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RECENSIONE CONCERTO

Harding, Vogt e la Mahler Chamber Orchestra sul palco del Teatrone
Mahler Chamber Orchestra
Udine, 30/01/2010
04/02/2010
Teatro gremito il 30 gennaio al Giovani da Udine, per lo spettacolo della Mahler Chamber Orchestra, la formazione di giovani talenti fondata da Claudio Abbado nel 1997, diretta per l’occasione Daniel Harding.
L’ouverture Egmont op. 84, scritta da Ludwig van Beethoven per la tragedia di Goethe, non è uno dei brani più eseguiti nel repertorio musicale contemporaneo. Harding ne propone una lettura originale, molto smussata, soprattutto dal punto di vista timbrico: il suono degli archi è morbido e caldo e conferisce all’ouverture un inaspettato carattere dolce e intimo, che leviga i toni drammatici e solenni della partitura. Soltanto nella coda finale l’esecuzione si fa più energica e concitata, il respiro si accorcia fino al vittorioso finale.
Il tempo di collocare il pianoforte al centro del palco e lo spettacolo continua con il Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra KV467 di Wolfgang Amadeus Mozart. Il solista è Lars Vogt, già in passato ospite del Teatro Giovanni da Udine. L’orchestra apre con gli stessi toni morbidi del brano precedente e il pianista, dopo essersi lasciato cullare da queste prime note, si esprime con conseguente dolcezza e agilità, seppure con qualche apparente incertezza in alcuni punti. Le scelte stilistiche di Vogt e Harding si rivelano adeguate soprattutto nel secondo movimento, soave e leggero, mentre sembrano snaturare un po’ troppo gli altri due. L’esecuzione risulta dunque un po’ troppo romantica nelle sue variazioni di agogica, nei rubati e nelle lunghe pause “coronate”, nella dinamica sempre un po’ troppo contenuta, a parte nel forte del finalissimo. Il pubblico tuttavia sembra gradire e si prodiga in un lungo applauso, che spinge Vogt ad offrire, come bis, il terzo dei Moments Musicaux di Franz Schubert.
Dopo la pausa, al rientro in sala troviamo un contrabbassista che si esercita da solo e poi, al rientro dei compagni, un violoncellista ritardatario che prende posto appena in tempo per l’avvio della Sinfonia n. 3 “Eroica” di Ludwig van Beethoven, che completa il programma totalmente dedicato al Classicismo della serata. L’orchestra trova i toni brillanti e decisi appropriati per l’esecuzione di quest’opera, indispensabili per rendere i contrasti dinamici del primo movimento e le variazioni timbriche del secondo, fino alla chiusura di questo, in pianissimo, che lascia un piacevole alone di mistero a rivestire la sala. Lo Scherzo ridà energia all’esecuzione (ottimo il Trio) e il Finale viene reso benissimo con i suoi contrasti, gli splendidi acuti dei violini, il pianissimo che precede la scarica emotiva della conclusione. La Sinfonia rende giustizia al direttore e ai professori: dopo l’impressione ambigua della prima parte della serata, nella seconda i musicisti appaiono sorridenti, il direttore sicuro e il risultato è davvero ottimo.
La stagione musicale continua a ritmo serrato con i Solisti di Mosca, sul palco domenica 7 febbraio alle ore 20.45.

Lorenzo

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