5 Electro Impulses - #6 Fire Wire - #7 Minimal - #8 Re:mix - #9 Strange Dimension - #10 Technomach 207
 
G-spot inc: Il Cyberpunk di Guignol Dangereux
Recensione Disco
Scritto da Cloned   
Lunedì 03 Febbraio 2003 00:00

G-spot inc.-Autoproduzione, 2002

È ormai assodato che la musica techno non sia sinonimo di musica precotta e superficiale: da un ventennio ormai le macchine incorporano l’attitudine all’autoproduzione e il gusto per il Lo-Fi che sono i capisaldi di una certa cultura underground. Il fascino degli strumenti elettronici ha contagiato il punk sin dai tempi dei Suicide fino alle recenti contaminazioni cyberpunk degli anni Novanta. Guignol Dangeroux, inquietante figura gotica dell’elettronica friulana, è l’ennesimo epigone di questa tendenza. Il suo è un sound post-industriale in cui risuonano echi dell’ Aphex Twin di “Selected ambient works” e dei brani strumentali dei Prodigy. Semplice e lineare, senza troppi fronzoli raffinati che poco si addicono ad un approccio punkettaro, G-spot inc. disegna paesaggi claustrofobici ed inquietanti. I nove episodi di questo demo sono una successione di loop ossessivi ed acidi cadenzati dalla cassa profonda in quattro quarti e da un charleston in controtempo, in cui spiccano alcune buone intuizioni. È il caso di Ichewthegrassbetweenyourlegs, che ricorda molto il Carl Craig di “More songs about food and revolutionary art”, o di Love Song, inquietante suite alla Goldie. È soprattutto con la bella e sintetica Warzone Dj, brano di chiusura del demo, che Guignol spreme il meglio dai chip del suo computer. Non altrettanto,purtroppo, si può dire di altri brani che paiono una serie di suoni in successione senza alcuna logica strutturale, tanto da sembrare incompiuti. È il caso della malinconica Glasgow on drugs, dell’acida Gatewik o di Interlude (yknik rmx) che, pur presentando alcune buone idee iniziali, stentano a decollare. L’eccessiva lunghezza di questi brani, sebbene racchiusi in tre minuti, fa perdere all’ascoltatore il filo del discorso e manifesta un’esagerata leziosità nella ricerca di atmosfere ossessive. Pur con un piccolo peccatuccio di pretenziosità, G-spot inc. è comunque il lavoro discreto ed interessante di un musicista dotato di buone idee che, una volta sfrondate certe leziosità, è in grado di dire la sua. Tracklist #1 15 Pills and 4 Tabs of Acid - #2 Ichewthegrassbetweenyourlegs - #3 Glasgow on drugs - #4 Dresseur Gothique - #5 Gatwick – #6 Interlude (yknik rmx) - #7 Love Song - #8 SDM - #9 Warzone Dj
 
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