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News Recensioni Interviste
E' sold out per il concerto di Sfera Ebbasta a Lignano
News
Scritto da Musicologi   
Martedì 31 Luglio 2018 10:59




Il concerto di Sfera Ebbasta, l’artista più discusso del momento, idolo del pubblico giovane, in programma all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro sabato 4 agosto, è andato sold out in prevendita. Non verranno pertanto venduti biglietti alla cassa il giorno dello spettacolo. Un successo strepitoso per il trap king e per il suo “Rockstar Tour 2018”, tournée che segue la pubblicazione dell’omonimo album “Rockstar”, fra i più venduti dell’anno. Il concerto lignanese di Sfera Ebbasta è organizzato da Città di Lignano Sabbiadoro e Zenit srl, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG. Ma veniamo alle informazioni utili ai tantissimi fan che raggiungeranno l’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro nella giornata di sabato. Al fine di facilitare la permanenza del pubblico ed evitare la creazione di lunghe code all'esterno dell'Arena Alpe Adria, l'area verde antistante l'arena sarà aperta ai fan muniti di biglietto già a partire dalle 14.00. Lo spazio sarà provvisto di servici igienici, acqua e aree ristorazione. Ecco quindi tutti gli orari della giornata: alle 14.00 aprirà la biglietteria per il cambio dei biglietti acquistati su internet e, come detto, l’area verde dell’arena. Le porte dell’area concerto apriranno alle 19.00, mentre lo spettacolo inizierà alle 21.30. Tutte le info su www.azalea.it .



Considerato come uno dei migliori rapper della nuova generazione contemporanea italiana e internazionale, Sfera Ebbasta, re della trap all'italiana, è il personaggio più fresco e seguito del momento con oltre un milione di followers su Instagram. Il suo omonimo primo album, certificato disco di platino, è un best seller della cultura hip hop, e dopo 65 settimane dall'uscita rimane ancora nella top 40 dei dischi più venduti. Il caso discografico di Sfera e il suo personale percorso è stato anche protagonista del progetto editoriale “Zero”, prima e vera autobiografia del rapper. Gionata Boschetti, in arte Sfera Ebbasta, è conosciuto e adorato da adolescenti e non in tutta Italia. L’immaginario di Sfera Ebbasta affronta con una spontaneità quasi disarmante le tematiche della vita nei quartieri con lo sguardo critico e attento di chi il quartiere lo ha vissuto per davvero, descrivendo con estrema chiarezza uno spaccato di realtà giovanile comune in molte periferie delle principali città italiane. Il suo primo album in studio da solista è “Sfera Ebbasta” (2016), dal quale ricordiamo i singoli “BRNBQ”, “Cartine Cartier” e “Figli Di Papà”, quest’ultimo certificato disco di platino. Il disco debutta in ottima posizione in Italia ed entra anche nelle classifiche di vari paesi europei. Il 3 gennaio 2018 viene annunciato il terzo album “Rockstar”, la cui edizione internazionale è caratterizzata da collaborazioni con svariati artisti quali Tinie Tempah e Rich the Kid. Grazie al successo dell’ultimo disco, Sfera Ebbasta è divenuto il primo artista italiano ad entrare nella top 100 mondiale della piattaforma di streaming Spotify, con una media di 8 milioni di ascolti al giorno.

Fra i prossimi grandi concerti in programma all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro ricordiamo i live del rapper Gemitaiz (10 agosto) e il concerto della punk rock band Sum 41 (1° settembre). Biglietti in vendita su www.azalea.it .

 

 
Eugenio Finardi suonerà a Trieste venerdì
News
Scritto da Musicologi   
Martedì 24 Luglio 2018 08:45




Eugenio Finardi sarà di scena venerdì 27 luglio nel Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto a Trieste, ospite della rassegna “Hot in the city” prodotta da Good Vibrations con la collaborazione di Trieste is rock e il Comune di Trieste.

Nel 2016 aveva riempito il Teatro Miela con “40 anni di musica ribelle”, torna a San Giusto dove suonò nel 1979 e questa volta porta “Finardimente”, una parola composta che è insieme un avverbio, un nome, un verbo. Tre modi per rispondere al dubbio su cosa sia la Verità nell’Arte. Questo sarà il nuovo show tra musica e parole di Eugenio Finardi dove il cantautore cercherà di svelare la sua verità dietro ogni forma di rappresentazione artistica con un racconto sincero e sfacciato delle emozioni di intere generazioni e, ovviamente, la sua musica!


Dopo il successo dei suoi precedenti lavori teatrali “Acustica”, “Suono”, “Il Silenzio E Lo Spirito” e “Parole e Musica”, Eugenio Finardi propone un nuovo progetto in cui scava ancora di più nel senso profondo delle canzoni e del motivo per cui l’unione tra l’Assoluto della Musica e L’Assolutamente Soggettivo delle Parole riesce a creare emozioni condivise, che superano in intensità la somma dei singoli fattori. Inserito in una scenografia calda e discreta e accompagnato da una formazione inusuale e raffinata (Giovanni “Giuvazza” Maggiore alle chitarre, Claudio Arfinengo alle percussioni, Marco Lamagna al basso e Federica Finardi Goldberg al violoncello, Alex Catania alle tastiere), Finardi darà libero sfogo alle sue doti di affabulatore per accompagnare il pubblico in un percorso di racconti e considerazioni che toccheranno temi universali ma anche aneddoti intimi, generando un’ampia tavolozza di emozioni, dalle risate alla commozione. In scaletta, insieme ai brani fondamentali della sua lunga carriera, anche alcune chicche mai eseguite dal vivo, che ciononostante sono diventate nel tempo dei classici, come “Il Vecchio Sul Ponte” e “Shamandura”. Ma Eugenio si sentirà anche libero di improvvisare lasciandosi influenzare dall’atmosfera e dalle suggestioni del pubblico.

L’artista milanese sta vivendo un momento magico e l’entusiasmo con cui si spende in ogni performance si trasmette al pubblico, che esce dalla sala con la sensazione di non essersi solo divertito ma sentendosi arricchito da un contatto personale e profondo, come con un vecchio amico.

 

OPENING PAOLA ROSSATO: Ad aprire la serata sarà la cantautrice goriziana Paola Rossato che ha pubblicato il suo album di debutto “Facile” il primo aprile. Registrato e missato al Birdland Studio da Francesco Marzona con la collaborazione di noti musicisti della scena regionale come Sergio Giangaspero (chitarre), Simone Serafini (basso, contrabbasso e violoncello), Ermes Ghirardini (batteria e percussioni), Gianpaolo Rinaldi (pianoforte, hammond), Mirko Cisilino (tromba) e ospite speciale il rapper Doro Gjat. La cantautrice di Gorizia in questi anni ha avuto importanti conferme: terzo posto al premio Lunezia nel 2008, premio speciale della critica nel 2010 e 2012 e premio miglior composizione al concorso per cantautrici Bianca d’Aponte, secondo posto al Premio Poggio Bustone (in memoria di Lucio Battisti) nel 2012, premio Oltremusica nel 2012, premio Siae al Donida nel 2013 e nello stesso anno di nuovo premio Lunezia e miglior testo al festival Botteghe d’Autore e di recente in lizza al Premio Tenco.

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI:

Sabato 28 luglio

6 Pence Queen Tribute

h 21

Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto

 

Lunedì 30 luglio

Francesco Piu full band

40 Fingers Guitar Quartet

h 21

Piazza Verdi

Entrata libera

 

Martedì 31 luglio

Mike Sponza

h 21

Piazza Verdi

Entrata libera

 

 

Anticipazione agosto – settembre:

 

Emma Morton & The Graces, Canto Libero, Frank Get, Andy McKee.

 


Info: 

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Delirio gipsy punk con i Gogol Bordello al Festival di Majano
Recensione Concerto
Scritto da Edoardo Bortolotti   
Martedì 24 Luglio 2018 08:36




Il Festival di Majano ha da sempre portato grandissimi nomi del panorama mondiale nel palco della sagra del paese, da far invidia alla più rinomata e più ricca confinante San Daniele, e anche quest’anno la pro loco majanese non è stata da meno ospitando tra gli altri uno dei gruppo più apprezzati nel panorama gipsy punk mondiale. Stiamo parlando dei Gogol Bordello, che proprio ieri hanno chiuso l’ultima tappa italiana del loro tour nel piccolo paese di provincia.


Tra i profumi di wiener schnitzel e carne alla griglia in un campo da calcio bagnato da una pioggerellina estiva ha inizio uno degli spettacoli più divertenti e coinvolgenti a cui si possa assistere. La band statunitense entra in scena piena di energia e voglia di fare festa in un atmosfera da festa folk balcanica.


Il leader del gruppo ucraino Eugene Huz, accompagnato per quasi tutto il concerto da una bottiglia di rosso, canta senza sosta tutta la scaletta, spalleggiato dai suoi compagni Sergey Ryabtsev violinista russo, Pasha Newmer seconda voce e fisarmonica bielorussa, Michael Bernard Ward chitarrista statunitense, Thomas 'Tommy T' Gobena bassista etiope, Oliver Francis Charles batterista statunitense, Elizabeth Chi-Wei Sun percussionista scozzese e Pedro Erazo percussionista e seconda voce dell’Ecuador. Nonostante il pot pourry di etnie, la band è affiatata e oltre a divertire il pubblico, sembra divertirsi parecchio. Un’ora e quaranta di puro delirio: Eugene mezzo ubriaco salta come un grillo, senza mai sbagliare una nota, Sergey suona il suo violino elettrico con energia e velocità come solo un ex soldato sovietico saprebbe fare, Pasha quando non è alle prese con la fisarmonica o con la grancassa si esibisce in spettacoli al limite dell’erotico e Pedro, che sembra appena uscito da un film sul genocidio dei nativi sudamericani, corre a destra e a manca cantando e suonando.


Inutile a dirlo le canzoni più apprezzate dal pubblico sono quelle degli album precedenti, tratte da “Super Taranta!” e “Gypsy Punks: Underdog World Strike”, in ogni caso tutto lo spettacolo è molto ben gradito al pubblico che danza e balla, urla e si spintona sulla melodia convulsiva dei Gogol Bordello. Alla fine Eugene e Sergey tirano fuori il loro asso dalla manica conquistando definitivamente il cuore dei paesani con un inedito che è una serie di parolacce e bestemmie in italiano che trova l’apprezzamento di molti (ma non di tutti).


 

 
De Gregori in acustico a Lignano
Recensione Concerto
Scritto da Alessandro Tammelleo   
Sabato 21 Luglio 2018 08:02


Ha fatto tappa ieri sera all'Arena Alpe Adria, non gremita per la verità, il cantautore Francesco De Gregori, uno dei nomi di spicco del nostro panorama italiano. Una serata tutta acustica, giocata sulla semplicità delle sue canzoni, ma non per questo di minor intensità. Una semplicità “giocata” anche nella scenografia: ambientato su una strada con i lavori in corso (ben rappresentativa delle vicissitudini delle strade italiane), con tanto di cartelli, deviazioni e una scarsa illuminazione visto l'opera incompleta nelle strade italiane. A dir la verità al pubblico hanno colpito la serie di lampadine sopra al palco: intorno a noi c'è chi diceva rappresentassero una vecchia balera, chi una nave, chi un tempio buddista...certamente una scenografia molto esile ed efficace. Una band quindi che si ritrova a suonare sul cilio della strada: Guido Guglielminetti al contrabbasso, Paolo Giovenchi alla chitarra, Alessandro Valle alla pedal steel guitar e Carlo Gaudiello al pianoforte. E la batteria? Nulla, nulla di ritmico, tutta la sezione ritmica è affidata al bassista a cui, per l'intera serata, gli è spettato il compito più difficile.

21.30 puntali tutti sul palco e anche De Gregori entra con la band, quasi in punta di piedi, mimetizzandosi con i colleghi, parla pochissimo per tutto il concerto perchè sa bene che, a parlare sono i suoi testi, cantati con il suo stile quasi parlato.

Un concerto molto soft che si snoda tra successi mondiali quali “Generale”, arrangiato in un modo ben lontano da quello conosciuto al grande pubblico grazie a Vasco, per non parlare di 4 marzo 1943 ovvero “Gesù Bambino”, omaggio al grade amico Lucio Dalla.

L'apice del concerto è indubbiamente “La donna cannone”, considerata una delle canzoni italiane più belle di sempre. “Buonanotte Fiorellino” chiude il nostro concerto, ma non prima di aver duettato con la moglie, momento molto particolare questo. Un concerto bello, intenso che non poteva non chiudersi con “Rimmel”, al suon di “ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo”, ma certamente tieniti un intramontabile De Gregori nel cuore.

 

 
Al via con i Gogol Bordello il 58° Festival di Majano
News
Scritto da Musicologi   
Venerdì 20 Luglio 2018 12:34




Conto alla rovescia per l’inizio della 58° edizione del Festival di Majano, ai nastri di partenza domani, sabato 21 luglio, manifestazione che si concluderà coni l grande spettacolo pirotecnico del 15 agosto. Star del primo fine settimana di festeggiamenti saranno senza dubbio i Gogol Bordello, gypsy punk band amata in tutto il mondo, che si esibirà sul palco dell’Area Concerti Festival domenica 22 luglio, alle ore 21.30. Capitanati dall’eccentrico Eugene Hütz, gli show dei Gogol Bordello sono travolgenti, energici, irriverenti, capaci di coinvolgere il pubblico divertendosi e divertendo chi vi assiste come pochi altri sanno fare. La band ha pubblicato sette album in studio, tra cui i successi “Super Taranta!”, “Gipsy Punks: Underdog World Strike” e il più recente “Seekers and Finders”, dello scorso agosto. I biglietti per il concerto sono ancora in vendita e lo saranno anche domenica alle biglietterie del concerto, dalle 18.30. La serata sarà aperta dal gruppo soul rock udinese dei The High Jackers, capitanati da Mr. Steve Taboga, dalle 20.15. Tutte le info su www.azalea.it .

Grande musica in programma anche sabato con The Elton John Show, tributo al grande artista pop britannico che vedrà la partecipazione straordinaria di Charlie Morgan, batterista ufficiale del baronetto inglese. Il concerto, che vedrà in scaletta tutti i più grandi successi di Elton John, inizierà alle 21.30 e sarà a ingresso libero.

Con l’inizio del festival via anche al programma culturale con due proposte artistiche di altissimo livello. La prima è un’esclusiva assoluta, la mostra del Maestro Giorgio Celiberti dal titolo “Giorgio Celiberti. Il mio bestiario”. Per la prima volta in assoluto saranno esposti – in una narrazione suggestiva ed affascinante – le opere del celebre artista udinese raffiguranti gli animali, da sempre presenza significativa e consistente della sua produzione. Seconda esposizione sarà quella di Alessandra Aita dal titolo “L’energia della materia”, nella quale l’artista presenterà le sue incredibili opere nate dall'assemblaggio di materiali di recupero ritrovati lungo i fiumi.

Entrambe le mostre, visitabili durante tutte le serate del festival, sono a ingresso libero.

A completare i l programma del fine settimana il raduno di auto storiche e moderne, dimostrazioni musicali e gli eventi dedicati ai più piccoli e al tempo libero. Aperti da domani anche tutti gli spazi gastronomici del festival, dove poter assaggiare i piatti della tradizione friulana, squisite proposte internazionali. Per consultare il programma completo del Festival di Majano visitare il sito www.promajano.it .

 

Il Festival di Majano è organizzato dalla Pro Majano, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, il Comune di Majano, l’Associazione regionale tra le Pro Loco, la Comunità Collinare del Friuli, il Consorzio tra le Pro Loco della Comunità Collinare. Tutte le info su www.promajano.it .



 
Ancora un grande appuntamento a Trieste con David Byrne
News
Scritto da Musicologi   
Venerdì 20 Luglio 2018 12:32



Dopo gli strepitosi live di Iron Maiden e Steven Tyler, che hanno richiamato in città oltre 14 mila persone, andrà in scena domani nella centralissima Piazza Unità d’Italia il terzo e ultimo appuntamento di Live in Trieste 2018, rassegna organizzata da Zenit Srl, in collaborazione con Comune di Trieste, Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG, che ha di fatto riportato Trieste nel novero delle grandi capitali del rock europeo. A chiudere in bellezza domani, sabato 21 luglio, ci penserà niente meno che David Byrne, mito della new wave americana, artista a 360° gradi, fondatore e anima dei Talking Heads. I biglietti per il concerto saranno ancora in vendita a partire dalle 16.00 nella biglietteria posta in Piazza Verdi. L’apertura delle porte al pubblico è prevista per le 18.30 in vista dell’inizio dello spettacolo, in programma alle 21.00. Tutte le info su www.azalea.it .

 

Fondatore e frontman dei Talking Heads dal 1974, creatore dell’etichetta “Luaka Bop”, David Byrne, fin dagli inizi della sua carriera, è un talento in continua esplosione. Americano di origine scozzese, ha vinto, nella sua lunga ed ancora proficua attività, un Oscar, un Golden Globe e un Grammy Award alla migliore colonna sonora per il film “L’ultimo imperatore” (1988), diretto da Bernardo Bertolucci. Fra i grandi riconoscimenti per l’attività musicale cinematografica ottenuti dall’artista spiccano anche due David di Donatello, uno per le musiche di “This Must Be The Place” (2012) di Paolo Sorrentino ed uno per la miglior canzone originale contenuta nella stessa colonna sonora, dal titolo “If It Falls, It Falls”. Ma la carriera artistica di Byrne continua: l’artista infatti espone visual art da oltre un decennio. Le sue più recenti opere includono “Joan of Arc: Into the Fire”, una rivisitazione teatrale della storica Giovanna D’Arco, presentato in anteprima quest’anno al Public Theatre di New York, “The Institute Presents: Neurosociety”, una serie di installazioni interattive create in collaborazione con PACE Arts + Technology (2016), “Contemporary Color”, un evento ispirato alla tradizione folk americana, presentato nel 2015 al Barclays Center di Brooklyn ed al Toronto Air Canada Centre, “Here Lies Love”, una produzione teatrale di 22 composizioni realizzate in collaborazione con Fatboy Slim sulla vita di Imelda Marcos e presentata in anteprima al Public Theatre di New York (2013) a cui ha fatto seguito una lunga tournée sold-out al London National Theatre (2014-2015). Tra le sue più recenti produzioni, quella con St. Vincent per il disco “Love This Giant” (2012) ed il libro “How Music Works” (2012), uno studio sulla storia, l’esperienza e l’aspetto sociale e sociologico della musica.

David Byrne, artista e mente creativa dalle indiscusse doti, ha lasciato un segno nella storia della musica attuale fondando i Talking Heads, band sperimentale e d’avanguardia in grado di combinare musica bianca e musica nera, costituendo una delle colonne portanti della new wave americana. Con questa band ha firmato album e canzoni memorabili come “Psycho Killer”, singolo inserito nell’album di debutto “Talking Heads: 77”, capace di vendere milioni di copie nel mondo. Successivamente – e contemporaneamente - ai Talking Heads, David Byrne intraprende dal 1981 una lunga ed illuminante carriera solista, collaborando con artisti del calibro di Brian Eno, Ryuichi Sakamoto (con il quale ha vinto l’Oscar per “L’Ultimo Imperatore”), St. Vincent (con la quale ha appunto pubblicato l’album “Love This Giant” nel 2012). La sua passione per la world music lo porta a fondare la “Luaka Bop”, la rinomata etichetta di Os Mutantes, Jim White, Los De Abajo, Atomic Bomb Band ed altri. Inserito dal 2002 nella Rock and Roll Hall of Fame, David Byrne è un vulcano di idee che sfociano in un’iperproduttività caratterizzata da fusione, contaminazione, creatività e sperimentazione, con oltre quarant’anni di carriera alle spalle, senza mai perdere l’aplomb nemmeno per un attimo.



 
Miles Kennedy dei Alter Bridge sarà domani in castello a Udine
News
Scritto da Musicologi   
Venerdì 20 Luglio 2018 12:28




Andrà in scena domani al Castello di Udine un nuovo grande evento musicale internazionale parte del ricchissimo calendario di eventi di questa estate 2018 in Friuli Venezia Giulia. Sarà il cantautore e chitarrista Myles Kennedy, frontman del gruppo alternative rock Alter Bridge e apprezzato interprete solista, a emozionare il pubblico in quello che sarà il suo unico live italiano nel Nordest, parte della sua nuova tournée mondiale. I biglietti per l’importante appuntamento, organizzato da Vertigo e Zenit srl, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Comune di Udine, evento inserito nel programma di “Udinestate 2018”, saranno ancora in vendita alla biglietteria del concerto, posta in Piazza Libertà, dalle 18.30. Porte aperte dalle 19.00, info su www.azalea.it .


Dopo lo strepitoso concerto tenuto lo scorso 4 aprile, uno show indimenticabile andato sold out ai Magazzini Generali di Milano, a grande richiesta, Myles Kennedy torna in Italia per tre concerti estivi, nei quali suonerà i brani acustici del suo primo e nuovo album solista intitolato “Year Of The Tiger”, pubblicato lo scorso 9 marzo. Ad arricchire i concerti, in apertura di serata, ci sarà in qualità di special guest, il chitarrista francese Dorian Sorriaux, già membro dei Blues Pills, che porterà sul palco il suo nuovo progetto solista.


Nato nel 1969, Myles Kennedy cresce a Spokane (Washington), e già a partire dai 15 anni inizia a suonare la chitarra ispirato dai classici dei Led Zeppelin. A livello canoro viene spinto dalla passione per i grandi del soul, conosciuti sbirciando tra i dischi dei genitori. Intraprende la carriera di musicista con due gruppi, con i quali abbraccia il genere jazz con tonalità fusion. Cura i testi e le musiche dei brani di due album dei Citizen Swing, suo seconda band. Nel 1996 diventa cantante solista, chitarrista e compositore del gruppo rock alternativo The Mayfield Four, con il quale ottiene un notevole successo, pubblicando un EP live e i due album “Fallout“ e ”Second Skin“ (Epic Records). Proprio in questo periodo incontra il chitarrista Mark Tremonti, il quale anni dopo lo invita a partecipare alla creazione di un nuovo gruppo, gli Alter Bridge, che sarà così composto da Kennedy, Tremonti e due membri dei Creed. La band pubblica cinque album in studio e tre dal vivo, esibendosi inoltre al Classic Rock Roll of Honour Awards nel 2010. Kennedy negli anni collaborerà a lungo con Slash, registrando anche “Starlight”, brano presente nell'album omonimo del chitarrista dei Guns N’ Roses. Nel 2014 vince per il terzo anno consecutivo il premio come miglior vocalist dell’anno agli Loudwire Music Awards. Lo scorso 9 marzo Myles Kennedy ha pubblicato “Year of the Tiger”, concept album solista dalle influenze blues rock, che segna l’inizio di una vera e propria carriera da solista.

 
Tyler, il demon of screamin' a Trieste
Recensione Concerto
Scritto da Edoardo Bortolotti   
Venerdì 20 Luglio 2018 12:24




È la sera del 18 luglio 2018, quando nella splendida cornice di piazza unità d'Italia a Trieste, c'è fermento: questa sera c'è Steven Tyler. Ma andiamo per ordine.

Ad aprire il concerto ci sono le Sisterhood Band, duo country stile Nashville composto da Ruby Stewart  e Alyssa Bonagura. Sì, se il cognome di Ruby ha fatto partire qualche voce nella vostra testa, quella voce vi sta dicendo la cosa giusta: è proprio la figlia di Rod Stewart. Dal padre non ha ereditato solo il cognome ma anche l'amore per la musica ed il talento. Le due giovani artiste, con il loro entusiasmo e le loro note, accompagnano il pubblico in un'America fatta di cappelli da cowboy, giubbotti con frange e tanto buon country. Lo spettacolo non dura molto (forse qualche pezzo in più non avrebbe stonato) ma sono fresche, effervescenti, cantano bene ed il pubblico apprezza.


Finito il loro spettacolo è l'ora del grande atteso, ma delle volte capita che per i grandi ci sia anche un’altrettanto grande attesa e così è stato. Steven sale sul palco con 45 minuti di ritardo ma in meno di 45 secondi il pubblico lo ha già perdonato. La sua voce è piena, graffiante, rauca, sensuale e potente al tempo stesso. Ma come fa un uomo di 70 anni, con una vita alle spalle che si può immaginare, non esattamente da boyscout, a cantare così? Penso sia quello che hanno pensato la maggior parte delle persone presenti in piazza. Dopo poco ti arrendi, smetti di farti le domande e ti godi lo spettacolo

 

La scaletta è eterogenea ed equilibrata, con canzoni del nuovo album, cover e grandi classici degli Aerosmith. Le cover sono dedicate a mostri sacri come  "the Beatles", "Led Zeppelin" e "Janis Joplin" interpretati da Steven con quel 30% di rock in più che convince decisamente il pubblico e, se fossero ancora tutti vivi, probabilmente anche gli autori. Le canzoni del nuovo album non sono state molto numerose ( "love is your name" o "my own worst enemy" ) ma hanno convinto fino in fondo. Non sono mancati infine i grandi classici degli Aerosmith come “Walk this Way”, "Dream on", “Sweet Emotion” , “Cryn' " e compagnia bella. Nel mezzo delle canzoni, vari siparietti, qualche parola in italiano, qualche parola  in triestino, una torta di compleanno per la bella fidanzata trentenne costretta a salire sul palco per gli auguri. Il clima è piacevole, semplice e cordiale, da festa di paese, ma, nonostante, per questioni di capienza, il pubblico non sia numerosissimo, la qualità della prestazione è di quelle da super concerto.

Una menzione particolare va fatta anche alla Loving Mary Band, che ha accompagnato perfettamente l'ex frontman degli Aerosmith. Musicisti di gran talento e capacità, giovani che si divertono a stare sul palco e suonare.


Le impressioni che restano a fine concerto ,durato non eccessivamente (un ora e venti), sono decisamente positive. Il vecchio “demon of screamin'” è ancora lui, ha ancora tutta la sua carica, si diverte e fa divertire. La ricetta funziona ancora: voce impressionante, linguaggio del corpo tra l'assurdo e il pornografico, empatia con la band e col pubblico.

 

 
La grnade musica internazinale sbarca domani a Lignno con i Kasabian
News
Scritto da Musicologi   
Martedì 17 Luglio 2018 08:30




La grande musica internazionale ritorna a Lignano Sabbiadoro. I Kasabian, indie rock band da oltre 5 milioni di copie vendute, dopo lo straordinario show tenuto a novembre al Mediolanum Forum di Milano, tornano in Italia per 5 imperdibili concerti estivi. L’unica data nel Nordest del gruppo capitanato da Serge Pizzorno e Tom Meighan, sarà domani, mercoledì 18 luglio all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro. I biglietti per l’evento, organizzato da Città di Lignano Sabbiadoro e Zenit srl, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG, sono ancora in vendita e lo saranno anche domani alla biglietteria del concerto, dalle 18.30, porte aperte alle 19.30. Ad aprire il concerto sarà Lilian More, poliedrica cantante milanese dall’anima pop e dalla grinta punk. La serata vedrà il suo culmine con l’esibizione dei Kasabian, al grande ritorno in Friuli Venezia Giulia a 6 anni dall’ultimo concerto tenuto nel 2012 a Tarvisio.

 

Ho deciso di dare a me stesso sei settimane per scrivere un album come si usava fare in passato, che fosse veramente ispirato. Volevo essere sicuro che non ci fosse niente di più, di modo che le canzoni potessero diventare dei classici. Nessun autocompiacimento, niente fronzoli. Ho sentito Berry Gordy (famoso produttore e autore, fondatore della Motown) dire che se un pezzo non ti arriva nelle prime 4 battute allora è finita, così mi sono buttato a lavorare con questa classica attitudine old-school di scrittura”.


Così Serge Pizzorno ha commentato l’ultimo album “Crying Out Loud”, pubblicato a maggio 2017, subito certificato disco d’oro in UK. “You’re In Love With A Psycho”, primo singolo estratto da questo lavoro, è stata una delle hit radiofoniche dell’anno, totalizzando più di 8 milioni di views su Youtube e più di 23 milioni di ascolti su Spotify. Dopo aver calcato tutti i più prestigiosi palchi internazionali ed essere stati headliner di alcuni dei festival più importanti d’Europa, i Kasabian, una delle band inglesi più amate di tutti i tempi, tornano in Italia per un entusiasmante tour estivo. Gruppo musicale indie rock britannico formatosi nel 1997 a Leicester, attualmente fra le band che godono di più seguito e prestigio del panorama rock internazionale. Il loro primo disco, omonimo, esce nel 2004, ottenendo un ottimo successo di pubblico e critica che porta la band in tour in tutta Europa, dove il loro stile a metà tra il rock anni sessanta/settanta e l'elettronica da rave party fa di loro una delle principali band emergenti di quell'anno. Il loro secondo album, “Empire”, esce nel 2006 e segna una svolta verso sonorità più alla moda, anche se l'influenza di gruppi come i Led Zeppelin risulta evidente, specialmente in canzoni come il singolo “Shoot the Runner”. Nel 2009 la band pubblica il più sperimentale e acustico “West Ryder Pauper Lunatic Asylum”, trascinato dal singolo di successo “Fire”. Nel 2011 viene pubblicato il quarto album “Velociraptor!”, con il quale la band ottiene un grande successo anche al di fuori del Regno Unito. Nel 2014 viene pubblicato il quinto album in studio “48:13”. Del 2017 è invece l’ultimo album in studio “For Crying Out Loud”. La band può vantare il record di 9 nomination ottenute in una sola edizione degli NME Awards e una serie di quattro album di inediti di fila al primo posto nella UK Albums Chart.


Fra i prossimi concerti all’Arena Alpe Adria troviamo quelli di Francesco De Gregori (19 luglio), Fabri Fibra (28 luglio), Sfera Ebbasta (4 agosto), Gemitaiz (10 agosto) e Sum41 (1 settembre).

 
Steve Tyler, domani sera di scena a Trieste
News
Scritto da Musicologi   
Martedì 17 Luglio 2018 08:23




Dopo il concertone degli Iron Maiden di martedì, entra ancora di più nel vivo il calendario di Live in Trieste 2018 con il secondo appuntamento in programma domani, mercoledì 18 luglio, quando sul palco della scenografica Piazza Unità d’Italia salirà una fra le più luminose icone rock di tutti i tempi, Steven Tyler. Il front man degli Aerosmith sarà accompagnato in questo suo nuovo viaggio musicale da The Loving Mary Ban, portando a Trieste l’unica data del Nordest e dell’Europa dell’est del suo nuovo tour mondiale. Il calendario di Live in Trieste, che vedrà sabato 21 luglio il suo ultimo appuntamento con il concerto del genio visionario David Byrne, è organizzato da Zenit Srl, con la collaborazione di Comune di Trieste, Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG. I biglietti per il concerto di Steven Tyler sono ancora disponibili sul circuito Ticketone e lo saranno anche domani alla biglietteria del concerto, dalle 16.00. Le porte al pubblico apriranno alle 18.30 in attesa dell’inizio dello show, a ridosso delle 21.00, con il support act del duo country The Sisterhood Band, formato da Ruby Stewart, figlia di Rod Stewart e da Alyssa Bonagura. A seguire il tanto atteso live di Steven Tyler, che infiammerà Piazza Unità con la sua grinta e la sua voce uniche.

 

Steven Tyler, frontman degli Aerosmith e icona della musica rock mondiale, è universalmente riconosciuto per la sua voce graffiante e potente, autentico marchio di fabbrica della star americana. Nasce a Yonkers (Stato di New York) nel 1946 in una famiglia dove la musica è la protagonista. Fin da subito questa diventa la sua unica passione, che lo spinge a suonare in diversi gruppi rock e ad esibirsi nei locali di Westchester County, dove la sua famiglia si trasferisce durante la sua adolescenza. Con la sua prima band, i Maniacs Up In Sunapee, il successo non arriva. Bisogna aspettare il 1970 quando, assieme a due amici, tra cui il chitarrista Joe Perry, formerà gli Areosmith, gruppo che in pochi anni scalerà le vette delle classifiche mondiali. Sono moltissimi gli album e le canzoni che hanno fatto la storia di questa band, permettendo a Tyler di vendere decine di milioni di copie in tutto il mondo. Dischi come “Toys in the Attic” (1975), con le bellissime “Walk this Way” e “Sweet Emotion”, “Permanent Vacation” (1987) con i singoli “Rad Doll” e “Angel”, “Get a Grip” (1993) che include le super hit “Crazy”, “Livin' on the Edge” e “Cryin’” - il loro più eclatante successo commerciale - sono solo alcuni dei meravigliosi lavori della vastissima discografia che la band ha pubblicato. Tra le canzoni che rimarranno nella storia anche la colonna sonora del film Armageddon, “I Don’t Want To Miss A Thing”, composta dallo stesso Steven Tyler in collaborazione con la figlia Lyv Tyler. Nel 2003 esce “Walk This Way: The Autobiography of Aerosmith”, autobiografia che ripercorre le vicende fondamentali del carismatico Steven Tyler. Nel 2015, agli International Music Awards, il cantante è stato riconosciuto come “l’icona musicale più imponente di tutti i tempi”, mentre si è classificato terzo nella classifica Hit Parade tra i “cento migliori vocalist metal di tutti i tempi”. La setlist dei nuovi concerti, tra cui quello di Trieste, comprenderà tutte le più grandi hit di Steven Tyler, così come alcuni brani tratti dal suo ultimo album come solista, “We’re All Somebody From Somewhere”. Il tour, partito a giugno, sta toccando e toccherà le principali città del mondo, facendo tappa a New York, Madrid e Londra (fra le altre).

Per tutta la durata del calendario di Live in Trieste sarà attivo il servizio Park&Bus, che consentirà di lasciare l’automobile nelle aree riservate all’iniziativa e di raggiungere gratuitamente il centro città con i mezzi pubblici. Tutti i parcheggi indicati e gli orari su www.triestetrasporti.it.

 

 
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