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Divina Ute Lemper al Giovanni da Udine Ute Lemper
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| Udine, 18/01/2010 |
| 22/01/2010 |
Last tango in Berlin. Con un titolo così non sai bene cos’aspettarti da uno spettacolo. Tanto più se la protagonista, Ute Lemper, nella sua vita ha spaziato tra brani di Kurt Weil e di Jacques Brel, di Edith Piaf e di Micheal Nyman, fino ad avventurarsi in momenti di sapore pop come con i brani dell’ultimo album Between yesterday and Tomorrow. Forse saranno rimasti delusi i fan di questo ultimo lato della cantante tedesca, ma certamente non gli altri, perché nella serata di lunedì 18 gennaio Ute ha attraversato – lo dice lei stessa, al pubblico in teatro, in francese – tutti gli “universi” che ha incontrato nella sua carriera artistica. Ed infatti il concerto è un lungo viaggio nella musica francese, tedesca, argentina e molto altro, di cui alcune tappe sono: Lilì Marlene, Maria de Buenos Aires, Happy birthday Mr. President, Ne me quitte pas. Ute Lemper gestisce il palco con sicurezza, dialoga a lungo con gli spettatori in francese, dopo aver chiesto se invece preferiscano l’inglese. Intrattiene il pubblico con aneddoti divertenti, come la storia del suo boa rosso, che sarebbe passato di mano in mano tra diversi politici famosi… tra cui il premier italiano Berlusconi. Il teatrone si è ormai trasformato in cafè chantant: la cantante chiede al pubblico di fischiettare la Ballata di Mackie Messer dall’Opera da tre soldi di Brecht/Weill. Poi offre a sorpresa, per la prima volta, una versione cantata di Amarcord, la colonna sonora del celebre film di Federico Fellini, firmata da Nino Rota. Gli spettatori applaudono a ripetizione, l’entusiasmo si può palpare nell’aria e Ute risponde con la sua passione, che rende lo spettacolo trascinante fino alla fine. Un’interprete straordinaria ha deliziato il pubblico udinese. Le sue grandi abilità canore, la sua capacità di coinvolgimento, la sua simpatia hanno stregato tutti i presenti. Ad accompagnarla, sul palco, c’erano Vana Gierig al pianoforte,Steve Millhouse al contrabbasso e Tito Castro al bandoneon, tutti interpreti di ottime doti tecniche, ma anche di grande sensibilità: nessuno di loro si è messo troppo in mostra, perché la diva era ed è solo lei: Ute Lemper.
Lorenzo
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