|
|
-
Chi siamo
-
Archivio
-
Corsi e attività educative
-
Altre attività
Contattaci
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Un do it Yourself firmato Stefano Giust Stefano Giust
|
| Linked - Setole di Maiale, 2001 |
| 06/11/2004 |
Da qualche tempo a questa parte la linea di tendenza intrapresa dalla musica elettronica sembra essere vincolata alle possibilità fornite da tecnologie di sintesi e editing sempre più evolute, piuttosto che alla ricerca di nuove soluzioni creative. Stefano Giust, ex batterista del gruppo punk pordenonese Le Bambine e fondatore dell’associazione musicale Setole di Maiale, con il suo Linked si avventura in quella frontiera dell’elettronica che non rincorre sfrenatamente il perfezionamento di modelli estetici quasi sempre uguali, ma sfrutta le possibilità offerte dall’elettronica in combinazioni nuove senza cadere nella pretenziosità. Dietro a questo progetto si cela il vecchio demone punk do it yourself, che sin dai tempi dell’house è entrato nell’universo dell'elettronica: autoprodurre la propria musica utilizzando al meglio le possibilità offerte anche da tecnologie a basso costo. Per confezionare Linked sono bastati, infatti, alcuni strumenti “di ripiego”: una vecchia Yamaha DX7, percussioni a pad, un’effettiera ed un registratore multitraccia. Tutte le tracce sono state sovraincise in tempo reale senza l’ausilio di sequencer e computer, ciò significa che l’album è stato suonato “a mano” in ogni sua parte, sovraincidendo una per una ogni traccia sulla base di quella precedente. Ne esce un link semi-improvvisato fra attitudine rock, sonorità techno e sperimentalismo avanguardistico decisamente interessante, privo di quelle incrostazioni ermetiche che portano spesso questi esperimenti ad essere elitari ed autoreferenziali. Le atmosfere introspettive di Aphex Twin entrano in risonanza con le escursioni rumoristiche alla Throbbing Gristle, fino ad evocare i paesaggi immaginari di Stockhausen e Satie. Ascoltare i tre ipnotici episodi di Dancer o l’incredibile ritmica jungle di Venus per credere. Tutt’altro che musica autoreferenziale. Eppure dai ritmi serrati, dalle atmosfere claustrofobiche e dai suoni spesso glaciali e alienati, ad emergere è sempre il tocco umano che li agita unito ad una forte dose di ironia. Se nulla (o quasi) di nuovo si muove sull’immenso fronte occidentale della musica elettronica da un quinquennio a questa parte, l’oscuro e lontano fronte orientale brulica di iniziative interessanti.
Cloned
|
Tutti gli articoli su Stefano Giust:
|
|