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Mercenary God, un ritorno al futuro. Mercenary God
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| Burning Generation - Snaps Music, 2008 |
| 19/03/2009 |
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Burning Generation il disco dei Mercenary God ristampato su vinile alcuni anni fa è ora disponibile anche su cd.
Prendete l’album dei Mercenary God, guardate la copertina. Togliete il cd dall’involucro, inseritelo nello stereo. Schiacciate play, sedetevi. Tenete in mano la copertina, senza guardarne il retro. Continuate ad ascoltare. Sentirete pezzi che vi ricordano il grunge anni 90, dai Foo Fighters, ai Queen of the Stone age e tutta una serie di band che ci siamo abituati a ricordare di quegli anni, passando poi con la mente al punk dei Ramones, dei Clash, a quella rabbia pura, vissuta e non indotta. I suoni sono freschi, i giri secchi, compatti e le idee pulite e mai improvvisate nella loro immediatezza istintiva, con una perfetta consapevolezza di cosa si vuole dire e di dove si vuole arrivare. Girate la copertina. Leggete in basso a sinistra l’anno di produzione dei pezzi che avete appena ascoltato. 1981.
La reazione è di stupore. Non siamo nel 2009 con una band emergente che dopo aver ascoltato i Ramones i QOTSA o altro si è messa a fare musica per emulare miti, chiedendo al papà di comprargli un Marshall e una Gibson e mettendo un annuncio su Facebook per trovare i musicisti. Siete di fronte a musicisti che quella musica non la avevano ascoltata, per un motivo molto semplice. Quei gruppi sarebbero arrivati almeno quindici anni dopo. I Mercenary God sono l’esempio di come la musica si annidi e covi ovunque, ai piedi delle montagne e all’ombra delle grandi piazze e possa esprimersi nonostante la distanza dalle stesse. Nel 1981 non c’erano le opportunità che ci sono ora e loro sono riusciti a raccogliere forze, energie ed ispirazioni condendole con la rabbia di un cane costretto da una catena, che abbaia, per mordere o giocare, ma che a tutti i costi vuole attirare l’attenzione di qualcuno, che gli piaccia o meno e fino a quando non si scioglierà quella catena, non si conosceranno mai le sue vere intenzioni.
La forza dei Mercenary God sta nella loro musica, pura, compatta e genuina e se ora ci trovassimo a Londra, Milano o New York, forse staremmo pensando diversamente i destini di questa band. Pochi concerti, poche registrazioni, ma in grado di rendere vivo un quadro di sentimenti che i giovani dei primi anni ’80 a Gemona e in Friuli in genere, potevano provare. Una band che supera i tempi e che nel passato ci riesce a raccontare ciò che siamo ora. Arrabbiati, ambiziosi, lontani, ma con una grande voglia di farci sentire e di ricordarlo a tutti con le canzoni, con la musica che ci circonda.
Una “generazione bruciata” che nei primi anni ’80 si stava ancora togliendo di dosso la polvere delle rovine del terremoto, dopo il quale tutto cambiava, ma la domanda era…come?! I Mercenary God erano e rimangono quel grido forte rivolto alle montagne che proteggono e chiudono Gemona, sperando che l’eco di quel grido si diffonda il più lontano possibile nello spazio e nel tempo.
Matteo
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