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News Recensioni Interviste
Musica e impegno tra canto e disincanto
News
Scritto da Samuela   
Domenica 16 Marzo 2003 01:00
Lunedì 24 marzo alle ore 17.00, in occasione dello spettacolo "Cantata del secolo breve" di Giovanna Marini, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ospiterà l'incontro "Canti e (dis)incanti: incrocio di voci tra storia, impegno e canzone". Una meditazione con Giovanna Marini, Gian Antonio Stella, Carlo Infante, Gualtiero Bertelli e Toni Jop. Discussione a più voci sul tema dell'impegno nella musica e nel teatro di oggi.
 
Al Verdi in sella a un "Cavallino bianco"
News
Scritto da Samuela   
Sabato 15 Marzo 2003 01:00
L'operetta "Al cavallino bianco", in programma al Teatro Verdi di Maniago martedì 18 marzo alle ore 20.45, andrà in scena in sostituzione dello spettacolo "Quel pallido oggetto del desiderio". L'opera, scritta da Muller e Charell, è proposta dalla compagnia Corrado Abbati. Musiche di Ralph Benatzky.
 
De Gregori tra canzone e attualità
Recensione Concerto
Scritto da Lorenzo   
Giovedì 13 Marzo 2003 01:00

Pordenone, 8/3/2003-Deposito Giordani

Lo spettacolo dell’8 marzo al Deposito Giordani è estraneo al tour che sta portando De Gregori in giro per l’Italia in compagnia con Giovanna Marini (“Il fischio del vapore”), ed è appendice invece di un altro tour, “Fuoco amico”, che lo accompagnò per l’Italia nella promozione del cd “Amore nel pomeriggio”. Lo spettacolo si apre con Niente da capire, un brano del primo De Gregori (1974), non certo tra i più conosciuti. Sul palco si dispongono in prima fila ben cinque artisti delle corde (oltre a De Gregori altri due chitarristi - tra cui il bravo solista Paolo Giovenchi -, un mandolinista elettrico ed un bassista), mentre sullo sfondo rimane solo il batterista, Alessandro Svampa. Segue senza interruzioni l’impegnata Bambini venite parvulos, ben più recente e dedicata all’innocenza dell’infanzia. L’aggettivo “mitico” è invece, insieme alla stupenda Condannato a morte (eseguita nel secondo tempo dello spettacolo), l’unico richiamo al suo album più recente, “Amore nel pomeriggio”. E poi si va avanti con Festival, Signor Hood fino a Rimmel, Dr. Dobermann e Generale, con cui si chiude la prima parte del concerto. La scaletta alterna sapientemente da una parte grandi successi a perle preziose sebbene quasi sconosciute, dall’altra pezzi intimi ad altri più vivaci e pieni d’influenza rock. Il pubblico si emoziona con Il bandito e il campione, Alice, Buonanotte fiorellino, ma ascolta con interesse anche Battere e levare, Sangue su sangue, Pentathlon e la traduzione in italiano di I shall be released di Bob Dylan, dichiarato padre spirituale del romano. Al rientro finale sul palco, De Gregori si presenta da solo con la romantica Pezzi di vetro, per poi concludere insieme a tutta la band con Viva l’Italia, canzone densa di quel significato che ha ispirato il tour “Fuoco amico”, un’allerta per la presenza del nemico fra noi. Un concerto pieno di ottimi brani, una brillante performance degli artisti, ma soprattutto una serata densa di significati. Peccato solo per la scarsa puntualità dell’organizzazione nei confronti dei giornalisti.
 
Guccini a Udine
News
Scritto da Igor   
Mercoledì 12 Marzo 2003 01:00
Gran colpo di Euritmica e Azalea Promotion!!!A Udine avremo la possibilità di ascoltare il celebre artista di bolognese. Guccini, nato a Modena, inizia la sua attività come autore di canzoni per altri gruppi (i Nomadi) quali, ad esempio, la celebre “Noi non ci saremo”, ma la sua attività cantautoriale vera e propria comincia nel 1967 con il 33 giri “Folk Beat n.1” ma i veri successi di pubblico e critica li conoscerà solo più tardi, con album quali “L’isola non trovata”(1971) e “Radici”(del 1972, che tra l’altro conteneva uno dei suoi brani più famosi e amati, “La locomotiva”). Gli anni seguenti sono un susseguirsi di successi musicali: "L'avvelenata" (canzone contro chi gli etichettò la colpa di essere entrato nella routine di un disco l'anno solo per danaro), "Piccola storia ignobile", "Via Paolo Fabbri 43", "Eskimo", "Amerigo", "Bisanzio", "Venezia", "Bologna", "Lager" per citarne alcuni. E’, invece, più recente la pubblicazione degli album “D’amore di morte e altre sciocchezze” del 1996 e “Stagioni” del 2000. Ma non solo; Guccini è famoso anche per alcune sue comparsate nel mondo della letteratura “Vacca d’un cane” del 1993 e “Lo spirito e altri briganti” del 2002, e nel cinema, con “Radiofreccia” nel 1998. L’appuntamento con Guccini è per Venerdì 21 Marzo, al Palasport Carnera a Udine. INFO: 0431/510393 o al sito www.azaleapromotion.it
 
69 & the vegetable man
Recensione Disco
Scritto da Daniele   
Venerdì 07 Marzo 2003 01:00

The vegetable man project-Autoproduzione, 2003

Non so se Cloned ne abbia già parlato su queste pagine, o se abbia solamente accennato alla sua esistenza. Certo è che in questo “project” troviamo nomi noti alla Destra Tagliamento, Sixtynine and the Continuous People, ed erano immancabili. Ora, capirete che recensire un brano su venti che compongono l’album farebbe tenerezza, quindi par giusto discorrere sommariamente del contenuto di questo originale dischetto in toto. Non faremo comunque terribili mistificazioni, inventando per geniali musicisti d’Oltremanica e d’Altritempi natali friulani e terrificanti testi in marilenghe: a questo c’è già chi concorre (mi viene un nome, mi viene un nome…). Qui parliamo del Diamante pazzo (anni di manicomio gli meritano l’appellativo, credo), Syd Barrett; e non della sua opera, ma di UNA sua opera: quella Vegetable Man che intitola il Cd (edito da OVNI – lo troverete mai? Forse da Floriano a PN…) e che possiede in sé i dettami compositivi di Baby Lemonade e la lisergia inarrivabile di Interstellar Overdrive. Non recensiremo il pezzo di Barrett, tranquilli, rimanete seduti e continuate a leggere. Vi consiglio comunque di ripescarlo, come ha fatto il sottoscritto, prima di affrontare il dischetto: avrete un valido metro di giudizio per valutarlo con coscienza. Segnaleremo solo i picchi (bello & brutto) dell’album, saltando felici tra le tracce, e vedrete che l’acquisto compenserà le difficoltà di reperimento. Il primo pezzo (Vegetable man?) rasenta il geniale, scivola laddove gli Einstürzende Neubauten non sarebbero giunti: Gastel Etzewane esordisce canticchiandola sotto la doccia. Davvero! Non scherzo, e il tocco di fino sta nell’aggiungere sovraincisioni (o c’è qualcuno con lui? Che maliziosi…) agli scrosci d’acqua. Dieci e lode. Effetto Doppler non sono male, cominciano come cloni tristini del reverendo Manson e finiscono in un tripudio dance (?). Seppelliti di malinconia chicagoana, che sta bene con l’Uomo di verdura, gli Yulan; mixaggio folle per gli americani Kable (chitarra a stecca… e la voce? La batteria? Passo…). Un 45 giri a velocità LP per i Drona Parva è folgorante; punk lisergico d’assalto per “The Linus Pauling Quartet” (sa di jazz, e invece…); Nick Drake sommerso nel frastuono per i Donna Vegetale (? Ma avranno solo questo pezzo in repertorio?). Fedele alla linea Nick Bensen, sovrumani e feroci i Krut 182 (niente a che vedere con i Blink), d’altre lande i Castemore (accordion, mandolino, flauto, contrabbasso… bucolici?) e tecnocrati i Menazone, gran versione decomposta nella pulsazione beat. Finalmente arriviamo ai Continuous… e li scopriamo i più vicini all’originale; d’altro canto seguaci di Syd lo sono oltre ogni dubbio. Ma l’inciso rovescia le prospettive, portando alla ribalta uno scomposto rock’n’roll dei bei tempi, dei mods in libera uscita punk. Psicotica, graffiante: ci siamo. A onor del vero non la migliore, ma la sua porca figura la fa. Concludiamo citando l’ottimo Max (ideale sottotitolo: “Crazy Diamond vs. Beck”), il tomwaitsiano Gnu, gli inutili Potage (in italiano? Lo temevo che prima o poi, uno…) e finiamo con Tom Carter – ma c’è davvero in mezzo a quel casino? Grande! Qualcuno meriterebbe passaggi in radio, qualcuno la gogna (pochi). Certo tutti meritano l’acquisto. Fine dello spot, adesso riascolto il disco e via così.
 
Controllo del livello Subsonico
News
Scritto da Igor   
Giovedì 06 Marzo 2003 01:00
Ecco un’altra serata da non perdere: i Subsonica a Pordenone!!!!!!!! Il gruppo di Samuel e Co., dopo un inizio decisamente underground (con il cd omonimo), s’impose all’attenzione del grande pubblico qualche tempo fa con la pubblicazione dell’album “Microchip Emozionale” che conteneva brani quali “Disco Labirinto”, “Colpo di pistola” e la sanremese “Tutti i miei sbagli”. Dopo aver girato l’Italia in lungo e in largo in un estenuante tour, il combo torna in studio e sforna l’album “Amorematico”, lo scorso anno; mentre è di recente pubblicazione il live “Controllo del livello di rombo”che vuole un po’ ripercorrere la carriera di un gruppo capace di fondere l’elettronica al rock, facendo da tappeto sonoro a liriche mai banali. Di grande impatto anche i loro concerti; di recente, a Roma, il gruppo è stato seguito da 500.000 persone!!! Il gruppo si esibirà, dunque, sabato 15 Marzo al Palazzetto dello Sport di Pordenone. INFO: www.depositogiordani.com e al tel. 0434-208934
 
Trust no1: indipendenti da Latisana
Recensione Disco
Scritto da Piero   
Mercoledì 05 Marzo 2003 01:00

Gentle is the silente-Autoproduzione, 2002

I Trust No1 da Latisana devono essere di quelli cresciuti a pane e musica indipendente, lo dimostra Son 1, l’opening track di questo mini-cd, un brano dedito al rumorismo figlio diretto dei migliori Sonic Youth. Si sente infatti che le chitarre riprendono la lezione di Ranaldo e di Moore, soprattutto quando ci scaraventano in un muro vorticoso di rumore. La voce è invece rock e allo stesso tempo melodica. Per apprezzarla ancora meglio passiamo a Paranoid & blue, pezzo ormai noto (del resto presente anche sulla nostra compilation): sa di Guano Apes, l’incalzare del ritmo nel ritornello è un pugno nello stomaco micidiale in cui tutti gli strumenti lavorano insieme senza alcun desiderio di prevalere uno sull’altro. Ecco 13 o’ clock, e i Trust No1 ci dimostrano ancor di più la loro verve indipendente alla Grandaddy: questo per quanto riguarda la commistione di suoni caldi e abrasivi delle due chitarre, mentre la voce è ancora una volta calda, melodica, a tratti energica a tratti rilassata…già, una voce che potrebbe cantare qualsiasi cosa. C’è pure un ottimo assolo energico ed io non so davvero se pensare a Siamese Dream dei Pumpkins o a Superunknown dei Soundgarden! Mask of grace parla il linguaggio dei Throwing Muses ed è un rincorrersi di rumori, ritmo ed (ovviamente!) emozioni lungo 1 minuto e 49 secondi. Chiudono le atmosfere disperate di Red concrete, forse il pezzo meno orecchiabile ma comunque interessante se non altro per quelle chitarre cariche di adrenalina in grado di dominare ottimamente il rumore, come faceva il geniale Kim Thayl nel giardino del suono. Non ho parole, essendo cresciuto con i suoni di Seattle ed essendo Soundgarden e Sonic Youth tra i gruppi che più ho amato nella mia adolescenza, non posso far altro che augurare tutto il meglio a questi Trust No1! E ovviamente fare loro i miei complimenti… Tracklist: #1 Son1 - #2 Paranoid & blue - #3 13 o’ clock - #4 Mask of grace - #5 Red concrete.
 
Il fuoco amico passa a PN: De Gregori al Giordani
News
Scritto da Igor   
Domenica 02 Marzo 2003 01:00
Altro grande appuntamento con la musica d’autore in regione. Dopo Edoardo Bennato a Udine, toccherà a Pordenone ospitare niente popodimeno che il mitico Principe, alias Francesco de Gregori. Ispirato fin da giovane ad una certa musicalità di provenienza statunitense (su tutti Simon & Garfunkel, Tenco e Bob Dylan) e dall’amore per scrittori del calibro di Steinbeck, Pavese, Pasolini, Francesco comincia la sua avventura musicale nel 1973 con l’album “Alice non lo sa”. Da lì in poi, comincia a sfornare un gioiello dietro l’altro; fra tutti, “Rimmel”, del 1975, è considerato una pietra miliare della musica italiana. Seguiranno, poi, album quali”Buffalo Bill” del 1976, “Titanic” del 1982,”La donna cannone” del 1983 solo per citarne alcuni,fino ad arrivare ai giorni nostri con “Prendere e lasciare” del 1996, “Amore nel Pomeriggio” e il Live “Fuoco Amico” del 2001. Di grande intensità e spessore i suoi testi, densi di poesia e frutto di un’attenta scrittura. De Gregori ci dà appuntamento quindi per sabato 8 Marzo, al Deposito Giordani a Pordenone. Per Info: tel.0434/208934 o visitate il sito www.depositogiordani.com
 
Linientreu: fra Marlene e Afterhours
Recensione Disco
Scritto da Piero   
Venerdì 28 Febbraio 2003 01:00

Demo catodico-Autoproduzione, 2002

Mi sanno molto di Marlene Kuntz e di Aferhours questi Linientreu. Più di Marlene Kuntz se devo dire la verità, anche se molte volte sembra che il vocalist abbia imparato a cantare dal buon Manuel Agnelli. Prendiamo ad esempio Amnesia, la prima traccia (ed anche l’unica non in versione live): c’è quel arpeggio condito di feedback nel sottofondo che crea un’atmosfera malsana tipica di Ho ucciso paranoia e poi all’improvviso, nel ritornello, esplode una voce rock figlia di Hai paura del buio?... mah…ad ogni modo, un gran bel pezzo, 2 minuti e 31 secondi che dicono tutto quello che devono dire: “…sento mentre lei non c’è!”. Le chitarre dei Marlene tornano in Spento, e stavolta sono quelle di Catartica, incastrate all’interno di “strutture destrutturate” alla maniera dei Joy Division di primi anni ’80. La voce, come prima, continua la sua marcia rock. Un altro arpeggio traballante introduce Quest’estate e se ci fosse una buona dose di chorus stavolta mi toccherebbe chiamare in causa i vecchi Cure. Però… quel flanger…Infine, Cenere, e torniamo fra i lidi di Ho ucciso paranoia, 7 minuti e 50 secondi di emozioni che esplodono e poi improvvisamente si annientano, con tanto di voce visionaria che appare e scompare. Cosa posso dire, a me piacciono questi Linientreu anche se la resa live degli ultimi tre pezzi non mi permette di dare un giudizio definitivo sul loro operato perché la registrazione non è un granchè. Consiglierei solo al cantante di modificare un po’ i ritornelli che sembrano troppo simili fra loro anche se il tentativo di generare delle tensioni improvvise è buono. Resta il fatto che Amnesia è proprio un pezzone, da solo vale l’intero mini-cd… Tracklist: #1 Amnesia - #2 Spento(live) - #3 Quest’estate(live) - #4 Cenere(live)
 
Musica d'autore friulana a Milano
News
Scritto da Igor   
Giovedì 27 Febbraio 2003 01:00
E’ un po’ lontano, ce ne rendiamo conto, ma forse in questo caso non baderete troppo alla benzina da spendere, dato che si tratta di un’appuntamento con la musica d’autore- soprattutto quella friulana, ogni tanto- e quindi vi invitiamo volentieri Venerdì 7 Marzo al Club Aristocratici ed Anfibi di Milano, per il concerti di Rocco Burtone, Silvia Michelotti, Aldo Giavitto. Per gli appassionati del genere, una occasione da non perdere!!
 
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Direttore responsabile: Piero Cargnelutti - Caporedattore: Piero Cargnelutti - Registrazione del Tribunale di Tolmezzo n. 141 dell'8/4/2003
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