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News Recensioni Interviste
Corso per Disk-Jockey
News
Scritto da Igor   
Martedì 21 Gennaio 2003 00:00
Dopo i (troppi) corsi di chitarra, pianoforte, violino, ecc.ecc., vate felici la vostra mamma con un bellissimo corso per Disk-Jockey!!!!! Presentato da Rockabilly –scuola di musica a Palmanova, Ud- Il corso si snoderà tra le seguenti lezioni: - STORIA DEL ROCK - GLI ANNI '80 - TECNICA E PROVE PRATICHE DI MIXAGGIO - TECNICHE D’INTRATTENIMENTO E DI SPETTACOLO e, a quanto pare, altre discipline…….. Sappiate inoltre che, Radio Baccano e La dolce Vita (Magazine) essendo partners ufficiali, organizzeranno degli Stages presso locali convenzionati, per lanciare tutti coloro che diventeranno futuri Deejay!! Ma per iscriversi ai corsi non resta molto tempo, perciò affrettatevi! Le accettazioni al corso scadono il 31/03!!! Info:per iscrizioni, informazioni, o quant’altro chiamate al cell. 328 8235674. Ciao
 
Jo No Kognòs, vincitori del Premi Friûl
Intervista
Scritto da Piero   
Lunedì 20 Gennaio 2003 00:00
Come dicevamo, anche quest’anno Musiche e il Premi Friûl hanno dato i loro frutti. Le due kermesse, svoltisi in concomitanza sul palco dello Zanon, hanno visto la partecipazione di ben 11 gruppi musicali. Due sono stati quest’anno i Premi Deganutti assegnati: uno al cantautore carnico Gigi Maieron, ed uno a Silvia Michelotti, la vincitrice del Premi Friûl edizione 2001. Per una volta, dunque, i due volti della musica in marilenghe, - il vecchio ed il giovanissimo -, si sono trovati sullo stesso palco. I trionfatori del Premi Friûl sono stati invece i Jo no kognos. Per questa scelta, la giuria si è spaccata in due: da una parte chi voleva il rock abrasivo ma intelligente de Rsv Union, dall’altra chi invece era più propenso alla linearità rock di quelli che alla fine sono stati i vincitori. Luca D’Angela (voce), Marco Della Mora (chitarra), Mauro Pontisso (basso), Luca Morassutti(percussioni) e Stefano Locatelli (batteria): in una parola i Jo no kognos, band proveniente dal codroipese, che già nell’ambito del concorso “Pianeta rock” ottenne dei buoni risultato, piazzandosi al secondo posto. Sentiamo direttamente da loro le prime impressioni dopo la vittoria: Vi aspettavate questa vittoria? No, anche perché il gruppo Jo No Kognos è nato come gruppo di amici prima che come progetto musicale. Ci incontriamo settimanalmente senza un pressante impegno musicale. Molte volte non si toccano neanche gli strumenti: semplicemente si passa la serata in compagnia davanti al “fogolâr”. Nelle serate più produttive si suona al massimo mezz’ora. So che all’interno del gruppo c’è qualche membro de Plush, band nota per il suo sound grunge. Questo ha qualcosa a che vedere con il fatto che le canzoni che avete presentato al Premi Friûl sapevano un po’ di “ballad rock alla Pearl Jam”? Proveniamo tutti da esperienze musicali assai diverse: il batterista ad esempio dalla scena hard-core (H10), il chitarrista dalla scena indie (Linientreu), il bassista dal folk (Masnada Folk), il cantante dal grunge (Plush) e il percussionista è invece alla sua prima esperienza musicale. Ognuno porta le sue influenze in questa band, ma è normale che ad un primo ascolto risalti marcatamente la somiglianza della voce di Luca con quella di Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam. Come nascono le canzoni dei Jo no kosgnos? Casualmente. Non ci prefiggiamo mai lo scopo di scrivere una nuova canzone: più che altro ci ritroviamo per passare una serata in compagnia. Quando i sapori gastronomici incontrano il nostro palato esigente, le nuove canzoni prendono forma in maniera spontanea. Questa vittoria, oltre al riconoscimento, vi permetterà di registrare un ep per Musiche Furlane Fuarte, l’etichetta di Radio Onde Furlane: ma al di là di questo, quali saranno i vostri prossimi impegni? In realtà non abbiamo nessun progetto per il futuro. Vogliamo impegnarci al massimo per la realizzazione di questo CD, senza però dimenticare che il momento positivo che stiamo vivendo deriva soprattutto dal nostro affiatamento e dalla voglia di stare insieme.
 
Buon compleanno Musicologi
News
Scritto da generico   
Venerdì 17 Gennaio 2003 00:00
Grande festa sabato sera al Whiskey a Go Go di Camino per il secondo compleanno del sito www.musicologi.com, il portale della musica in Friuli-Venezia Giulia. L’11 gennaio di due anni fa, infatti, si è costituita formalmente l’omonima associazione culturale, con il preciso intento di promuovere e realizzare iniziative nel settore della cultura musicale regionale. Nato dall’idea di alcuni studenti, in origine il sito funzionava come bacheca della facoltà di musicologia. Ora musicologi.com ha superato i 50.000 accessi unici ed è diventato un punto di riferimento per moltissimi musicofili di tutta la regione, e non solo. Recentemente, infatti, ha partecipato all’importante Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza in rappresentanza di alcune etichette discografiche regionali. L’associazione, con sede a Gemona, in questi due anni non si è limitata alla redazione del sito, che presenta un’aggiornata panoramica della musica made in Friuli e fornisce numerosi servizi rivolti agli artisti e agli operatori dello spettacolo, ma si è resa protagonista anche di numerose attività culturali. Da ricordare, oltre ai numerosi concerti organizzati su tutto il territorio regionale, la pubblicazione di una Compilescion di giovani band locali, la collaborazione con Radio Onde furlane e Luxa Tv, la realizzazione del convegno Notis su notis sulla situazione della musica in Friuli-Venezia Giulia, in collaborazione con La Patrie dal Friûl. Per celebrare l’evento si sono esibite, di fronte ad un folto pubblico, due fra le più promettenti band della regione: i Richiamo, autori di un coinvolgente sound pop-elettronico, e gli Smokers, veri animali da palco, seguiti dalle atmosfere electro-funk del pordenonese MaCro Dj. Per il nuovo anno musicologi.com ha intenzione di potenziare l’attività informativa del sito e iniziare un’operazione di coordinamento fra le realtà musicali regionali, in collaborazione con gli operatori dello spettacolo ed i musicisti. Per questo motivo lancia un appello: aspiranti promotori, fatevi avanti!
 
Là dove nasce la nuova musica friulana: intervista
Intervista
Scritto da Piero   
Giovedì 16 Gennaio 2003 00:00
Radio Onde Furlane è forse una delle poche emittenti indipendenti regionali che ancora oggi riescono a resistere a dei tempi storici che sembrano volerci imporre una cultura dall’alto. Ma una cultura dall’alto non può esistere, o meglio, può esistere ma non sarà mai vera e sentita. Già, perché la cultura, ce lo dicono i libri di storia, viene dalle cose semplici, dalla gente, da tutto ciò che nasce come spontaneo. Forse è questa coscienza delle cose che ancora oggi fa andare avanti la leggendaria “cooperative di formazion furlane” udinese. E deve essere uno stimolo molto forte se pensiamo che negli ultimi anni, in seno a questa Radio, è nata perfino un’etichetta discografica che ora conta ben 13 dischi. E sono tutti dischi nei quali si è cercasto di adattare la lingua friulana al cambiamento e ai nuovi linguaggi musicali. La “vecchia scuola” dei cantautori li ha spesso criticati, ma loro ci hanno creduto, convinti che non fosse giusto lasciare che la nostra cultura si ammuffisse e non andasse al passo con i tempi. Ma per sapere quanto è difficile per un’emittente indipendente sopravvivere oggi, nell’epoca della globalizzazione, lo abbiamo chiesto a Mauro Missana, direttore della Radio e persona che ormai da più di 20 anni segue le nuove tendenze musicali della nostra regione: Non credo sia solo un problema di globalizzazione. Le radio come la nostra hanno sempre avuto dei problemi di carattere finanziario. Ti chiedi chi te lo fa fare. Ma la spinta emotiva conta parecchio, ti aiuta ad andare avanti. Dopotutto Onde Furlane è un’emittente comunitaria, attenta al territorio, che cerca però di dare un’informazione con una visione globale delle cose. Questo a mio parere non fa a pugni con i cambiamenti, anzi riesce a fornire degli stimoli creativi che possano mediare i numerosi stimoli esterni, senza accettarli passivamente. Onde Furlane ha fatto tanto in questo senso, basti ricordare all'informazione, alle produzioni discografiche, a tutta la gente che vi ha fatto capo in questi 22 anni di attività. Passiamo alla musica: la vostra storia è fortemente legata al Premi Friûl, una delle manifestazioni più note fra quelle dedicate alla musica friulana. Raccontaci qualcosa su come è nato questo festival e cosa è cambiato nella sua gestione oggi rispetto agli anni ’80… Il Premi Friûl è nato in un periodo di passaggio, nei primi anni ottanta. Era passato poco tempo dal terremoto del 1976 e c’era molto movimento. All’inizio ci si è concentrati sulla grafica, e sui radiodrammi, per approdare alla musica, che è stata determinante ai fini della sua crescita. Si può tranquillamente dire che tutti i musicisti della nuova scena friulana sono passati attraverso questo premio. Certo all'inizio era una specie di caleidoscopio di generi, mentre negli ultimi tempi ci si è orientati verso il rock, il pop, l'elettronica e l'alternative. Diciamo che il Premi Friul ha consentito a molti giovanissimi di cominciare a vivere un rapporto diverso con la lingua del proprio territorio, senza dovere per forza passare solo per le "forche caudine" della tradizione, che tante volte è decisamente inventata o frutto di altri condizionamenti in passato. Quest'ultimo particolare, purtroppo, molti se lo scordano, rimanendo ancorati al proprio orticello. Ora raccontaci invece anche qualcosa di Musiche Furlane Fuarte: perché, ad un certo punto avete sentito l’esigenza di crearvi un’etichetta discografica, che tra l’altro oggi vanta un catalogo di ben 13 titoli? Abbiamo pensato di dare al vincitore del “Premi Friûl” un premio più tangibile di una somma di denaro e di veicolare i nostri sforzi verso una realizzazione discografica che potesse fruire anche di una certa promozione. Spesso succedeva che i vincitori sparissero dalla scena e non lasciassero alcuna testimonianza. Per questo c’è parso opportuno documentare una parte della scena friulana che non avesse altri spazi a disposizione. In questi anni abbiamo fatto lo stesso con una se
 
I maestri del '900 al Giovanni da Udine
News
Scritto da Samuela   
Domenica 12 Gennaio 2003 00:00
Due appuntamenti musicali nell'ambito degli incontri dal titolo "Maestri del '900", promossi dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine all'interno delle "Attività collaterali 2003". Gli incontri racconteranno le figure piu' significative del teatro contemporaneo con attenzione anche al loro rapporto con la musica. In particolare il 7 febbraio alle ore 17.30 verra' presentata una serata di song brechtiani e il 17 febbraio alla stessa ora si parlera' con il professor Carlo de Incontrera di Strehler e Mozart. L'ingresso e' gratuito a aperto a tutti.
 
La canzone d'autore friulana in un cd
Recensione Disco
Scritto da Piero   
Sabato 11 Gennaio 2003 00:00

Canzoni di confine-Teatro del Sole produzione, 2002

Canzoni di confine è una compilation che riunisce i più rappresentativi cantautori della nostra regione, un po’ come, con Dulinvie, si era già fatto qualche tempo fa. E come allora, anche qui c’è la presenza dell’orchestra Diapason di Valter Silviotti a dare contorno e colore all’opera. Devo dire che si tratta di un progetto di una certa rilevanza se non altro perché si fa testimone di una scena cantautorale molto viva nella nostra regione. Le registrazioni, effettuate nei teatri di Majano, Buja e Fagagna, sono dal vivo ed il fatto di sentire gli applausi del pubblico tra un pezzo e l’altro rende ancora più forte la vitalità di questo progetto. In quanto agli interpreti, bè, ce ne sono ben 18 e tutti molto vari nel loro modo di essere: ci sono le melodie sanremesi di Lavarono e Combatto, il samba di Chicayban interpretato da Gisa Fiorini che descrive Trieste, il ritmo zingaro di Paola Rossato ma anche il vecjo Friûl di Zampa e Ferigo. Non manca, a divertirci, il trio Frizzi-Comini-Tonazzi e neppure la “vera” canzone di confine degli Zuf de Zur, rappresentati stavolta dalla Gabrielli. La nuova musica friulana si fa strada con i Mitili FLK e non poteva poi mancare Piero Sidoti, con il suo music-cabaret. C’è spazio anche per le stramberie, ce lo dimostra l’accoppiato Merkalli-Burtone che non stenta certo a fare spettacolo. La chiusura è invece lasciata a Sergio Endrigo, lo storico cantautore istriano che più di 40 anni fa diede il via, assieme ad altri cantautori quali Paoli, Gaber, Bindi, Lauzi e Jannacci, ad un nuovo modo di intendere la parola all’interno della musica italiana, una parola come grimaldello per comunicare col pubblico, volta a scavare nella profondità dell’essere. Quasi un segno che, pur essendo di confine e dunque lontana dai grandi centri, anche la nostra regione ha avuto i suoi rappresentanti a livello nazionale. Canzoni di confine, un titolo che richiama ciò che viene prodotto, dal punto di vista cantautorale, nella nostra regione. Più che altro per appassionati. Tracklist: # Strofa quinta (Orchestra Diapason) - #2 Fiaba (Lavaroni e Corbatto) - #3 Danza (Barbara Errico) - #4 Cena de gala (Gino Pipia) - #5 Samba de Trieste (Gisa Fiorini) - #6 Masse furlane (Dario Zampa) - #7 Cantastorie (Paola Rossato) - #8 Il pollo (Rocco Burtone e Franz Merkalli) - #9 Un emigrant (Francesco Vigato) - #10 Un cafè (Ennio Zampa) - #11 La fattoria (Tomaso Romani) - #12 Cigani credo (Gabriella Gabrielli) - #13 Meno male che ci sei (Marco Anzovino) - #14 Friuli (Frizzi-Comini-Tonazzi) - #15 L’acrobata (Piero Sidoti) - #16 Vegle di lune (Ceristina Mauro-Mitili FLK) - #17 Strofa quinta (Orchestra Diapason) - #18 1947 (Sergio Endrigo).
 
Sospesa la finale di Rock Targato Italia
News
Scritto da Cloned   
Giovedì 09 Gennaio 2003 00:00
ATTENZIONE RAGAZZZI! La prima finale regionale di Rock Targato Italia prevista per questa sera al Deposito Giordani di Pordenone è stata sospesa a causa delle avverse condizioni metereologiche. Chris, Linea Bassa, Nerochiaro, Eterno 21 e Havana si esibiranno venerdì prossimo nella stessa sede. In forse anche la serata di domani, se le condizioni del tempo non miglioreranno. Restate connessi per ulteriori novità.
 
Corso di composizione e scrittura di canzoni
News
Scritto da Igor   
Mercoledì 08 Gennaio 2003 00:00
Avete mai sognato di saper scrivere le canzoni come i vostri idoli musicali, me senza mai riuscirvi??? E avreste mai voluto tradurre in musica i sentimenti che avreste voluto esprimere in quel momento??Se sì, allora qui c’è quel che fa per voi. Alla Casa della musica di Faenza (RA) si terrà il corso “Parole nella musica, un corso di scrittura per canzoni”: cinque incontri, della durata di due ore ciascuno, da mercoledì 15 a mercoledì 29 gennaio 2003, per un approccio “pratico” all’ideazione, elaborazione e realizzazione di testi. Durata la serata si ascolteranno brani musicali di vari generi (dal pop, al blues, al jazz, passando per la demenziale) e si potrà così svelare il mistero, e capire cosa hanno i musicisti che a noi manca, oppure non è abbastanza…..ben sviluppato. In più nelle serate interverranno ospiti, da Giampiero Rigosi a Giovanni Nadiani, da Emidio Clementi a Fabrizio Tarroni, che daranno un input ancora più decisivo agli incontri. Condurrà il corso Guido Leotta, direttore editoriale della Mobydick, scrittore e musicista. Gli incontri avranno luogo presso la Casa della Musica di Faenza, Via San Silvestro mercoledì 15 - lunedì 20 - mercoledì 22 - lunedi 27 - mercoledì 29 gennaio, dalle 20: 30 alle 22: 30.La quota di partecipazione è di 75,00 Euro. Affrettatevi!!!Non si rilasceranno patentini di “compositore dell’anno”, ma la possibilità di venire a contatto con un’esperienza unica. Ed i fogli di carta ringrazieranno……… Il corso si effettuerà con un numero minimo di 10 iscritti e un massimo di 15.Informazioni presso Materiali Musicali, 0546.24647 (anche per iscrizioni) e Tratti/Mobydick, 0546.681819
 
Stemane Ulive: la cultura friulana e Vescovo
Recensione Disco
Scritto da Piero   
Martedì 07 Gennaio 2003 00:00

Stemane ulive-Nota records, 2002

Dico la verità, prima di accingermi a scrivere questo articolo mi ci è voluto un po’ di tempo. “Si, in fondo stiamo parlando di Loris Vescovo” – mi dicevo -, “ uno dei rappresentanti della nuova musica friulana!”. Dunque, oltre ad ascoltarmi più volte questo disco, ho voluto “uscire in strada” per capire quello che diceva la gente a proposito di questo lavoro. E devo dire che questo “uscire in strada” si è rivelato utile: da una parte c’è stato chi ha gridato al capolavoro, evidenziando la grande poesia nelle composizioni di Loris, dall’altra chi invece ha evidenziato il fallimento di questo suo secondo disco, accusandolo di non essere un vero cantautore(visto che gran parte dei testi non sono suoi) e di non aver portato niente di nuovo con le sue composizioni. Effettivamente, Stemane Ulive è un disco che contiene pochi brani scritti da Vescovo: si passa da Pasolini ad Andrea dell’Orbo, da Biagio Marin ai canti di origine slovena, dunque sembra davvero che l’autore perda per un attimo le sue “sembianze” di cantautore per diventare un interprete. Considerazione quest’ultima, alla fine un po’ banale perché l’intero disco è come un percorso teso a voler rappresentare un mondo composto da diverse sfaccettature: se nell’iniziale Al màl di sabida c’è la visione pasoliniana del paesino isolato rispetto al mondo, con Preiera par Tualias c’è invece il paesino svuotato e stavolta la visione è quella di Dell’Orbo, dunque si tratta di un ritratto della nostra storia visto “da fuori” . Lo stesso dell’Orbo ritorna nella voce sofferente di Loris in Erto, un non voler dimenticare quella “vallata cieca” , quel luogo di morte voluto dall’ingordigia umana. Il Cercis Cuartet accompagna Loris accarezzando gli strumenti in Domenie dove si parla di una guerra che non c ‘è ma che fa più male di quella vera. Con Te vogio ben la parlata mi riporta ad un atmosfera “marittima”, forse la riva del mare di Monfalcone o Trieste e ci allontana un po’ dagli ambienti delle canzoni precedenti, mentre invece con Tumburus si va a parare al cuore della nostra storia citando Aquileia, ma più che richiamare il centro di quello che era un importante centro culturale, qui sembra di essere in un mercato di paese medioevale e l’atmosfera si fa tranquilla, la stessa che ha aperto il disco con Al màl dal sabida. Banja Luca, ed ecco un altro salto avanti nella nostra storia, un modo per non dimenticare che fino a mezzo secolo fa c’era la guerra nelle nostre terre: “…Banja Luka pincarel 41 sot des mitrais i troncs di len van in seum, sot de divise i miei 20 agns stan strents adun metros di vuere che si disfin in marum…”. Dunque, un disco di Loris Vescovo con molte canzoni che non sono sue. Eppure, secondo me questo è un disco di Loris Vescovo: si, perché è lui il regista, è lui quello che distribuisce i temi all’interno di questo lavoro. Temi che si legano nella Stemane Ulive (sabida, vinârs, martârs), un cammino che chissà se porta alla redenzione, ma di certo al ricordo e alla presa di coscienza di quello che siamo. Come si può fare un disco rappresentativo della nostra cultura senza ricordare, allo stesso tempo, Pasolini, Aquileia, la guerra, i luoghi dimenticati come Topolò o il Vajont, il mare di Monfalcone e Trieste, il confine…? Mi piace pensare che Vescovo abbia fatto questo ragionamento quando ha cominciato ad immaginarsi questo disco. Certo, uno dei difetti è il fatto che a volte sembra un po’ dispersivo e non riesce a creare un continuum tra tutte le sue facce. Del resto, è un limite che ci si doveva aspettare, visti i punti di partenza. Dall’altro lato però ciò che molti hanno visto come una grossa carenza, secondo me alla fine è un pregio: quello di non cantare le proprie canzoni, ma di lasciar parlare le cose, i fatti, la storia. Si, un pregio, perché un’idea. Poi comunque alla fine che questa sia un disco di Loris Vescovo si sente: la sua raffinatezza e le sue atmosfere spirituali ci sono. E’ ancora molto presto per valutare quale rilevanza avrà Ste
 
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