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Tagli alla cultura, cosa aspettarsi?
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| 03/02/2010 |
Tempo di crisi per l’industria dello spettacolo, ve n’è sicuramente arrivata notizia dai diversi media: su giornali, telegiornali, radio locali se ne parla diffusamente. D’altronde, un calo del 30% sui fondi regionali per la cultura dal 2009 al 2010 non poteva passare inosservato. Ma la reazione dei vari settori è stata differenziata. Il teatro e il cinema hanno combattuto alacremente – e soprattutto in modo compatto – per vedere riconosciuti i propri meriti nella promozione culturale regionale. Appelli, raccolte di firme, comunicati che spiegano le conseguenze concrete dei cambiamenti nelle disponibilità finanziarie degli enti coinvolti. Il risultato? Niente di incredibile, ma un’attenuazione della sforbiciata inizialmente prevista c’è stata. E il mondo della musica? Solo qualche voce sparsa, come quella di Euritmica che annuncia l’annullamento degli spettacoli della stagione “Note nuove”. Non appare pensabile che il comparto musicale abbia subìto un “trattamento di favore”, più probabile è che non ci siano stati contatti tra gli operatori, che questi non siano stati in grado di organizzarsi per una campagna comune in difesa del proprio settore. Purtroppo quello della collaborazione tra le realtà musicali regionali è un problema storico, su cui i singoli non hanno mai investito, non si sa bene se per mancanza di tempo e risorse o per voglia di restare a coltivare il proprio “piccolo orticello”. Questo anche perché la Regione è o era uno dei pochi interlocutori presso i quali il dialogo e la protesta possono ottenere dei risultati e solo la prima delle voci di entrata che subirà un calo: giorno dopo giorno, infatti, vengono approvati i bilanci dei Comuni, anch’essi impegnati nel far quadrare i propri conti, molto spesso a scapito del settore culturale. A cosa ci si affiderà? Alla maggior vendita di biglietti visto l’aumento del tempo libero delle migliaia di disoccupati che, però, avranno il portafogli vuoto? Purtroppo tutto lascia presagire cattive notizie per la qualità e la quantità degli spettacoli musicali nel 2010. Non posso sperare, però, che l’iniziativa e la buona volontà dei singoli siano già pronte, in campo, per cercare di smentirmi.
Lorenzo
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